Nuovo Codice della Strada, giubbotto riflettente obbligatorio per i pedoni: quando servirà e le alternative

Settembre 5, 2026
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Il Nuovo Codice della Strada potrebbe introdurre un obbligo particolare per chi si sposta a piedi. In determinate situazioni, infatti, i pedoni dovranno rendersi maggiormente visibili utilizzando un giubbotto o delle bretelle retroriflettenti. Tuttavia, sono previste anche alcune alternative.

È una delle novità contenute nel testo-base della riforma predisposto dal Ministero dei Trasporti. L’obiettivo è aumentare la sicurezza delle persone che percorrono la carreggiata quando la visibilità è scarsa e, di conseguenza, il rischio di incidente cresce.

Occorre però fare subito una precisazione. La nuova disposizione non è ancora in vigore. Il testo si trova infatti in una fase di confronto e potrà subire modifiche prima dell’approvazione definitiva.

Giubbotto riflettente per i pedoni: quando diventerebbe obbligatorio per il nuovo codice della strada

La novità riguarda soprattutto i pedoni che si trovano a camminare sulla carreggiata in condizioni nelle quali potrebbero essere difficilmente individuabili dagli automobilisti.

Secondo quanto previsto dal testo-base, il giubbotto riflettente per i pedoni dovrebbe essere utilizzato fuori dai centri abitati, durante la notte e quando manca l’illuminazione pubblica.

L’obbligo, però, non sarebbe collegato soltanto alle ore notturne. I dispositivi ad alta visibilità diventerebbero necessari anche durante il giorno in alcune circostanze particolari.

È il caso, ad esempio, dei pedoni che percorrono gallerie oppure che si trovano sulla carreggiata quando le condizioni atmosferiche riducono sensibilmente la visibilità. Nebbia intensa, pioggia particolarmente forte e neve potrebbero quindi far scattare la nuova regola.

La finalità è semplice: consentire a chi guida di vedere il pedone con maggiore anticipo e avere, quindi, più tempo per rallentare o effettuare una manovra di sicurezza.

Non solo giubbotto: ammesse anche bretelle e dispositivi luminosi

Un altro aspetto importante riguarda gli strumenti che potranno essere utilizzati.

Non sarà necessariamente obbligatorio indossare il classico giubbotto retroriflettente già conosciuto dagli automobilisti. Il testo-base prevede, infatti, anche l’impiego delle bretelle retroriflettenti ad alta visibilità.

Inoltre, sarebbero previste ulteriori alternative.

In mancanza del giubbotto o delle bretelle, il pedone potrebbe utilizzare un dispositivo luminoso di segnalazione capace di proiettare orizzontalmente una luce arancione in tutte le direzioni. Potrebbero essere ammessi anche altri sistemi di illuminazione considerati adeguati allo scopo.

Di conseguenza, ciò che conta non è soltanto il tipo di accessorio indossato. Il principio alla base della futura disposizione è soprattutto quello di rendere il pedone chiaramente riconoscibile dagli altri utenti della strada.

Perché il Nuovo Codice della Strada punta sulla visibilità dei pedoni

La ragione della modifica è legata alla prevenzione degli incidenti.

Una persona che cammina di notte lungo una carreggiata extraurbana senza illuminazione può essere vista con difficoltà da un automobilista. Il problema diventa ancora più serio se gli abiti del pedone sono scuri.

Una situazione simile può verificarsi in una galleria oppure in presenza di nebbia, pioggia intensa o neve. Anche durante il giorno, quindi, le condizioni ambientali possono rendere una persona poco visibile.

Aumentare la visibilità significa dare ai conducenti più tempo per accorgersi della presenza del pedone e reagire. La riforma punta, dunque, a trasformare un comportamento già consigliabile sul piano della prudenza in un vero e proprio obbligo nelle situazioni considerate maggiormente rischiose.

Attenzione: il nuovo obbligo non è ancora entrato in vigore

È importante evitare equivoci. Al momento i pedoni non sono già obbligati a indossare il giubbotto riflettente sulla base di questa nuova proposta.

Le disposizioni fanno parte del testo-base del nuovo Codice della Strada e devono ancora completare il percorso previsto prima di poter diventare definitive.

Operatori e associazioni di settore potranno presentare le proprie osservazioni entro il 13 settembre 2026. Successivamente, il Ministero dovrà esaminare i contributi ricevuti e definire il testo della riforma.

Soltanto dopo il completamento dell’iter sarà possibile sapere se l’obbligo resterà formulato in questi termini, se verrà modificato oppure se saranno introdotte ulteriori eccezioni.

Per ora, quindi, nessun nuovo obbligo è già operativo. La direzione della riforma, tuttavia, appare chiara: aumentare la protezione dei pedoni nelle situazioni in cui risultano più difficili da vedere.

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