Pensione indiretta, quando il coniuge ne ha diritto

Giugno 18, 2024
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pensione indiretta

Per riconoscere la pensione indiretta al coniuge รจ necessario che i contributi per i periodi prescritti siano stati effettivamente versati dal de cuius. Se invece al momento del decesso, il dante causa non aveva versato i contributi minimi richiesti, ne consegue che il coniuge superstite non ha diritto alla pensione indiretta. A sancirlo, la recente sentenza della Corte di Cassazione, sezione lavoro, n. 15294/2024.

Come nostra abitudine, cerchiamo di ricostruire brevemente i fatti per comprendere meglio come si sia giunti alle considerazioni dei giudici di legittimitร .

La domanda di pensione indiretta

Il caso riguarda la domanda di pensione indiretta avanzata dalla coniuge del de cuius, con compensazione tra gli importi dovuti ed i contributi soggettivi integrativi dovuti da questโ€™ultimo.

La Corte territoriale aveva confermato la sentenza di accoglimento di cui ai giudici di prime cure, contro cui perรฒ l’Enpacl ha proposto ricorso per Cassazione.

In particolare, lโ€™Enpacl ha sostenuto che nel lavoro autonomo il mancato versamento della contribuzione preclude l’attribuzione del diritto alla pensione. Lโ€™attribuzione del diritto jure determina invece solo l’esclusione dall’asse ereditario, senza che costituisca una deroga alla necessaria maturazione del requisito contributivo.

La decisione della  Corte di Cassazione

Per la Corte di Cassazione il diritto alla pensione indiretta presuppone lโ€™essere in possesso dei requisiti prescritti per la pensione, da parte del de cuius.

Se dunque un lavoratore autonomo muore senza aver versato i contributi, i superstiti โ€“ se sono presenti le condizioni di legge โ€“ hanno diritto alla pensione indiretta iure proprio e non iure hereditatis. Il diritto non puรฒ essere escluso in caso di inadempimento dell’obbligazione contributiva da parte del de cuius.

A conferma di ciรฒ, nellโ€™ipotesi in cui i superstiti siano anche eredi, gli stessi hanno l’obbligo di pagare i contributi omessi e non prescritti.

L’automatismo delle prestazioni

I giudici di legittimitร  hanno peraltro giร  precisato diffusamente come lโ€™automatismo delle prestazioni รจ una regola che non trova applicazione per i lavoratori autonomi. Per costoro non matura il diritto alla pensione fino a quando non sono versati i contributi nella misura sancita dalla legge, esattamente come non matura in capo al familiare il diritto alla pensione indiretta.

Considerato che nella fattispecie in esame i contributi non erano stati mai versati dal de cuius nella misura minima necessaria, non sussistono i requisiti per il conseguimento della pensione di reversibilitร  indiretta di cui allโ€™art. 17 della legge 4 febbraio 1967 n. 37  sul riordinamento della cassa di previdenza e assistenza a favore dei Geometri.

In altre parole, non ha diritto alla pensione il coniuge superstite se il de ciuis al momento del decesso non ha disposto di almeno cinque anni di contribuzione. รˆ del tutto irrilevante in questo senso che la contribuzione sia integrata post mortem e che i contributi annuali non versati siano riscossi a mezzo di ruoli annuali compilati dalla cassa, resi esecutivi dall’intendenza di finanza e trasmessi all’esattoria comunale.

Pertanto, seppure l’inadempimento del dante causa non pregiudica irreversibilmente il diritto dei superstiti alla pensione indiretta, poichรฉ possono essi effettuare versamenti successivi, il diritto dei superstiti alla pensione resta condizionato al previo perfezionamento del requisito di regolaritร  contributiva.

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