Bonus mamme 2026: fino a 720 euro in più, importi aumentati e come ottenerli

Gennaio 30, 2026
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bonus mamma

Il bonus mamme lavoratrici 2026 diventa più consistente. La legge di Bilancio ha confermato la misura e ha aumentato l’importo mensile. Per molte famiglie si tratta di un aiuto concreto, soprattutto nei primi anni dopo la nascita dei figli.

Dal 2026 il contributo sale a 60 euro al mese, contro i 40 euro previsti fino al 2025. Il totale annuo arriva così a 720 euro, con un incremento netto che può alleggerire diverse spese quotidiane. L’Inps continua a gestire l’erogazione, ma resta fondamentale presentare la domanda nei tempi giusti.

Il bonus si affianca alle altre agevolazioni per la maternità. Non le sostituisce. Rafforza però il sostegno alle madri che lavorano e cercano di conciliare famiglia e occupazione.

Cosa cambia davvero con il bonus mamme lavoratrici 2026

Il cambiamento più evidente riguarda l’importo. L’aumento mensile porta il contributo a un livello più utile rispetto al passato. Non si tratta di una cifra simbolica, ma di un sostegno continuativo che dura nel tempo.

La misura punta a sostenere le donne che restano nel mondo del lavoro dopo la nascita dei figli. In questo modo lo Stato prova a ridurre l’impatto economico della maternità, che spesso pesa soprattutto nei primi anni.

Il bonus resta compatibile con altre misure come l’assegno unico, il bonus nuovi nati e i congedi parentali. Questo permette alle famiglie di costruire un pacchetto di aiuti più solido.

Quando presentare la domanda nel 2026

Il momento della domanda fa la differenza. Per ottenere il bonus serve agire subito dopo la nascita del bambino, una volta ottenuto il codice fiscale.

Al momento l’Inps non ha ancora aperto una finestra dedicata al 2026. Tuttavia, guardando a quanto accaduto negli anni precedenti, la procedura potrebbe partire verso la fine dell’anno. In quel caso, l’Inps potrebbe erogare l’importo in un’unica soluzione.

Chi ha maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2025 ha ancora tempo fino al 31 gennaio 2026 per presentare la domanda relativa all’anno precedente. In questo caso il pagamento dovrebbe arrivare entro febbraio.

Conviene quindi tenere d’occhio il portale Inps e non rimandare. I ritardi rischiano di far perdere il contributo.

Come inviare la richiesta all’Inps

La domanda passa solo dai canali ufficiali. La madre lavoratrice deve accedere al portale Inps usando una delle credenziali digitali riconosciute:

  • SPID
  • Carta d’identità elettronica
  • Carta nazionale dei servizi

Chi preferisce può contattare il contact center Inps oppure rivolgersi a un patronato. In questo caso l’assistenza resta gratuita e aiuta a evitare errori nella compilazione.

Durante la procedura è importante controllare bene i dati del bambino e quelli anagrafici. Un’informazione sbagliata può rallentare l’erogazione.

Durata del bonus in base ai figli

Il bonus mamme lavoratrici non dura uguale per tutte. La legge distingue in base al numero dei figli presenti in famiglia.

Due figli

Con due figli, il contributo resta attivo fino a quando il più piccolo compie 10 anni. Questo periodo copre la scuola primaria, una fase in cui aumentano le spese per tempo pieno, mensa e attività extrascolastiche.

Tre o più figli

Per le famiglie numerose il bonus dura di più. In questo caso il contributo accompagna la madre lavoratrice fino al diciottesimo compleanno del figlio più giovane. La misura assume così un ruolo stabile nel bilancio familiare.

Questa estensione riconosce il carico economico più elevato che le famiglie numerose affrontano nel tempo.

Le altre misure per le mamme nel 2026

Il bonus mamme lavoratrici non arriva da solo. Nel 2026 restano attive anche altre agevolazioni importanti.

Il congedo parentale si estende fino ai 14 anni del figlio. Per tre mesi garantisce un’indennità pari all’80% dello stipendio. Nei mesi successivi l’importo scende al 30%, ma consente comunque di restare a casa senza perdere del tutto il reddito.

Resta confermato anche il bonus nuovi nati, che riconosce 1.000 euro una tantum. A questo si aggiunge l’aumento dei giorni di malattia retribuita, utile soprattutto nei primi anni di vita dei bambini.

Nel complesso, il sistema punta a rendere meno pesante il costo della genitorialità e a sostenere la presenza femminile nel lavoro.

Perché questo bonus conta davvero

L’aumento del bonus mamme lavoratrici nel 2026 manda un segnale chiaro. Le politiche familiari cercano di rispondere al calo delle nascite e alle difficoltà economiche delle famiglie.

Il contributo non risolve tutti i problemi, ma aiuta. Soprattutto quando arriva con continuità e per più anni. Conoscere bene le regole e muoversi in tempo permette di non perdere un sostegno che, mese dopo mese, può fare la differenza.

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