Dal 1° gennaio 2026 aumentano i prezzi delle sigarette. Rincari su pacchetti, tabacco trinciato, e-cig e tabacco riscaldato. Tutti i numeri aggiornati.
Dal 1° gennaio 2026 fumare costerà di più. La Legge di Bilancio introduce nuovi aumenti sulle accise e il prezzo delle sigarette sale già dai primi giorni dell’anno. I rincari non colpiscono solo i pacchetti tradizionali. Anche il tabacco trinciato, le sigarette elettroniche e il tabacco riscaldato entrano nel perimetro della manovra.
Il governo ha scelto una strada graduale. Gli aumenti si spalmano su tre anni, fino al 2028. Alla fine del percorso lo Stato punta a incassare circa 1,5 miliardi di euro in più. Per i fumatori, invece, il conto inizia ad arrivare subito.
Vediamo nel dettaglio cosa cambia, prodotto per prodotto, e quanto si spenderà in più.
Perché dal 2026 le sigarette costano di più
La manovra fiscale del 2026 tocca molte voci, comprese le accise sui prodotti da fumo. L’obiettivo resta duplice. Da una parte aumentare le entrate pubbliche. Dall’altra ridurre il consumo di tabacco, soprattutto tra i più giovani.
Lo Stato interviene soprattutto sulla quota fissa delle accise, quella legata al peso del prodotto. Allo stesso tempo riduce leggermente la parte collegata al prezzo di vendita. Questo equilibrio porta quasi sempre a un aumento del prezzo finale sugli scaffali.
La scelta non sorprende. Negli ultimi anni la tassazione sul fumo ha seguito una linea costante. Piccoli aumenti, distribuiti nel tempo, per evitare scossoni improvvisi ma rendere il consumo sempre meno conveniente.
Aumento prezzo sigarette 2026: quanto sale un pacchetto
Dal 1° gennaio 2026 le sigarette tradizionali costeranno in media 14-15 centesimi in più a pacchetto. L’accisa sale a 32 euro al chilo, con un percorso già definito fino al 2028.
Non finisce qui. Nel 2027 arriverà un nuovo aumento, tra i 10 e i 12 centesimi. Nel 2028 toccherà a un ulteriore rincaro di circa 13-14 centesimi. Alla fine del triennio, un pacchetto costerà circa 40 centesimi in più rispetto al 2025.
Alcuni esempi aiutano a capire meglio l’impatto reale:
- Un pacchetto da 5,30 euro nel 2025 salirà a circa 5,45 euro nel 2026 e arriverà a circa 5,69 euro nel 2028
- Un pacchetto da 5,50 euro nel 2025 passerà a circa 5,65 euro nel 2026 e a circa 5,91 euro nel 2028
Questi numeri rappresentano una stima media. Le aziende produttrici mantengono un certo margine di scelta. Possono decidere se trasferire l’aumento per intero o assorbirne una parte per non perdere clienti.
Tabacco trinciato: rincari più forti già dal 2026
Chi usa il tabacco trinciato noterà l’aumento in modo più netto. Dal 2026 l’accisa passa da 148,50 a 161,50 euro al chilo. Anche con una leggera riduzione della tassa sul prezzo di vendita, il risultato resta chiaro: il costo sale.
Per una busta da 30 grammi, il rincaro medio arriva a circa 50 centesimi già dal 1° gennaio 2026. Entro il 2028 l’aumento complessivo toccherà circa 80 centesimi.
Ecco alcuni esempi concreti:
- Busta da 30 grammi a 7,20 euro nel 2025: circa 7,74 euro nel 2026, fino a 8,07 euro nel 2028
- Busta da 30 grammi a 7,40 euro nel 2025: circa 7,92 euro nel 2026, fino a 8,25 euro nel 2028
- Busta da 30 grammi a 7,70 euro nel 2025: circa 8,16 euro nel 2026, fino a 8,46 euro nel 2028
In questo segmento il margine per calmierare i prezzi risulta più ridotto. Il peso delle accise incide molto di più sul costo finale.
Sigarette elettroniche: aumenti leggeri ma differenziati
Le sigarette elettroniche entrano nella manovra con aumenti più contenuti. La tassazione riguarda soprattutto i liquidi, con aliquote diverse in base alla presenza di nicotina.
Dal 2026 l’accisa passa:
- dall’11% al 13% per i liquidi senza nicotina
- dal 16% al 18% per quelli con nicotina
L’effetto sul prezzo resta limitato. Si parla di pochi centesimi in più al millilitro, con differenze legate a formato e marca. Nonostante l’aumento, le imposte restano più basse rispetto a quelle applicate prima del taglio deciso nel 2023.
Per molti consumatori, le e-cig continuano a rappresentare un’alternativa meno costosa rispetto alle sigarette tradizionali.
Tabacco riscaldato: aumenti diluiti fino al 2028
Il tabacco riscaldato segue una strada diversa. Gli aumenti previsti vengono distribuiti su tre anni per evitare un impatto immediato troppo forte.
Dal 2026 l’accisa sale al 40,5%, invece del 42% inizialmente previsto. Il prezzo finale cresce di circa 5-8 centesimi nel primo anno. Entro il 2028 l’aumento totale raggiungerà circa 12-15 centesimi.
Una scelta che tiene conto della fase di transizione del settore e della diffusione crescente di questi prodotti.
Quanto spenderanno in più i fumatori
L’aumento può sembrare piccolo sul singolo pacchetto. Sul lungo periodo, però, il peso si fa sentire. Un fumatore abituale che acquista un pacchetto al giorno spenderà diverse decine di euro in più all’anno. Con il tabacco trinciato la cifra cresce ancora.
Chi fuma meno potrebbe notare l’aumento solo in parte. Per altri, invece, il rincaro potrebbe spingere a ridurre i consumi o a cambiare abitudini.
Entrate per lo Stato e prospettive future
Dal lato dello Stato, la manovra sulle accise rappresenta una fonte di entrate importante. Il gettito previsto, pari a 1,5 miliardi di euro, aiuta a sostenere il bilancio pubblico nei prossimi anni.
Il 2026 segna solo il primo passo. Gli aumenti continueranno nel 2027 e nel 2028. Per questo il prezzo delle sigarette resterà un tema centrale anche nei prossimi anni.
Una cosa appare certa: fumare diventa sempre più caro. E il trend sembra destinato a proseguire.