Entriamo dell’argomento dei conflitti d’interesse in occasione di crisi d’impresa. Per ciascuna realtร aziendale, la gestione della crisi dโimpresa รจ uno dei momenti maggiormente complessi e delicati. Al centro della sfida vi รจ un aspetto molte volte sottovalutato, ma in veritร fondamentale, vale a dire la dicotomia fra interessi dei soci e doveri degli amministratori. Il conflitto che ne puรฒ nascere, puรฒ essere devastante in un quadro di crisi dโimpresa, e puรฒ essere impeditivo di unโefficace risoluzione della crisi medesima.
Il dualismo tra interesse dei soci e doveri degli amministratori
Consideriamo gli interessi dei soci: questi sono generalmente rivolti alla tutela del capitale, come alla valorizzazione dellโazienda e al mantenimento del controllo societario. Il che puรฒ condurre a delle resistenze nellโadottare nuove misure che, seppur necessarie al superamento della crisi, possono ridurre la partecipazione o il potere decisionali dei proprietari, ad esempio con una nuova emissione di quote da vendere a nuovi soci entranti, o una redistribuzione delle quote, comunque includendo dei nuovi soci nellโassetto societario.
Riguardo invece agli amministratori, questi detengono il dovere di tutelare lโinteresse collettivo della societร , a garanzia della continuitร aziendale, della corretta gestione patrimoniale e del rispetto delle normative vigenti. Se i soci, in poche parole, guardano piรน al risultato finanziario in capo allโassetto attuale, gli amministratori pensano al benessere della societร in unโottica di continuitร . Qualora lโazienda riversi in condizioni di squilibrio patrimoniale o finanziario, la tensione fra interesse dei soci e doveri degli amministratori diventa acuta, e rischia di sfociare in conflitti dโinteresse, decisioni poco trasparenti. E, in casi estremi, anche in comportamenti illeciti.
Le imprese familiari: caso particolare fra i conflitti d’interesse, con sovrapposizione dei ruoli
Nelle imprese familiari, la dicotomia si manifesta ancora piรน accentuatamente. Se si considera la sovrapposizione fra ruoli familiari e funzioni societarie, la mancanza di formalitร decisionali e lโassenza di procedure strutturate, questi sono tutti fattori che possono porsi a complicanza del percorso di gestione della crisi.
Nelle imprese familiari, la confusione che si registra tra patrimonio personale e aziendale, unitamente alla concentrazione di consulenze e decisioni a livello informale, mina la capacitร dโaffrontare con tempestivitร le criticitร , e dโadottare delle strategie efficaci.ย
Decisioni critiche: ricorso al credito, investimenti e cambiamenti nella governance
Nel corso dโuna crisi, decisioni come quella di ricorrere al credito bancario, accedere a finanziamenti esterni, o di riorganizzare il consiglio dโamministrazione, hanno la loro valenza strategica. Per contro, sono pur sempre scelte che dovrebbero essere attentamente ponderate, dunque considerare nelle medesime le implicazioni sul controllo societario e sui creditori della societร . Occorrono quindi delle procedure trasparenti e delle valutazioni obiettive, nel ponderare la possibilitร di cedere quote o azioni, ristrutturare la governance o attuare operazioni dโaffitto dโazienda, di modo che tutti gli interessi degli stakeholder siano oggetto di tutela.
Lโaffitto dโazienda e le cessioni: strumenti di prevenzione e risanamento
Quanto alla soluzione dellโaffitto dโazienda, questa si qualifica come soluzione temporanea per mantenere la continuitร , ma comporta dei rischi in relazione alla trasparenza e alla selezione del soggetto affidatario. La mancanza di procedure competitive e di chiarezza nellโindividuare la scelta ottimale, puรฒ andare a compromettere lโinteresse dei creditori, e di conseguenza della stabilitร futura.
Allo stesso modo, le cessioni dโazienda, o di rami dโattivitร , devono esser condotte secondo pratiche corrette, in conformitร a valutazioni accurate e procedure competitive. Ciรฒ onde assicurare che lโoperazione avvenga nel migliore interesse della continuitร aziendale e dei creditori, cosรฌ che si evitino operazioni di sola convenienza per alcuni soggetti.
La gestione dei conflitti d’interesse: lโimportanza di team professionali indipendenti
Serve, allo scopo dโaffrontare efficacemente i conflitti dโinteresse e le decisioni delicate, che ci si affidi a team di professionisti indipendenti e multidisciplinari. Necessario altresรฌ che i professionisti incaricati, quindi avvocati, consulenti aziendali e revisori, operino del tutto autonomamente rispetto a chi si รจ occupato della gestione ordinaria, ai sensi dellโobiettivitร e della trasparenza. ย
Lโapproccio delineato รจ dโaiuto nel superare le tensioni fra interessi contrapposti, a netto favore di decisioni equilibrate e sostenibili, che occorrono ai fini del risanamento e della ripresa dellโimpresa.
Come gestire in definitiva i conflitti d’interesse nella crisi d’impresa
Dalle considerazioni qui riportate, si puรฒ desumere come la crisi dโimpresa non si riduca a mera questione di numeri o di liquiditร , bensรฌ anche dโequilibri strategici, di governance, e, non da ultimo, etici. Acquisire consapevolezza dei conflitti dโinteresse, e comporre dei team di gestione indipendenti, sono strumenti essenziali per attraversare con successo una fase tanto complessa. Per mezzo di una gestione trasparente, professionale, e orientata al bene comune, diventa agevole il superamento delle difficoltร , a garanzia di un futuro sostenibile per lโimpresa.
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