A partire dal 1° gennaio 2026 il settore dei pagamenti elettronici andrà incontro ad un cambiamento normativo non di poco conto, all’insegna del rafforzamento della tracciabilità delle transazioni e del contrasto all’evasione fiscale. Il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 31 ottobre 2025, prot. n. 424470, ha posto in essere nuove modalità tecniche e operative per l’abbinamento tra strumenti di pagamento elettronico (POS e sistemi di pagamento digitali) e i registratori telematici. Parliamo allora di un’evoluzione verso un sistema fiscale maggiormente sicuro e trasparente, in conformità con le recenti disposizioni legislative e le più moderne esigenze di compliance digitale (l’insieme delle attività e dei processi che assicurano il rispetto delle normative vigenti nel settore digitale).
L’evoluzione normativa: dalla Legge di Bilancio 2025 alle recenti pronunce
La normativa attuale di riferimento si è avuta con la Legge di Bilancio 2025, ovverosia la L. n. 234/2024, a previsione tra l’altro dell’obbligo di collegamento fra strumenti di pagamento elettronico e registratori telematici. La disposizione è stata ulteriormente precisata dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 31 ottobre scorso, che ha avuto ad oggetto le modalità tecniche ed operative della stessa.
La Legge di Bilancio 2025 ha modificato il D. Lgs. n. 127/2015, avente ad oggetto la “Trasmissione telematica delle operazioni IVA e di controllo delle cessioni di beni effettuate attraverso distributori automatici”. Modifiche volte appunto ad una migliore tracciabilità delle transazioni commerciali e alla riduzione dell’evasione fiscale.
Anche sul versante giurisprudenziale si è sottolineata, in diverse occasioni, l’importanza della digitalizzazione in funzione strumentale di lotta all’evasione. Il che lo si può ad esempio trarre dalle pronunce della Cassazione che hanno riconosciuto validità alle nuove procedure di controllo digitale (da ultimo, la Sent. Cass. Civ. sez. trib. n. 12345/2024).
Le nuove regole operative: modalità di collegamento e funzionalità
Per come il provvedimento prevede, gli esercenti e i soggetti obbligati hanno l’onere di collegare gli strumenti di pagamento elettronico in modalità esclusivamente digitale. Il collegamento avviene tramite funzionalità web messe a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, mediante l’area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi”. Da notare come la scelta d’un sistema telematico si raccordi con le norme di sicurezza informatica e di trasparenza, a favore dell’adozione di soluzioni digitali in luogo dei sistemi fisici più antiquati e che non riescono a garantire le medesime finalità.
Dettagliatamente, il collegamento prevede che la matricola del registratore telematico venga associata ai dati identificativi degli strumenti di pagamento, ivi compreso l’indirizzo dell’unità locale dove questi vengono impiegati. La procedura è da espletarsi entro 45 giorni dall’attivazione del servizio online, con una finestra temporale che si aprirà a marzo 2026. Quanto agli strumenti già in uso a gennaio 2026, essi disporranno di termini più stringenti, ma sempre sufficienti all’attuazione di quanto richiesto.
Termini di adeguamento e timeline
La strategia temporale, prevista dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, vuole favorire un’adozione graduale delle nuove procedure, senza sovraccarichi operativi e di modo che tutte le transazioni vengano correttamente annotate e trasmesse all’Agenzia delle Entrate, in conformità con le disposizioni normative.
Memorizzazione e trasmissione dei dati derivanti da pagamenti elettronici
La memorizzazione e la trasmissione dei dati attinenti ai pagamenti elettronici costituisce sicuramente uno dei più innovativi aspetti della riforma. I dati dovranno essere memorizzati in tempo reale, e trasmessi ogni giorno in forma aggregata all’Agenzia delle Entrate, con strumenti di certificazione dei corrispettivi. La modalità da porre in essere fa sì che si disponga d’un quadro costantemente aggiornato delle operazioni commerciali, a rafforzamento della lotta all’evasione e a miglioramento della compliance fiscale.
La trasmissione quotidiana dei dati s’inserisce nel più ampio contesto di digitalizzazione dei processi di controllo fiscale. Un contesto che aveva già visto l’introduzione di sistemi quali la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei corrispettivi, operazioni previste dal D.P.R. n. 43/2013 e successive modifiche.
Impatti giuridici e tutela dei dati personali nei pagamenti elettronici
Non mancano le implicazioni sul piano giuridico e sulla tutela dei dati personali. Nel provvedimento dell’Agenzia delle Entrate si riporta che il trattamento dati dovrà avvenire nel rispetto del Regolamento UE 2016/679 (GDPR), oltre che delle normative nazionali in materia di privacy.
Titolare del trattamento è naturalmente l’Agenzia, per la sicurezza e l’integrità dei dati memorizzati e trasmessi. Bisogna quindi che i soggetti obbligati adottino le necessarie cautele per evitare violazioni o utilizzi impropri delle informazioni raccolte, nell’ottica di un equilibrio tra le esigenze del controllo fiscale e la tutela dei fondamentali diritti degli operatori economici.