Il decreto ingiuntivo: un mezzo rapido ed efficace per tutelare i creditori

Novembre 27, 2023
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Decreto ingiuntivo
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Il decreto ingiuntivo รจ uno strumento giuridico utilizzato nel diritto civile per consentire ai creditori di ottenere il pagamento dei propri crediti in modo rapido ed efficace. Questa procedura legale mira a tutelare i diritti dei creditori fornendo loro un mezzo per far valere le proprie pretese senza la necessitร  di avviare un complesso processo giudiziario. Vediamo come funziona il decreto ingiuntivo e quali sono i suoi vantaggi in questa guida che esaminerร  nel dettaglio caratteristiche, norme e condizioni di questo strumento.

Decreto ingiuntivo, definizione

Il decreto ingiuntivo รจ un provvedimento emesso dal Giudice all’esito di un procedimento per ingiunzione che consente al creditore di recuperare il proprio credito in tempi piรน brevi rispetto a un procedimento ordinario. Questo provvedimento puรฒ essere esecutivo giร  dalla sua pronuncia, diventando cosรฌ un titolo valido per l’esecuzione forzata.

Per garantire la tempestivitร  del procedimento, il procedimento per ingiunzione รจ strutturato in modo tale da svolgersi rapidamente, consentendo al Giudice di emettere il decreto senza conoscere le ragioni del debitore e senza instaurare un contraddittorio tra le parti.

Pertanto, il ricorso per decreto ingiuntivo non viene notificato al debitore inizialmente, ma solo successivamente insieme al decreto stesso. Il contraddittorio si instaura solo se il debitore presenta opposizione entro i termini di legge, ossia entro quaranta giorni dalla notifica del ricorso e del decreto.

Quando il decreto ingiuntivo diventa esecutivo

Il decreto ingiuntivo puรฒ diventare esecutivo in diverse situazioni. Ad esempio, se il debitore non ha presentato opposizione entro quaranta giorni, se l’opposizione รจ stata respinta dal Giudice o se รจ stata concessa la provvisoria esecutorietร .

Quando diventa esecutivo, il decreto ingiuntivo diventa un titolo valido per avviare l’esecuzione forzata. Questa particolare forma di esecuzione รจ spesso utilizzata nel diritto del lavoro per richiedere il pagamento di retribuzioni o spettanze di fine rapporto.

รˆ importante ottenere la provvisoria esecutorietร  per evitare ritardi che potrebbero causare gravi danni. Questa forma di esecuzione รจ facilitata dal fatto che il decreto ingiuntivo รจ un documento che attesta il debito, firmato dal debitore stesso, come ad esempio un prospetto paga.

Decreto ingiuntivo: i presupposti

L’articolo 633 del codice di procedura civile riguarda le condizioni necessarie per l’emissione di un decreto ingiuntivo.

Attraverso il procedimento di ingiunzione, รจ possibile ottenere:

  • il pagamento di una somma specifica di denaro;
  • la consegna di una quantitร  specifica di beni fungibili;
  • la consegna di un oggetto mobile specifico.

Tuttavia, non รจ possibile ottenere mediante un decreto ingiuntivo:

  • l’esecuzione forzata di obblighi di fare e non fare;
  • l’esecuzione forzata di obblighi di rilascio di immobili;
  • la soddisfazione di crediti che riguardano quantitร  non specificate di denaro o di altri beni fungibili.

Il procedimento di ingiunzione lo puรฒ richiedere ogni soggetto, fisico o giuridico, con l’obiettivo di ottenere la condanna del debitore di quanto dovuto. Le parti sono:

  • il debitore detto resistente o ingiunto;
  • il creditore detto ricorrente o ingiungente.

Il ricorso per decreto ingiuntivo รจ possibile se si verificano queste due condizioni:

  • che il ricorrente sia titolare di un diritto di credito;
  • che abbia prova scritta del credito vantato.

Tipologie di credito elencate dall’articolo 633 comma 1c.p.c.

Analizziamo le tipologie di credito elencate nell’articolo 633 c.p.c iniziando dalla somma di denaro che deve essere:

  • liquida: quantificata nel suo ammontare;
  • esigibile: riguardante un credito scaduto del quale il creditore possa chiedere il pagamento. รˆ possibile una deroga alla esigibilitร  e cioรจ nel caso di sfratto per morositร : in questo caso il decreto ingiuntivo puรฒ essere richiesto dal locatore anche per i canoni di locazione non ancora scaduti.

Si puรฒ ricorrere al decreto ingiuntivo anche per:

  • crediti di lavoro;
  • oneri condominiali;
  • per il pagamento degli onorari dei professionisti.

Quantitร  determinata di beni fungibili

Il procedimento di ingiunzione si puรฒ richiedere anche per l’ottenimento di una determinata quantitร  di beni fungibili ovvero quelli che possono sostituirsi con altri della stessa tipologia. รˆ un bene fungibile il denaro, per esempio, ma anche i combustibili e i prodotti agricoli.

Diversi sono i beni infungibili quelli che cioรจ non sono sostituibili con altri beni dello stesso genere o specie, per esempio un immobile o una opera d’arte. Per questa tipologia di beni, non si puรฒ ottenere un provvedimento di ingiunzione.

Cosa mobile determinata

Il credito puรฒ avere ad oggetto anche una cosa mobile ma individuata come per esempio, la consegna di un mobile acquistato a rate e per il quale il debitore non abbia pagato il corrispettivo in forma integrale: in questo caso non si pone in essere un’azione di rivendica ma contrattuale di natura personale. Infine, oltre ai beni, il credito puรฒ avere ad oggetto anche la consegna dei documenti.

La prova del diritto di credito

L’articolo 634 c.p.c prevede un elenco di documenti attraverso i quali il creditore fornisce prova scritta del credito e necessaria per ottenere l’emissione del decreto ingiuntivo.

Questi i documenti cui fa riferimento l’articolo sopramenzionato:

  • scritture private;
  • polizze assicurative, di pegno e di fideiussione;
  • promessa di pagamento;
  • estratti autentici delle scritture contabili;
  • assegni;
  • cambiali;
  • telegramma;
  • verbale sullo stato di ripartizione approvato dallโ€™assemblea condominiale.

Una nota dobbiamo farla in merito alla fattura che non acquisisce valore di prova in sede di opposizione al decreto ingiuntivo in quanto non attesta la veridicitร  del credito in questione.

La lettera di costituzione in mora

Prima di istruire un procedimento ingiuntivo, attraverso la notifica della cosiddetta lettera di costituzione in mora, dietro richiesta scritta o intimazione, il debitore si costituisce in mora.

La lettera di costituzione in mora รจ un atto attraverso il quale il creditore, entro un termine generalmente fissato a 15 giorni, chiede adempimento dell’obbligazione al debitore. Essa la puรฒ redigere o il legale scelto dal creditore o il creditore stesso.

Cosa succede quando il debitore inadempiente riceve lettera di costituzione in mora? Ecco le conseguenze:

  • deve corrispondere gli interessi legali dal momento della mora;
  • deve risarcire il danno derivante dal ritardo;
  • non รจ liberato in caso di impossibilitร  sopravvenuta della prestazione;
  • la costituzione in mora interrompe il decorrere della prescrizione.

Merita una menzione speciale, un’ipotesi particolare, quella della diffida ad adempiere attraverso la quale si informa la controparte della risoluzione ipso iure se il debitore non adempia alla sua obbligazione entro un termine preciso di solito fissato a 15 giorni salvo che non si agisca per il risarcimento dei danni.

Chi emette il decreto ingiuntivo

L’articolo 637 c.c. prevede che il decreto ingiuntivo lo emette:

  • il Giudice di Pace in relazione a cause che abbiano ad oggetto beni mobili con un valore non superiore ai 5 mila euro;
  • il giudice territoriale o comunque del luogo in cui il convenuto ha domicilio o residenza. Se lo stesso non ha residenza o dimora nella Repubblica, competente รจ il giudice del luogo nel quale risiede l’attore: parliamo in questo caso di foro generale. Ma esiste anche il foro esclusivo del consumatore che non prevede lโ€™applicabilitร  di qualsiasi altro foro concorrente o alternativo e prevede la competenza del giudice del luogo di domicilio o residenza del consumatore. Il foro del consumatore รจ esclusivo e si determina con riferimento alla residenza della parte riferita al momento della domanda.

Contenuto del ricorso per decreto ingiuntivo

Il creditore che ha diritto a depositare ricorso presso la cancelleria del giudice competente, puรฒ stare in giudizio da solo se la causa ha valore uguale o inferiore a 1.100 euro. Riguardo invece il contenuto del ricorso, dobbiamo menzionare gli articoli 125 e 638 c.p.c che prevedono che in esso si indicano necessariamente:

  • il giudice competente;
  • le parti;
  • l’avvocato;
  • le ragioni della domanda;
  • l’oggetto;
  • le prove;
  • la richiesta della provvisoria esecuzione;
  • le conclusioni;
  • la procura delle liti;
  • la sottoscrizione.

Il ricorso, con l’indicazione di queste voci, si deposita in cancelleria insieme ai documenti allegati e non si possono richiedere indietro fino alla scadenza del termine, di solito 40 giorni, e indicato nel decreto ingiuntivo.

Decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo

Dopo l’accoglimento del ricorso da parte del giudice, il debitore ha il dovere di adempiere alla sua obbligazione nei confronti del creditore entro 40 giorni. In taluni specifici casi, quelli previsti dalla legge, il decreto ingiuntivo puรฒ essere provvisoriamente esecutivo.

Cosa significa questa espressione? Semplicemente che il giudice impone al debitore inadempiente il pagamento immediatamente, vale a dire in 10 giorni dalla notifica del titolo esecutivo e non entro il termine di 40 giorni.

Questa ipotesi puรฒ verificarsi se il credito ha per oggetto:

  • una cambiale;
  • un assegno bancario;
  • un atto ricevuto da pubblico ufficiale;
  • un atto notarile;
  • un assegno circolare;
  • un certificato di liquidazione di borsa.

Nell’ipotesi di provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo, essa puรฒ richiederla il ricorrente mentre non puรฒ disporla d’ufficio il giudice.

I casi invece in cui il giudice puรฒ disporre la provvisoria esecuzione riguardano il verificarsi di una situazione nella quale il ricorrente produce idonea documentazione attestante il diritto fatto valere oppure se deriva un pericolo si grave pregiudizio nel ritardo.

In queste due fattispecie, il giudice puรฒ chiedere al creditore il pagamento di una cauzione per garantire al debitore la restituzione della somma se egli abbia pagato e quindi il decreto revocato.

In diversi altri casi, si puรฒ parlare invece di provvisoria esecuzione ex lege. Facciamo riferimento a ipotesi in cui il decreto ingiuntivo รจ subito esecutivo per legge:

  • decreto emesso per il pagamento di spese condominiali;
  • decreto emesso per il pagamento di canone di locazione;
  • decreto avanzato dagli enti per recuperare contributi per forme obbligatorie di assistenza e previdenza;
  • decreto emesso da tribunale per il mantenimento della prole e avanzato da chi abbia diritto o interesse.

L’articolo 648 c.p.c. prevede invece che la provvisoria esecuzione in pendenza di opposizione:

  • la concede il giudice se l’opposizione non si fonda su prova scritta;
  • se l’opposizione non si fonda su pronta soluzione;
  • si concede necessariamente l’esecuzione provvisoria parziale del decreto ingiuntivo opposto alle somme non contestate a meno che l’opposizione non si avanzi per vizi procedurali;
  • si concede se la parte che l’ha chiesta offre cauzione per spese, danni e restituzioni.

Dove si deposita il ricorso e cosa contiene

Il ricorso si deposita presso la cancelleria del giudice competente non dimenticando che presso il Giudice di Pace vige ancora il deposito cartaceo mentre presso il Tribunale quello telematico.

Si depositano in cancelleria:

  • prove;
  • procura alle liti;
  • nota di iscrizione a ruolo;
  • ricorso per decreto ingiuntivo;
  • nota spese del legale;
  • anticipazione forfettaria;
  • contributo unificato.

Ritornando alle modalitร  di deposito, per il giudizio in opposizione, si ammette il deposito cartaceo. Con riferimento invece al deposito telematico, si ricorda che il ricorso si predispone come file PDF sottoscritto con firma digitale.

รˆ compito del legale compilare varie voci e spuntare l’opzione di provvisoria esecuzione se ci sono i requisiti per farlo. Ma anche allegare in PDF il ricorso e i documenti probatori e ricevute di pagamento del contributo unificato e anticipazione forfettaria che possono pagarsi in modalitร  telematica o attraverso F23. Tutti i file da presentare, si compattano in un unico file, rinominato atto.enc, che costituisce la cosiddetta busta telematica trasmessa tramite PEC alla cancelleria di competenza.

Decisione del giudice

Depositato il ricorso, entro 30 giorni il giudice ha dovere di pronuncia. Possono configurarsi 3 ipotesi.
La prima รจ quella della richiesta di integrazione probatoria. In questo caso, se il giudice lo ritiene opportuno perchรฉ considera la domanda non sufficientemente motivata, chiede al ricorrente di integrarla entro un termine stabilito. Nel caso in cui l’invito del giudice sia ignorato, lo stesso rigetta la domanda con decreto motivato.

Altra ipotesi: rigetto del ricorso. Il giudice ha facoltร  di rigettare la domanda se ritiene che manchino i presupposti richiesti per l’emissione del decreto, se il ricorrente non proceda con integrazione probatoria, laddove fosse necessario, o se il giudice non ritiene provato il credito.

Infine, puรฒ verificarsi l’accoglimento del ricorso se la richiesta รจ fondata e ciรฒ si verifica se il decreto indica:

  • l’ingiunzione del debitore ad adempiere la sua obbligazione;
  • il termine di 40 giorni con avvertimento che il decreto diverrร  esecutivo se il termine stesso non si rispetta. Questo termine puรฒ diventare 10 o 60 se ci sono validi motivi individuati dal giudice o 50 se l’intimato risiede in uno Stato dell’Unione Europea diverso dall’Italia. Se il decreto รจ provvisoriamente esecutivo, il giudice chiede il pagamento al debitore senza dilazione ma con la possibilitร  per la parte in questione di proporre opposizione entro 40 giorni dalla notifica.
  • la liquidazione dei compensi per il legale con ingiunzione di pagamento.

Notificazione del decreto ingiuntivo

Il giudice emette decreto di ingiunzione ascoltando unicamente le ragioni del creditore e tramite notificazione dell’ufficiale giudiziario. Sia il decreto che il ricorso si notificano con copia autenticata poichรฉ gli originali restano in deposito in cancelleria. Dopo la notifica, il decreto ingiuntivo ha validitร  di 10 anni.

Nel caso di decreto ingiuntivo non provvisoriamente esecutivo, la notificazione avviene entro 60 giorni dal deposito in cancelleria del decreto, 90 giorni se la notifica รจ al di fuori dell’Italia. Se manca la notifica del decreto entro il termine di 60 giorni, la parte non notificata ha diritto di chiedere ricorso al giudice e ottenere la cosiddetta dichiarazione di inefficacia.

In questa ipotesi, รจ compito del giudice fissare una udienza chiamando le parti in causa e il termine entro il quale notificare ricorso e decreto alla controparte. La notifica giunge al domicilio del creditore se avviene entro l’anno dalla pronuncia o personalmente se fatta a posteriori.

Ascoltate le parti in causa, il giudice puรฒ dichiarare con una ordinanza non impugnabile l’inefficacia del decreto ingiuntivo o rigettare l’istanza. Nel caso di notifica tardiva e quindi se si supera il termine di 60 giorni, l’ingiunto puรฒ proporre opposizione al decreto ingiuntivo chiedendo la dichiarazione di inefficacia dello stesso.

Se ci sono invece vizi di notifica, questi si possono fare presenti in sede di opposizione. Entro il termine di 40 giorni dalla notifica, il debitore puรฒ decidere di adempiere, proporre opposizione o non adempiere nรฉ proporre opposizione.

In questa ultima ipotesi, il decreto ingiuntivo diventa definitivo con possibilitร  per il creditore di iscrivere ipoteca giudiziale come previsto dall’articolo 655 c.p.c.

Nel caso infine di decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo, la notifica avviene sempre entro 60 giorni dal deposito in cancelleria e diventa inefficace in difetto dello stesso. In questo caso, il decreto รจ giร  titolo esecutivo e il creditore non ha bisogno di attendere 40 giorni nรฉ verificare che il debitore non abbia formulato opposizione ma puรฒ procedere con apposizione della formula esecutiva.

Il creditore che ottiene provvisoria esecuzione dispone giร  di un titolo valevole di iscrizione di ipoteca giudiziale, puรฒ notificare al debitore il decreto di formula esecutiva subito e iniziare l’esecuzione forzata entro 90 giorni dalla notifica e 10 dal mancato adempimento.

Esecuzione dopo ottenimento di decreto ingiuntivo

Dopo l’emissione del decreto ingiuntivo e sua notifica, se il provvedimento รจ esecutivo, il decreto รจ giร  titolo esecutivo e quindi il creditore puรฒ iniziare immediatamente il pignoramento. Se invece non รจ esecutivo, il creditore non puรฒ procedere immediatamente con esecuzione forzata.

Piรน precisamente, nell’ipotesi di decreto ingiuntivo non provvisoriamente esecutivo, dopo la notifica bisogna attendere 40 giorni. In questo arco temporale, il debitore:

  • puรฒ adempiere;
  • puรฒ proporre opposizione;
  • se non adempie nรฉ propone opposizione, il decreto ingiuntivo diviene definitivo.

Il titolo esecutivo รจ condizione necessaria per procedere con l’esecuzione forzata. Esso si puรฒ considerare tale se munito di formula esecutiva caratterizzata da questa intestazione: “Repubblica italiana – in nome della legge” e da questa formula: “Comandiamo a tutti gli ufficiali giudiziari che ne siano richiesti e a chiunque spetti, di mettere a esecuzione il presente titolo, al pubblico ministero di darvi assistenza, e a tutti gli ufficiali della forza pubblica di concorrervi quando ne siano legalmente richiesti”.

รˆ solo a questo punto che in creditore puรฒ notificare il decreto ingiuntivo con formula esecutiva. Il debitore perรฒ non potrร  piรน proporre opposizione (eccetto nel caso di opposizione tardiva) e dopo 10 giorni dalla notifica, il creditore puรฒ iniziare a pignorare i beni del debitore inadempiente.

Cosa succede nel caso di decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo

In questa ipotesi, il creditore ha giร  a sua disposizione un titolo esecutivo con formula esecutiva. Questo significa che egli puรฒ procedere subito a notifica e dopo 10 giorni iniziare con l’esecuzione forzata.

In questo caso, il debitore puรฒ proporre opposizione al decreto ingiuntivo, opposizione all’esecuzione o agli atti esecutivi.

Ma su quali beni del debitore il creditore puรฒ rivalersi? Prima di tutto รจ necessario informarsi sulla capienza dell’ingiunto. Bisogna verificare se il debitore ha a suo nome l’intestazione di beni immobili e se su di essi ci siano vincoli o pesi. Si puรฒ procedere dunque con una ispezione ipotecaria e consultazione di registri di note e titoli depositati in Conservatoria.

Si possono visionare:

  • le trascrizioni;
  • le iscrizioni;
  • le annotazioni.

Inoltre, il creditore puรฒ verificare se il debitore possegga beni mobili registrati e trascritti nel Pubblico Registro Automobilistico dove ci sono annotazioni, trascrizioni e informazioni su veicoli, motoveicoli e rimorchi.

Il PRA รจ un registro pubblico al quale puรฒ accedere chiunque abbia diritto o interesse. Si puรฒ procedere con ricerca per nominativi ma solo alcuni soggetti ne hanno facoltร , come gli avvocati.

Altra modalitร  per cercare i beni del debitore รจ la ricerca dei beni da pignorare, ovvero una istanza presentata dal creditore al Presidente del Tribunale e attraverso la quale lo stesso riceve autorizzazione ad accedere a “banche dati delle pubbliche amministrazioni e in particolare all’anagrafe tributaria, compreso l’archivio dei rapporti finanziari e in quelle degli enti previdenziali, per l’acquisizione di tutte le informazioni rilevanti per l’individuazione di cose e crediti da sottoporre ad esecuzione, comprese quelle relative ai rapporti intrattenuti dal debitore con istituti di credito e datori di lavoro o committenti”.

Tipologie di esecuzione

Esistono varie tipologie di esecuzione a seconda dei beni da sequestrare. Queste le piรน comuni:

  • esecuzione immobiliare, se il debitore รจ proprietario di beni immobili;
  • esecuzione presso terzi, se il debitore รจ titolare di stipendio o conto corrente;
  • esecuzione mobiliare, se il debitore possiede beni mobili.

Cosa puรฒ fare il debitore se riceve un decreto ingiuntivo? Puรฒ procedere con formulazione di opposizione al decreto ingiuntivo che comporta perรฒ una dilatazione della tempistica e costi giudiziari ingenti.

Si verifica in questo caso un capovolgimento dei ruoli perchรฉ il debitore diventa attore e il creditore un convenuto. Il compito del giudice in questo caso รจ verificare la fondatezza del credito, quello dell’opponente ottenere la revoca del decreto e sospensione della provvisoria esecuzione.

Poichรฉ l’opposizione mette in atto un procedimento ordinario, ne segue anche le regole, ragione per cui in sede di opposizione occorre esperire il procedimento di mediazione obbligatoria.

L’atto di citazione รจ quello attraverso il quale si propone opposizione (eccetto nei casi di credito relativi a rapporti di locazione o lavoro). L’opposizione si propone:

  • entro 40 giorni decorrenti dalla notifica del decreto;
  • entro 50 giorni se l’intimato vive in un paese dell’UE;
  • entro 60 giorni se l’intimato vive in un Paese extra UE;
  • tra 10 e 60 giorni per giusti motivi.

L’opposizione si considera inammissibile se proposta oltre i termini sopraindicati eccetto che nel caso di opposizione tardiva che ricorre se il debitore dimostra che non ha conosciuto il decreto ingiuntivo per:

  • caso fortuito;
  • irregolaritร  della notificazione;
  • per causa di forza maggiore.

Piccole note:

  • l’opposizione tardiva non si ammette se decorrono 10 giorni dal pignoramento;
  • l’atto di opposizione si notifica al legale del creditore.
  • i termini di comparizione sono quelli ordinari;
  • il creditore opposto si costituisce almeno 20 giorni prima della udienza di comparizione depositando il fascicolo di procedimento monitorio.

Ma come si conclude il giudizio di opposizione? Ecco le possibilitร :

  • rigetto dell’opposizione;
  • accoglimento integrale dell’opposizione;
  • accoglimento parziale dell’opposizione.

I tempi del ricorso per ingiunzione

Il Giudice competente, depositato presso la cancelleria il ricorso, ha 30 giorni di tempo per emettere il provvedimento. Nel caso di decreto non provvisoriamente esecutivo, si procede con la richiesta di copie autentiche che l’avvocato puรฒ scaricare in tempo reale dal fascicolo informatico.

Queste copie si portano all’Ufficio Notifiche e Protesti per la notificazione i cui tempi sono variabili. Dopo la notifica, รจ necessario attendere 40 giorni e in assenza di opposizione si richiede al cancelliere l’apposizione della formula esecutiva e ancora si procede con notifica di titolo e precetto. Dopo 10 giorni puรฒ iniziare il pignoramento.

Nel caso del decreto non provvisoriamente esecutivo valgono i termini sopraindicati eccezione fatta per i 40 giorni.

Costi del procedimento per ingiunzione

Quali sono i costi che ci sono da sostenere quando c’รจ un procedimento per ingiunzione? A processo iniziato, l’attore ha l’onere di versare il contributo unificato che puรฒ essere pari a:

  • 21,50 euro per cause dal valore inferiore a 1.100 euro;
  • 49 euro per cause tra 1.100 e 5200 euro;
  • 118,50 per cause tra 5.200 e 26.000;
  • 259 euro per cause tra 26.000 e 52.000;
  • 379,50 per cause tra 52.000 e 260.000;
  • 607 euro per cause tra 260.000 e 520.000;
  • 843 euro per cause di valore superiore a 520.000.

Attenzione. Nelle pratiche di credito da lavoro dipendente, se il lavoratore ha certificato reddito familiare inferiore a 34.500,00 euro, il decreto ingiuntivo non prevede pagamento del contributo unificato.

Non si deve solo il pagamento del contributo unificato ma anche l’imposta di bollo pari a 27 euro a titolo di anticipazione forfettaria che non si paga se dinanzi al Giudice di Pace ci sono procedimenti di valore inferiore a 1.100,00 euro.

Quando il decreto ingiuntivo diventa esecutivo, si corrisponde anche l’imposta di registro che devono versare creditore e debitore. L’imposta di registro non si paga per crediti sino a 1.100,00 euro ed รจ invece pari a 200 euro se il decreto ingiuntivo prevede condanna al pagamento di una somma di denaro soggetta ad IVA. In tutte le altre ipotesi prevede una aliquota pari al 3% del valore della controversia.

Passiamo alle spese per le copie, per la notifica e per le competenze dell’avvocato. Nel primo caso, esse non si pagano per cause di valore inferiore a 1.100,00 euro. Le seconde ammontano di solito a 20 euro. Per le terze invece bisogna considerare le tabelle forensi:

  • per controversie fino a 5200 euro, la cifra per il legale รจ pari a 450 euro;
  • per controversie comprese tra 5200 e 26.000 euro, si corrisponde al legale 540 euro;
  • per controversie tra 26.000 e 52.000, il contributo legale รจ di 1305 euro;
  • per controversie tra 52.000 e 260.000, il contributo legale รจ pari a 2135 euro;
  • per le controversie tra 260.000 e 520.000 euro, il contributo legale รจ pari 4.185 euro.

Per la ricerca dei beni da pignorare, il contributo unificato รจ pari a 43 euro e non si deve pagare marca da bollo di 27 euro. Pure l’iscrizione di ipoteca giudiziale ha dei costi, eccoli:

  • imposta di registro pari allo 0,50% dell’importo dell’ipoteca;
  • imposta di bollo pari a 59 euro;
  • imposta ipotecaria pari al 2% del valore dell’ipoteca;
  • onorario del professionista addetto all’iscrizione;
  • tassa di trascrizione uguale a 35 euro.

Nel caso di espropriazione immobiliare, il contributo unificato รจ pari a 278,00 euro, anticipazione forfettaria pari a 27,00 euro. Si aggiungono poi spese di notifica, di trascrizione e del certificato notarile.

Nel caso di espropriazione mobiliare, per cause di valore inferiore a 2500 euro, il contributo unificato รจ uguale a 43,00; per quelle superiori a 2500 euro, il contributo unificato รจ uguale a 139,00 euro. Si aggiungono poi anticipazione forfettaria (27 euro) e spese di notifica.

Infine, nel caso di espropriazione presso terzi, il contributo unificato รจ variabile e ad esso si aggiunge sempre l’anticipazione forfettaria uguale a 27 euro.

Queste spese sopramenzionate si rimborsano al creditore se l’esecuzione va a buon fine.

Leggi anche —> Usucapione: disciplina giuridica, caratteristiche e norme di riferimento

Per riassumere

Il decreto ingiuntivo รจ un provvedimento emesso da un Giudice al termine di una procedura di ingiunzione, che consente al creditore di recuperare il proprio credito in modo rapido rispetto a un procedimento ordinario di cognizione. Grazie alla sua provvisoria esecutorietร , il decreto costituisce direttamente un titolo esecutivo per l’esecuzione forzata.

Il procedimento per ingiunzione รจ strutturato per essere veloce, consentendo al Giudice di emettere il decreto senza conoscere le ragioni del debitore e senza instaurare un contraddittorio tra le parti. Pertanto, il ricorso per decreto ingiuntivo non deve essere notificato al debitore, in quanto verrร  notificato insieme al decreto stesso in un secondo momento. Il contraddittorio si instaura solo se il debitore presenta opposizione entro i quaranta giorni dalla notifica del ricorso.

Il decreto ingiuntivo diventa esecutivo quando:

  • sono trascorsi i quaranta giorni senza presentazione di opposizione;
  • l’opposizione รจ stata respinta dal Giudice;
  • รจ stata concessa la provvisoria esecutorietร  al decreto al suo momento di emissione o durante la fase di opposizione.

In questi casi, il decreto costituisce un titolo esecutivo che consente di avviare l’esecuzione forzata, come previsto dall‘articolo 474 del codice di procedura civile. Nel diritto del lavoro, il decreto ingiuntivo รจ spesso utilizzato per richiedere il pagamento delle retribuzioni o delle spettanze di fine rapporto. Grazie all’importanza del ritardo nel loro pagamento, il decreto ingiuntivo viene quasi sempre richiesto e concesso con provvisoria esecutorietร , specialmente quando si basa su documenti firmati dal debitore che comprovano il credito (ad esempio, lo scontrino paga).

In conclusione, il decreto ingiuntivo รจ uno strumento importante per il rapido recupero dei crediti. Grazie alla sua provvisoria esecutorietร , offre al creditore la possibilitร  di avviare tempestivamente l’esecuzione forzata. Tuttavia, รจ fondamentale rispettare le norme procedurali e garantire al debitore il diritto di presentare opposizione al decreto.

Il debitore ha la possibilitร  di proporre opposizione al decreto entro quaranta giorni dalla sua notifica o entro specifici termini previsti dalla legge.

L’opposizione avvia la seconda fase del procedimento di ingiunzione, in cui si svolge un giudizio secondo le norme del processo ordinario. La tutela speciale prevista per il decreto ingiuntivo รจ soggetta a condizioni e requisiti sulla natura e l’oggetto della pretesa, nonchรฉ all’esistenza di una prova scritta.

Gli elementi essenziali per ottenere un decreto ingiuntivo sono stabiliti dall’articolo 633 del codice di procedura civile. Il procedimento per ingiunzione puรฒ essere utilizzato solo per la tutela di diritti di credito, che devono avere uno specifico oggetto. Inoltre, se il credito riguarda una somma di denaro, deve essere presente il requisito della liquiditร .

Affinchรฉ il Giudice possa ritenere fondata la domanda e emettere il decreto ingiuntivo, l’articolo 633, comma 1, numero 1 del codice di procedura civile richiede che il richiedente presenti una prova scritta del proprio credito. Tra le prove scritte considerate valide vi sono i titoli di credito, come la cambiale e l’assegno, che sono richiamati dall’articolo 642 del codice di procedura civile per l’autorizzazione alla provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo.

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