Parliamo del tema della prescrizione degli abusi edilizi. Se parliamo di abusi edilizi, ci riferiamo ad uno dei piรน complessi e delicati nodi del diritto urbanistico e penale italiano. Di particolare interesse รจ la natura permanente dei reati edilizi e il momento esatto in cui si puรฒ considerare conclusa lโattivitร illecita, cosรฌ che possa avviarsi il decorso di prescrizione.
Al riguardo, la recente Sentenza della Corte di Cassazione n. 37512/2025, emanata sul tema, ha apportato dei chiarimenti davvero importanti in merito. In breve, essa ha ribadito la natura permanente dei reati edilizi, e vi ha aggiunto una preziosa precisazione di quelli che sono i criteri sostanziali per individuare il momento dโeffettiva ultimazione dellโopera abusiva. ย
Differenza tra aspetti penali e amministrativi
Dovremmo distinguere, prima ancora dโaddentrarci negli esiti della sentenza, tra gli aspetti penali e quelli amministrativi della questione. Gli abusi edilizi sono, sul piano penale, dei reati contravvenzionati, solitamente assoggettati a sanzioni come arresto o ammenda. E sono reati il cui regime di prescrizione รจ stabilito dagli artt. 157 e ss. del Codice Penale. La prescrizione, come si sa, รจ il termine entro il quale lโazione penale puรฒ essere esercitata, e una volta decorso il reato si estingue e non รจ piรน perseguibile. ย
Inquadriamo ora la situazione sul piano amministrativo. Qui le misure di ripristino o demolizione, oltre alle sanzioni amministrative, non sono assoggettate in automatico alle stesse scadenze relative alle prescrizioni penali.
Si nota che lโordine di demolizione, emanato tramite sentenza, ha natura ripristinatoria e amministrativa. Stando alla giurisprudenza di legittimitร , รจ un atto dunque non soggetto a prescrizione in senso penale. In termini pratici, unโopera abusiva puรฒ essere soggetta a provvedimenti di ripristino anche dopo diversi anni da quando i medesimi siano stati emanati. In tal caso, quindi, non รจ possibile invocare la prescrizione penale quale causa dโestinzione del reato. ย ย
La natura permanente del reato edilizio
Torniamo alla Sent. n. 37512/2025 della Corte di Cassazione. Questa ribadisce il principio fondamentale per il quale i reati edilizi sono di natura permanente. Lโillecito, in sostanza, non si esaurisce al momento in cui lโopera viene realizzata, bensรฌ lo stesso si protrae fino a che non ha luogo uno dei momenti di cessazione della condotta illecita.
Per la giurisprudenza consolidata, la permanenza del reato termina qualora si verifichi almeno uno degli eventi qui di seguito esposti:
- Completamento dellโopera, con la sua ultimazione concreta e funzionale;
- Sospensione volontaria o imposta dei lavori;
- Provvedimento impeditivo, come il sequestro dellโopera;
- Sentenza di primo grado, nel caso in cui i lavori non proseguano oltre tale fase.
Nel caso passato allโattenzione della Cassazione nella sentenza citata, gli imputati sostenevano che la prescrizione fosse subentrata nel 2017, in base alla data dโattivazione di un’utenza. La Suprema Corte ha respinto la tesi avanzata, con la motivazione per la quale lโopera era ancora non completa nel sopralluogo effettuatosi in data 7 luglio 2018. Ragion per cui, lโillecito era da considerarsi ancora in corso in quella data. E sarebbe stato allora da considerare tale fino alla data effettiva dโultimazione, o quantomeno sospensione, dei lavori. ย
Ultimazione dellโopera e sua definizione
A questo punto, cosa dovremmo intendere, precisamente, con โultimazione dellโoperaโ? La giurisprudenza ha apposto una distinzione tra una nozione formale e una sostanziale. Per aversi ultimazione dellโopera, non รจ sufficiente che siano state avviate delle attivitร nellโedificio in questione, o comunque attivate delle utenze (acqua, luce, gas). Lโopera รจ realmente ultimata dal momento in cui essa presenta la dotazione di tutti i requisiti di funzionalitร e agibilitร .
Per scendere nei dettagli, occorre che siano state completate le rifiniture esterne e quelle interne, come gli intonaci, gli infissi e le finiture. Ciรฒ a vantaggio d’una condizione ottimale dโabitabilitร e di piena funzionalitร dellโimmobile.
In relazione a quanto affermato, si puรฒ considerare cessata la permanenza del reato se si registra lโeffettivo completamento della totalitร delle opere di finitura, con decorrenza da quel momento. Non basta dunque lโattivazione delle utenze, o la mera occupazione dellโimmobile.
La durata della prescrizione degli abusi edilizi
Passiamo adesso alla durata della prescrizione e al calcolo di essa. Le contravvenzioni edilizie tipiche di cui allโart. 44 d.P.R. n. 380/2001, sono soggette a un termine prescrizionale minimo di 4 anni, e il massimo puรฒ giungere a 5 anni, o anche piรน, se subentrano interruzioni o sospensioni.
Si ha sospensione dal momento nel quale accade uno dei fatti propensi a interrompere o sospendere il termine, quale puรฒ essere la comunicazione dโavvio dei lavori, lโatto dโaccertamento o la sentenza di condanna. Vi sono poi altri casi, qui di seguito descritti.
Sospensione volontaria o imposta dei lavori; รจ il caso che si ha se i lavori vengono fermati volontariamente dal soggetto responsabile, oppure sono bloccati da un provvedimento giudiziario o amministrativo (come il sequestro). Qui la permanenza del reato sโinterrompe e si puรฒ avviare il computo della prescrizione.
Provvedimenti impeditivi; ad esempio, un sequestro dellโopera o unโingiunzione dโinterruzione dei lavori sono atti che interrompono fattivamente la permanenza del reato.
Sentenza di primo grado; qualora i lavori vengono sospesi fino alla pronuncia di condanna o archiviazione, la permanenza รจ da considerare conclusa alla sentenza stessa. Ciรฒ a condizione che i lavori non siano proseguiti oltre.
Il calcolo della prescrizione degli abusi edilizi
La Suprema Corte ha compiuto un determinato calcolo della prescrizione, con attinenza al caso concreto sul quale si รจ ritrovata a pronunciarsi.
La Cassazione ha anzitutto applicato ipoteticamente il termine massimo di durata pari a 5 anni con decorrenza dalla data dโaccertamento, ovverosia dal 7 luglio 2018 al 7 luglio 2023. In ciรฒ la Corte ha voluto anche far notare come, alla data della sentenza di primo grado, 19 giugno 2023, non era ancora occorso il raggiungimento del termine.
A detta sempre della Cassazione, il calcolo prescrizionale รจ da effettuare attentamente, tenuto conto delle eventuali sospensioni che hanno interessato il procedimento. Al suddetto riguardo, la Legge Orlando del 2017 (L. n. 103/2017), ha sospeso i termini di prescrizione per i reati intercorsi tra il 3 agosto 2017 e il 31 dicembre 2019. Con questa aggiunta, il termine risulta ulteriormente dilatato, tanto che la Corte stessa ha poi collocato indicativamente la maturazione della prescrizione per la data del 5 giugno 2026, il che prima di conteggiare altri periodi sospensivi, fra emergenza Covid, rinvii dovuti a legittimo impedimento, astensione dei difensori, e altri ancora che sono propensi a dilatare ulteriormente il termine. In ogni caso si รจ molto lontani rispetto al termine che gli imputati ritenevano valido e giร decorso.
Prescrizione degli abusi edilizi, il caso esaminato dalla Cassazione
Nel caso oggetto di pronuncia, gli imputati avevano subรฌto condanna per diverse contravvenzioni edilizie e reati concernenti la normativa antisismica e strutturale. Per come anticipato, elemento fondamentale della difesa รจ stato che la prescrizione fosse maturata giร alla data del 19 aprile 2017 con la sola sottoscrizione del contratto di fornitura idrica. La Cassazione, respinte le argomentazioni sulla base del sopralluogo del 7 luglio 2018, ha anche affermato che la permanenza del reato non si esaurisce mediante il solo accertamento della condotta illecita o lโattivazione delle utenze, ma esso si protrae fino alla vera e propria ultimazione dellโopera, che si riveli funzionale e conforme ai requisiti dโagibilitร .
Da quel momento si puรฒ alfine considerare cessata la condotta illecita, ai fini del computo della prescrizione.
Conclusioni e implicazioni pratiche
Con la pronuncia della Cassazione, quel che รจ stato chiarito definitivamente รจ che, nel diritto penale dellโedilizia, il momento iniziale della prescrizione non puรฒ essere determinato in relazione a elementi fattuali superficiali, quale lโattivazione di utenze o altre attestazioni dโutilizzo. Deve piuttosto basarsi sulla cessazione reale ed effettiva della permanenza del reato, quindi sullโeffettiva ultimazione delle opere illecite con i requisiti di funzionalitร e agibilitร .
Un approccio, quello da ultimo avuto nella giurisprudenza di legittimitร , che รจ intriso di rilevanti implicazioni pratiche per tecnici, avvocati e amministratori pubblici. Lโapproccio medesimo pone in risalto la necessarietร dโuna verifica rigorosa dellโeffettivo stato dellโopera, e dโuna corretta interpretazione delle norme in materia di prescrizione. Si eviterร cosรฌ che il decorso dei termini possa venire invocato quale causa estintiva del reato prima che le attivitร illecite addivengano a una reale conclusione.
I reati edilizi, come ribadito dalla Suprema Corte, hanno natura permanente e la loro cessazione, dalla quale parte la prescrizione, si ha soltanto con lโeffettiva ultimazione dellโopera. Lโinterpretazione corretta dei principi espressi porta alla piena tutela del diritto urbanistico.