Assegno Familiare 2026, fino a 120 euro in più al mese: da luglio nuove somme e soglie INPS

Febbraio 17, 2026
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Assegno Nucleo Familiare 2026: aumenti stimati dell’1,4% dal 1° luglio, nuovi importi INPS, tabelle aggiornate e categorie che hanno ancora diritto all’ANF.

L’Assegno per il Nucleo Familiare 2026 si prepara a un nuovo aggiornamento degli importi. Anche quest’anno la rivalutazione segue il meccanismo legato all’inflazione e all’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati. L’aumento stimato è pari all’1,4%, con decorrenza prevista dal 1° luglio 2026.

La circolare ufficiale INPS con le nuove tabelle non è ancora stata pubblicata. Tuttavia, la percentuale di adeguamento è già nota e permette di stimare l’incremento che interesserà le famiglie beneficiarie. Vediamo allora quando scattano gli aumenti, chi ha diritto all’ANF nel 2026 e quali tabelle verranno aggiornate.

Quando scattano gli aumenti dell’Assegno Nucleo Familiare 2026

L’ANF segue un calendario fisso. Ogni anno gli importi vengono rivalutati a partire dal 1° luglio e restano validi fino al 30 giugno dell’anno successivo.

Nel 2025 l’adeguamento era stato pari allo 0,8%, con validità dal 1° luglio 2025 al 30 giugno 2026. Ora, per il periodo che andrà dal 1° luglio 2026 al 30 giugno 2027, si prevede una rivalutazione dell’1,4%.

Questo incremento deriva dalla variazione dell’indice FOI, cioè l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati calcolato dall’ISTAT. Il decreto-legge n. 69 del 13 marzo 1988 stabilisce proprio questo meccanismo di perequazione automatica.

In pratica, lo Stato aggiorna ogni anno:

  • i livelli di reddito familiare;
  • gli importi mensili dell’assegno.

L’obiettivo è semplice: mantenere il potere d’acquisto delle famiglie che ricevono la prestazione. Anche se l’aumento non è elevato, aiuta comunque a compensare l’inflazione.

Chi ha diritto all’Assegno Familiare nel 2026

Non tutti possono richiedere l’ANF. Dopo l’introduzione dell’Assegno Unico e Universale nel marzo 2022, la platea dei beneficiari si è ridotta.

Oggi l’ANF non spetta più ai nuclei con figli, perché per loro opera l’Assegno Unico. La rivalutazione del 2026 riguarda quindi solo nuclei familiari senza figli, composti da:

  • coniugi;
  • fratelli;
  • sorelle;
  • nipoti.

Restano beneficiari dell’ANF:

  • lavoratori dipendenti del settore privato;
  • lavoratori agricoli dipendenti;
  • lavoratori di aziende cessate o fallite;
  • titolari di prestazioni economiche previdenziali da lavoro dipendente;
  • pensionati da lavoro dipendente.

Non hanno invece diritto all’assegno:

  • coltivatori diretti;
  • coloni e mezzadri;
  • piccoli coltivatori diretti;
  • artigiani;
  • commercianti;
  • titolari di pensioni delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi.

Questa distinzione è fondamentale. Molti contribuenti confondono ancora ANF e Assegno Unico. In realtà si tratta di misure diverse, con regole e destinatari differenti.

Come si calcola l’importo dell’ANF

L’importo dell’assegno non è fisso. Varia in base al reddito familiare complessivo e alla composizione del nucleo.

Il sistema funziona per scaglioni:

  • reddito più basso → importo più alto;
  • reddito più alto → importo più basso.

Alcune tipologie di nuclei ricevono importi più favorevoli. Ad esempio:

  • nuclei monoparentali;
  • nuclei con componenti inabili;
  • nuclei composti esclusivamente da soggetti maggiorenni inabili.

Nel 2026 l’aumento dell’1,4% inciderà sia sui limiti di reddito sia sulle somme riconosciute mensilmente.

Per conoscere l’importo preciso occorrerà attendere la pubblicazione ufficiale delle nuove tabelle INPS. Tuttavia, l’incremento sarà applicato in modo proporzionale agli importi attualmente in vigore.

Le tabelle ANF che verranno aggiornate nel 2026

Le nuove tabelle, valide dal 1° luglio 2026, riguarderanno specifiche categorie di nuclei senza figli.

Ecco quali verranno aggiornate:

  • Tabella 19: nuclei composti esclusivamente da maggiorenni inabili diversi dai figli;
  • Tabella 20A: nuclei con entrambi i coniugi, senza figli, con almeno un fratello, sorella o nipote inabile;
  • Tabella 20B: nuclei monoparentali senza figli con almeno un fratello, sorella o nipote inabile;
  • Tabella 21A: nuclei familiari senza figli e senza componenti inabili;
  • Tabella 21B: nuclei monoparentali senza figli con almeno un fratello, sorella o nipote, senza inabilità;
  • Tabella 21C: nuclei senza figli con almeno un coniuge inabile;
  • Tabella 21D: nuclei monoparentali senza figli in cui solo il richiedente risulta inabile.

Queste tabelle coprono tutte le casistiche ancora ammesse dopo l’introduzione dell’Assegno Unico.

Decorrenza e durata dei nuovi importi

Gli importi aggiornati entreranno in vigore, salvo modifiche, dal 1° luglio 2026.

Resteranno validi fino al 30 giugno 2027. Poi, come ogni anno, verrà applicata una nuova rivalutazione basata sull’andamento dell’indice ISTAT.

Chi già percepisce l’assegno non deve presentare una nuova domanda per l’aumento. L’adeguamento avviene in modo automatico, purché il lavoratore o pensionato continui a possedere i requisiti reddituali.

Chi invece deve fare domanda per la prima volta può:

  • presentare richiesta tramite il datore di lavoro, se dipendente;
  • inoltrare istanza telematica all’INPS, se pensionato o avente diritto diretto.

ANF 2026 e reddito familiare: cosa considerare

Il reddito familiare che conta ai fini ANF comprende:

  • redditi da lavoro dipendente;
  • redditi assimilati;
  • pensioni;
  • altri redditi rilevanti ai fini IRPEF.

Non tutti i redditi entrano nel calcolo. Alcune somme, come il TFR o determinati trattamenti assistenziali, restano esclusi.

È importante verificare con attenzione il reddito complessivo dell’anno di riferimento. Un piccolo scostamento può modificare la fascia di appartenenza e, di conseguenza, l’importo spettante.

Cosa cambia davvero nel 2026

Il cambiamento principale riguarda la rivalutazione dell’1,4%. Non si tratta di una riforma strutturale, ma di un adeguamento automatico previsto dalla legge.

Tuttavia, per chi percepisce l’assegno ogni mese, anche un aumento contenuto può incidere sul bilancio familiare annuale.

Ad esempio, su base annua l’incremento può tradursi in alcune decine di euro in più, a seconda della fascia reddituale.

In un contesto economico caratterizzato da continui aumenti dei prezzi, questo meccanismo di perequazione rappresenta una forma di tutela.

Attenzione alla distinzione tra assegno familiare e assegno unico

Molti contribuenti cercano informazioni sull’ANF pensando di poterlo richiedere per i figli. In realtà, dal marzo 2022, l’Assegno Unico ha sostituito completamente l’ANF per i nuclei con figli e orfanili.

Quindi:

  • se nel nucleo sono presenti figli a carico, si deve fare riferimento all’Assegno Unico;
  • se il nucleo è composto solo da coniugi, fratelli, sorelle o nipoti, può ancora spettare l’ANF.

Capire questa differenza evita errori e richieste respinte.

Aumenti moderati per l’assegno familiare ma automatici dal 1° luglio 2026

L’Assegno Nucleo Familiare 2026 si prepara a un aumento stimato dell’1,4%, con decorrenza dal 1° luglio 2026. L’adeguamento interesserà esclusivamente i nuclei senza figli, secondo le tabelle INPS aggiornate.

Chi rientra nei requisiti continuerà a percepire l’assegno con importi leggermente più alti, calcolati in base al reddito familiare.

Resta fondamentale controllare:

  • la composizione del nucleo;
  • il reddito complessivo;
  • la corretta applicazione della tabella di riferimento.

Nei prossimi mesi la circolare INPS ufficializzerà le cifre definitive. Nel frattempo, l’aumento dell’1,4% rappresenta il parametro su cui basare le stime per il nuovo periodo di validità.

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