Dal 30 novembre 2025 le multe per eccesso di velocità sono valide solo se l’autovelox è registrato nella lista del Ministero. Ecco cosa controllare e quando la sanzione è nulla.
Dal 30 novembre 2025 le regole sugli autovelox cambiano davvero.
Da quella data, infatti, le multe per eccesso di velocità sono valide solo se l’apparecchio utilizzato compare nella lista ufficiale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Non si tratta di un dettaglio tecnico. È una svolta concreta che incide direttamente sui verbali e sui ricorsi. Chi riceve una sanzione oggi ha uno strumento in più per capire se quella multa regge oppure no.
Il motivo è semplice: senza registrazione al Ministero, l’autovelox non può produrre sanzioni legittime.
La lista nazionale degli autovelox: cosa cambia davvero
Il 30 novembre 2025 il Ministero ha pubblicato online la lista nazionale degli autovelox autorizzati.
Il censimento nasce dal Decreto Infrastrutture n. 73/2025 e introduce una regola netta: solo i dispositivi presenti in elenco possono essere utilizzati per accertare le violazioni dei limiti di velocità.
Prima di questa data, la situazione risultava frammentata. Ogni ente gestiva i propri apparecchi e spesso mancava un quadro chiaro. Ora, invece, esiste un elenco pubblico, consultabile da chiunque.
Questo significa una cosa molto concreta:
se l’autovelox indicato nel verbale non compare nella lista, la multa non è valida.
Perché il censimento è diventato obbligatorio
Il Decreto Infrastrutture ha imposto un obbligo preciso alle amministrazioni.
Ogni ente deve comunicare al Ministero i dati di tutti gli apparecchi usati per il controllo della velocità.
La norma non si limita a chiedere una comunicazione generica. Richiede informazioni puntuali, tra cui:
- marca e modello dell’autovelox;
- numero di matricola;
- decreto di approvazione o omologazione;
- posizione esatta del dispositivo.
Il legislatore ha chiarito un punto fondamentale: senza questa comunicazione l’autovelox non può essere utilizzato, anche se in passato risultava regolarmente omologato.
In altre parole, l’iscrizione nell’elenco non è facoltativa. Rappresenta una condizione necessaria.
Quanti autovelox risultano oggi registrati
Con i decreti attuativi del 2025, il Ministero ha creato una piattaforma dedicata e ha fissato un termine preciso per l’invio dei dati. Le amministrazioni avevano tempo fino al 28 novembre 2025.
Oggi la lista è pubblica e contiene 3.625 dispositivi.
Nel dettaglio:
- 3.038 autovelox risultano in uso alle polizie locali, provinciali e metropolitane;
- 586 dispositivi dipendono dalla Polizia Stradale, compresi i sistemi Tutor;
- 1 apparecchio fa capo all’Arma dei Carabinieri.
Questo elenco rappresenta l’unico riferimento valido. Tutto ciò che resta fuori non può generare multe legittime.
Quando una multa per autovelox non regge
Alla luce delle nuove regole, alcune sanzioni non superano il controllo di legittimità.
Succede, ad esempio, quando l’autovelox indicato nel verbale non compare nella lista del Ministero.
Ma non è l’unica ipotesi. Anche una discordanza nei dati può creare problemi.
Per questo motivo conviene controllare sempre il verbale con attenzione.
Gli elementi chiave sono:
- la matricola del dispositivo;
- il modello e la versione;
- il decreto ministeriale di approvazione o omologazione;
- la posizione esatta dell’autovelox.
Con questi dati alla mano, basta consultare il portale del Ministero e verificare se tutto coincide.
Se manca la corrispondenza, la sanzione può essere contestata.
Come controllare se l’autovelox è regolare
Il controllo oggi risulta più semplice rispetto al passato.
Il cittadino può accedere al portale del Ministero e cercare il dispositivo indicato nel verbale.
Conviene fare attenzione soprattutto all’ubicazione. Anche un errore su questo punto può incidere sulla validità della multa, perché l’autovelox deve risultare registrato proprio in quel punto della strada.
Questo sistema aumenta la trasparenza e riduce le zone d’ombra. Chi riceve una multa non deve più affidarsi solo a informazioni frammentarie o a verifiche complesse.
Opposizione alla multa: quando ha senso farla
Se dall’esame emerge che l’autovelox non risulta censito, oppure che i dati non coincidono, l’opposizione alla sanzione diventa uno strumento concreto di tutela.
In questi casi, il ricorso si fonda su un vizio chiaro: manca una condizione richiesta dalla legge per l’uso dell’apparecchio.
Il giudice dovrà valutare questo aspetto in modo prioritario.
Il nuovo sistema non elimina i controlli sulla velocità. Tuttavia, impone regole più rigide e tracciabili. Questo riduce gli abusi e rafforza la posizione dei cittadini.
Un nuovo equilibrio tra controlli e diritti
La lista nazionale degli autovelox segna un cambio di passo.
Per anni il tema ha generato polemiche e ricorsi, spesso legati all’uso poco trasparente dei dispositivi.
Ora il quadro appare più chiaro.
Da un lato resta l’obiettivo della sicurezza stradale. Dall’altro cresce la tutela per chi guida, grazie a regole verificabili e uguali per tutti.
Dal 30 novembre 2025 le multe per eccesso di velocità valgono solo se l’autovelox è presente nella lista del Ministero.
La registrazione non rappresenta una formalità, ma un requisito essenziale.
Chi riceve una sanzione oggi ha il diritto di controllare e, se necessario, di contestare.
Le amministrazioni, invece, devono usare solo dispositivi regolarmente censiti.
In definitiva, il nuovo sistema punta a rendere i controlli più corretti e le sanzioni più solide.