Sequestro preventivo su conti cointestati: i chiarimenti intervenuti

Giugno 19, 2025
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Sequestro preventivo, l'intervento della Cassazione

Nel momento in cui un soggetto indagato, o un imputato, รจ sottoposto al provvedimento di sequestro preventivo, nellโ€™ambito di un procedimento penale, questo puรฒ esser disposto anche su beni o saldi presenti sui conti correnti bancari. Parliamo dโ€™una problematica che ha origine da quando i conti in questione sono cointestati con soggetti estranei al reato. Ci chiediamo allora se, un sequestro preventivo su un conto cointestato con soggetti estranei si estenda solamente ai beni rientranti nella disponibilitร  dellโ€™indagato.

La pronuncia della Corte di Cassazione sull’applicabilitร  del sequestro preventivo

Su tale tema รจ intervenuta, da ultimo, la Cassazione. La Suprema Corte, nella sentenza n.17894 del 13 maggio 2025, ha avuto modo di chiarire che, in caso di sussistenza di un conto cointestato, il sequestro preventivo รจ da considerarsi comunque vertente su quei beni di esso che sono ad ogni modo nella disponibilitร  dellโ€™indagato.

Stando allโ€™enunciato della Cassazione, qualora il conto cointestato contenga somme depositate dallโ€™indagato, sono le somme in questione ad esser considerate sottoponibili a sequestro.

Il caso concreto allโ€™origine della sentenza

Passiamo al caso concreto che ha originato la sentenza. Un soggetto, indagato, era cointestatario con la moglie di un conto bancario. Il sequestro preventivo era gravante sui saldi di taluni conti. La richiesta giudiziale, da parte della moglie, era quella relativa alla restituzione parziale (almeno il 50%, nella richiesta), con la motivazione per la quale quella parte di denaro era sua e non del marito indagato. La questione che si presentava era quindi, in coerenza con quanto anticipato, se il sequestro potesse estendersi alle somme di denaro conferite dalla moglie nel conto cointestato, dato che la signora era estranea al reato. In seguito allโ€™espletamento dellโ€™iter processuale, la questione giunge ad esser dibattuta, appunto, dalla Cassazione.

Criteri giuridici e orientamenti della giurisprudenza sul sequestro preventivo

Quali sono, a questo punto, i criteri giuridici sui quali la Corte di Cassazione avrebbe potuto basarsi? La giurisprudenza aveva giร  avuto modo di chiarire che, il sequestro preventivo, puรฒ trovare applicazione sui beni nella disponibilitร  dellโ€™indagato, indipendentemente dalle norme del Codice Civile a regolazione dei rapporti fra creditori e debitori solidali, o fra banca e depositante. Un detto responso รจ fondato sulla lettura dellโ€™art. 322-ter del Codice Penale, secondo il quale la confisca per equivalente, ha per scopo quello di arrivare alle somme che rientrano nella disponibilitร  dellโ€™indagato, e quindi anche quelle presenti su un conto cointestato, dal quale il soggetto puรฒ prelevare.

Quindi, se il conto cointestato contiene somme che soltanto in parte sono dellโ€™indagato, anche se la quota conferita dalla persona cointestataria non รจ collegata al reato, il sequestro puรฒ esser disposto, per la medesima lettura, sullโ€™intero saldo.

La non rilevanza di presunzioni e vincoli civilistici

La sentenza della Corte di Cassazione afferma ciรฒ, e sottolinea che le presunzioni e i vincoli tipici del diritto civile non rilevano. Pertanto, vincoli come quelli che sโ€™instaurano fra creditori e debitori solidali, o tra banca e depositante. In altre parole, come rilevato dalla stessa Corte di Cassazione, la normativa penale, specie per la confisca, non รจ limitata dalle norme civilistiche su proprietร  e titolaritร . Come affermato dalla giurisprudenza giร  in passato, il sequestro conservativo sโ€™estende alla totalitร  dei beni disponibili dellโ€™indagato, finanche quelli intestati formalmente a terzi.

Sequestro preventivo e limiti d’impignorabilitร  (art. 545 c.p.c. e art. 545 c.p.)

Quanto ai limiti dโ€™impignorabilitร , i beni impignorabili, secondo la normativa civilistica, sono indicati tassativamente. Fra i suddetti si annoverano la prima casa e i beni necessari al soggetto considerato e alla sua famiglia.

Un punto importante chiarito dalla Cassazione attiene al fatto che, tali limiti, si applicano solamente allโ€™indagato e non ai terzi estranei. Ne consegue che, se le somme si trovano sotto la titolaritร  del terzo estraneo, questโ€™ultimo ha il diritto alla restituzione integrale, senza alcuna necessitร  dei limiti dโ€™impignorabilitร , che non si applicano. Laddove invece le somme siano intestate al terzo, ma solo apparentemente (ad esempio con unโ€™intestazione fittizia), i limiti dโ€™impignorabilitร  si applicano alle somme dellโ€™indagato, ma soltanto nella misura in cui egli ne sia davvero titolare.

La sentenza e il suo significato pratico

Per concludere, la sentenza della Suprema Corte ha di fatto ribadito che, il sequestro preventivo sui conti cointestati, รจ esteso a tutte le somme nella disponibilitร  dellโ€™indagato, senza necessitร  di dimostrare con delle prove specifiche che le somme siano dโ€™esclusiva proprietร  di questi. Ma, sempre per come chiarito dalla medesima Corte, se viene fuori che le somme appartengano effettivamente a un terzo estraneo, bisognerร  riconoscere al terzo la titolaritร  e restituirgliele.

Implicazioni pratiche

Quali sono le implicazioni pratiche di quanto considerato finora? Lโ€™autoritร  giudiziaria puรฒ procedere al sequestro di somme anche se i conti sono cointestati. I terzi estranei, in quanto soggetti con conti cointestati con lโ€™imputato o lโ€™indagato, ma estranei al reato, hanno facoltร  di domandare la restituzione delle somme, nel caso ne dimostrino la legittima titolaritร .

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