ร negli ultimi decenni che il fenomeno del sovraindebitamento ha raggiunto dimensioni estremamente rilevanti nel panorama giuridico-economico italiano. Da ciรฒ ad emergere sono le tante e crescenti difficoltร di molte famiglie, di professionisti e piccoli imprenditori nel far fronte ai debiti. La crisi da sovraindebitamento รจ da distinguere rispetto allโinsolvenza tradizionale. Questโultima รจ riservata alle imprese commerciali, mentre la prima, al contrario, attiene a soggetti non assoggettabili a fallimento. Ma tali soggetti, pur non potendo essere soggetti alle procedure concorsuali classiche, riversano in uno stato di squilibrio patrimoniale grave.
In questo proposito รจ subentrata unโevoluzione normativa, a partire dalla Legge n. 3 del 27 gennaio 2012 al D. Lgs. n. 14/2019, il cd. Codice della Crisi dโImpresa e dellโInsolvenza. In questo percorso si sono registrati passi fondamentali riguardo a riconoscimento e gestione della problematica, laddove si รจ cercato di contemperare le esigenze a tutela del debitore con quelle di tutela dei diritti creditori.
L’evoluzione normativa in risposta al sovraindebitamento
Primo fra gli interventi legislativi dedicati al sovraindebitamento fu la Legge n. 27 del 2012, la cd. legge โsalva suicidiโ. La stessa introdusse degli strumenti alternativi alle procedure fallimentari, appositamente per soggetti non fallibili, quali consumatori e piccoli imprenditori. Questa prima legge emanata, tuttavia, presentava dei limiti dโefficacia, connessi alla complessitร delle procedure, e inoltre vi era una scarsa diffusione, a livello di conoscenza, sulla legge medesima fra i diretti interessati che avrebbero potuto beneficiarne.
Con il D. Lgs. n. 14 del 2019, il passo avanti รจ stato dโindubbia portata, con lโadozione appunto di un Codice organico della crisi e dellโinsolvenza, armonizzato con la Direttiva UE 2019/1023. Quel che si รจ ottenuto corrisponde alla definizione del ruolo degli Organismi di Composizione della Crisi (OCC), e allโampliamento delle possibilitร dโintervento per soggetti sovraindebitati.
Da ultimo, nel 2024, con il D. Lgs. n. 136/2024, si รจ avuta lโintroduzione del Correttivo Crisi dโimpresa, volto al miglioramento delle procedure di ristrutturazione preventiva e di esdebitazione, con lโintento a favorire il risanamento e il reinserimento sociale ed economico dei soggetti in difficoltร .
Definizione e presupposti del sovraindebitamento
Lโart. 2, comma 1, lett. c del Codice della Crisi presenta la definizione di sovraindebitamento, ovvero โla situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabileโ, comportante una difficoltร rilevante o la definitiva incapacitร dโadempiere alle obbligazioni.
Si parla insomma di soggetti che, pur nel mantenimento dโun reddito stabile, abbiano contratto debiti che superano stabilmente la capacitร di rimborso della quale sono dotati, anche in ciรฒ considerando la vendita del patrimonio loro disponibile. Il soggetto, beneficiario della disciplina, รจ il debitore non fallibile, quindi abbiamo detto professionisti, piccoli imprenditori, o anche semplici consumatori. Per la normativa, lโintervento dellโOCC รจ fondamentale per valutare la situazione, come per predisporre le proposte risolutive e vigilare sullโattuazione del piano.
Sovraindebitamento e strumenti a disposizione del debitore
Sono cinque i principali strumenti introdotti ad opera del Codice della Crisi del 2019, adattati a diverse categorie di soggetti e a specifiche esigenze. Il primo รจ il Piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore. Lo strumento, rivolto ai consumatori, รจ volto a consentire al consumatore di proporre un piano senza il bisogno del consenso dei creditori, un piano dunque soggetto a omologazione giudiziale. Bisogna qui verificare, oltre ai requisiti di legittimitร , che il piano sia piรน vantaggioso in confronto alla liquidazione, e dovrร inoltre esser garantita lโequitร tra le parti.
Troviamo poi il Concordato minore, rivolto a professionisti, lavoratori autonomi e imprenditori minori. Tale forma di concordato richiede lโapprovazione della maggioranza dei creditori, e consente la prosecuzione dellโattivitร economica, con eventuale ristrutturazione del debito.
Cโรจ poi la Liquidazione controllata, una procedura residuale applicabile anche su richiesta dei creditori, mirante alla liquidazione dellโattivo del debitore non fallibile.
Quanto alla Ristrutturazione dei debiti familiari, esso รจ lo strumento che dร modo al nucleo familiare interessato di proporre un piano congiunto, a favorimento dโuna gestione collettiva del sovraindebitamento.
LโEsdebitazione del debitore incapiente, infine, รจ uno strumento speciale per soggetti privi di beni e redditi, consentente la cancellazione totale dei debiti una sola volta, applicabile qualora il debitore si dimostri collaborativo e meritevole.
Le procedure qui descritte sono in ogni caso assistite dallโOCC, e sottoposte a controllo giudiziale, per un equilibrio fra esigenze del debitore e tutela dei creditori.
Il ruolo degli Organismi di Composizione della Crisi (OCC)
Veniamo ora alla funzione esercitata dagli OCC. Questi organismi sono il cuore operativo della disciplina tracciata, e sono autorizzati dal Ministero della Giustizia. Svolgono le funzioni di verifica della documentazione e delle condizioni del debitore, di supporto nella redazione del piano, gestione dei rapporti coi creditori e il tribunale, e infine di vigilanza sullโesecuzione del piano.
Lโefficacia degli Organismi di Composizione della Crisi, ad ogni modo, dipende tra lโaltro dalla continua formazione del personale, oltre che dallโuniformitร applicativa sul territorio nazionale. Bisogna sottolineare poi che la presenza di questi organismi, e la loro attivitร , sono state rafforzate recentemente, dal Correttivo Crisi del 2024, il quale ha cercato di far diminuire le disomogeneitร operative.
Profili critici e prospettive evolutive
Una volta chiariti quelli che sono stati gli avanzamenti normativi, rimangono criticitร che esigono degli interventi mirati. Una di queste criticitร รจ la disomogeneitร territoriale, con regioni che mostrano una maggior efficacia degli OCC rispetto ad altre. Si riscontra altresรฌ la complessitร delle procedure per far fronte a un tale stato di difficoltร , troppo spesso appesantite da formalitร e lungaggini che possono scoraggiare i soggetti in crisi dal fare ad esse ricorso.
E ancora, si rinviene una carenza di cultura della seconda opportunitร , quindi poca diffusione della stessa fra i cittadini e i professionisti, il che รจ un altro deterrente allโaccesso agli strumenti riportati. Quel che si auspica per il futuro รจ allora un potenziamento degli OCC, e parimenti una semplificazione di procedure e campagne dโeducazione finanziaria, cosรฌ da avere una disciplina piรน idonea a favorire il riscatto sociale ed economico sei soggetti sovraindebitati.
Le conclusioni sulla gestione del sovraindebitamento
Possiamo concluderne che, il sistema di gestione del sovraindebitamento, come delineato dal Codice della Crisi, si basa sui principi costituzionali di solidarietร (di cui allโart. 2 Cost.), e dโuguaglianza sostanziale (di cui allโart.3 Cost.). Lโefficacia del sistema รจ correlata alla capacitร di bilanciare la tutela della dignitร di soggetti fragili, riversanti in situazioni dโobiettiva difficoltร , con la protezione degli interessi creditori.
Parliamo di un sistema che, con strumenti sempre piรน idonei e pronti, puรฒ fare sempre piรน da opportunitร di rilancio economico e sociale. E far ottenere, in termini di risultati, unโinclusione piena dei soggetti in crisi nel circuito produttivo e sociale del Paese.
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