RC Auto, niente più assicurazione per auto d’epoca e mezzi fermi. Ecco cosa cambia davvero

Dicembre 11, 2025
4 mins read
assicurazione-auto

Il sistema dell’RC Auto si prepara a cambiare di nuovo, questa volta con un intervento molto atteso da chi possiede auto d’epoca, veicoli utilizzati solo in alcuni periodi dell’anno o mezzi destinati alle competizioni sportive. Il Governo ha approvato in via preliminare un nuovo decreto legislativo che introduce un approccio più moderno e più aderente all’effettivo utilizzo dei veicoli.

L’obiettivo dichiarato è semplice: evitare di imporre polizze annuali a chi usa la propria auto solo sporadicamente, senza però ridurre il livello di tutela per chi circola su strada.

La riforma nasce da un’esigenza concreta. Molti appassionati di veicoli storici e molti proprietari di mezzi stagionali lamentano da tempo un costo assicurativo sproporzionato rispetto al reale rischio di circolazione. Il nuovo sistema, quindi, vuole adattare l’obbligo di copertura non più al semplice possesso del mezzo, ma al suo rischio reale e alle sue condizioni di utilizzo.

Le novità più importanti: polizze flessibili e niente obbligo per i veicoli non idonei alla circolazione

Una delle innovazioni più significative riguarda proprio i veicoli di interesse storico o collezionistico. Con il nuovo decreto, non sarà più necessario sottoscrivere la classica polizza RC Auto annuale se il mezzo non circola, oppure se viene esposto in musei, raduni statici o collezioni private. La riforma introduce infatti coperture “a rischio statico”, un modello pensato per veicoli che passano buona parte della loro vita fermi.

Perché questa scelta?

Il Governo ha ritenuto decisivo un punto: il rischio connesso alla circolazione delle auto d’epoca è molto più basso rispetto a quello dei mezzi utilizzati tutti i giorni. La maggior parte di queste auto viene messa su strada solo in eventi specifici, mantenuta con cura e, spesso, non circola affatto.

Da qui l’idea di un’assicurazione “su misura”, che copra il veicolo principalmente contro danni che possono avvenire mentre resta fermo (un incendio, un problema in garage, eventuali incidenti durante un trasporto su carrello, ecc.). Si tratta comunque di una copertura obbligatoria, anche se meno costosa e più coerente con il profilo di rischio.

Quando l’assicurazione RC Auto non serve davvero

Il decreto chiarisce anche un altro tema che negli ultimi anni ha generato dubbi e sanzioni:
un veicolo fermo non deve sempre essere assicurato.

Se il mezzo è materialmente impossibilitato a circolare, l’obbligo non si applica. Accade, ad esempio, quando:

  • il veicolo non ha più il motore,
  • è ridotto a carcassa,
  • è un rottame senza parti essenziali,
  • non può in alcun modo essere rimesso su strada.

Al contrario, se il mezzo è fermo per scelta, oppure se potrebbe tornare operativo con interventi semplici e poco costosi, l’obbligo resta. È il caso:

  • di una batteria scarica,
  • di uno pneumatico da sostituire,
  • di un guasto non strutturale,
  • di una sosta prolungata in garage senza motivi tecnici.

Il principio è chiaro: un veicolo potenzialmente idoneo alla circolazione rappresenta comunque un rischio, anche se al momento non viene usato. Per questo la riforma supera il precedente orientamento, secondo cui parcheggiare il mezzo in area privata era considerato sufficiente per sottrarsi all’obbligo assicurativo.

Polizze infrannuali, mezzi stagionali e competizioni: un sistema più realistico

Un’altra parte del decreto riguarda i veicoli che vengono utilizzati solo per alcuni mesi all’anno. È il caso delle imbarcazioni private, dei motoscafi, ma anche di motociclette o camper che restano inutilizzati per lunghi periodi.

Polizze infrannuali: cosa cambia

Il decreto apre finalmente alle polizze infrannuali, cioè contratti attivabili solo nei mesi in cui il veicolo viene effettivamente utilizzato.

Si tratta di un passo importante per migliaia di utenti che, fino a oggi, erano costretti a pagare la copertura per tutto l’anno, pur usando il mezzo solo in estate o in determinate stagioni. Con il nuovo modello, la polizza può essere “accesa” e “spenta”, con regole trasparenti e costi proporzionali.

La riforma risolve anche una criticità storica: molte assicurazioni offrivano pacchetti stagionali, ma mancava un quadro normativo chiaro che desse un vero riconoscimento a queste formule. Con il decreto, invece, la polizza infrannuale diventa uno strumento pienamente legittimo e regolamentato.

Veicoli da competizione: assicurazione su misura

Il decreto tocca anche i mezzi destinati alle competizioni sportive. Chi utilizza auto o moto da gara sa bene che questi veicoli non circolano su strada e non hanno senso se assicurati con le normali polizze RC Auto pensate per l’uso quotidiano.

Il nuovo sistema introduce la possibilità di adottare coperture specifiche, calibrate sul rischio agonistico e sul tipo di competizione. Non sarà più necessario sottoscrivere una polizza standard per mezzi che non vedono mai la strada pubblica, con un evidente beneficio economico e amministrativo.

Un sistema più moderno, con un ruolo rafforzato per l’Ivass

Accanto alle novità sui veicoli, il decreto rafforza anche la governance del settore assicurativo. L’Ivass, l’Autorità che vigila sul mercato delle polizze, ottiene un ruolo centrale nella gestione e nell’aggiornamento della banca dati relativa agli attestati di rischio.

Questa banca dati è fondamentale per garantire trasparenza, correttezza tariffaria e tracciabilità dei sinistri. Con il nuovo decreto, l’Ivass potrà stabilire criteri ulteriori rispetto agli standard europei, così da adattare la raccolta dei dati alle specificità del mercato italiano.

La decisione va nella direzione di una maggiore tutela del consumatore, perché permette di monitorare più da vicino l’evoluzione delle tariffe, le pratiche commerciali delle compagnie e l’affidabilità dei dati su cui si basano le polizze.

Un cambiamento che risponde a esigenze reali

Le modifiche introdotte dal nuovo decreto RC Auto rispondono a un’esigenza che negli ultimi anni è diventata sempre più evidente. Molti proprietari di mezzi storici, stagionali o tecnici hanno evidenziato come l’obbligo di polizza annuale fosse spesso sproporzionato rispetto al rischio effettivo.

Il nuovo sistema mantiene le tutele, ma le rende più proporzionate.

In sintesi:

  • si riduce il costo dell’assicurazione per chi usa il mezzo in modo limitato,
  • si chiarisce quando l’obbligo assicurativo non scatta,
  • si offrono polizze più aderenti ai diversi tipi di utilizzo,
  • si semplifica il regime dei mezzi sportivi,
  • si rafforza la trasparenza del mercato grazie all’Ivass.

L’impianto normativo diventa così più coerente con la realtà attuale, in cui molti veicoli vengono utilizzati in modo occasionale e non possono essere trattati allo stesso modo delle auto che circolano tutti i giorni.

Un decreto che punta a una RC Auto più giusta e più sostenibile

Il nuovo decreto RC Auto rappresenta una svolta per migliaia di utenti. Le polizze flessibili, le regole sulle auto d’epoca, le assicurazioni stagionali e gli schemi dedicati alle competizioni introducono un sistema più equilibrato e più ragionevole.

La riforma riconosce finalmente che non tutti i veicoli hanno lo stesso livello di rischio, e che obblighi identici per mezzi molto diversi producono solo costi ingiustificati.

Per chi possiede un’auto storica, un’imbarcazione stagionale o un veicolo destinato alle gare, questo decreto segna un cambio di passo importante. E, per molti, rappresenta anche un risparmio significativo.

Latest from Blog

registro dei titolari effettivi

Registro dei titolari effettivi: cos’è e come cambia

Il quadro normativo italiano in materia di antiriciclaggio sta attraversando un momento di significativa evoluzione su cui vale la pena soffermarsi almeno brevemente. L’Italia ha infatti recentemente adottato alcune nuove disposizioni che