Visita fiscale INPS, aumentano i controlli: rischi il licenziamento se non sei a casa, anche nei festivi | Novità 2026

Marzo 5, 2026
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RICETTE FARMACI

Visita fiscale INPS 2026: aumentano i controlli domiciliari per malattia. Ecco fasce di reperibilità, obblighi anche nei festivi e rischi fino al licenziamento.

Negli ultimi mesi i controlli per malattia sono aumentati in modo evidente. Le visite fiscali domiciliari hanno registrato una crescita significativa, soprattutto nella seconda metà del 2025. Non si tratta di una nuova legge. Le regole sono le stesse. Tuttavia, l’uso dello strumento è diventato più frequente e più sistematico.

Questo significa una cosa molto concreta: se sei in malattia devi rispettare con attenzione l’obbligo di reperibilità, anche nei giorni festivi. In caso contrario, puoi perdere l’indennità e, nei casi più gravi, rischiare conseguenze disciplinari fino al licenziamento.

Vediamo nel dettaglio cosa sta succedendo e quali sono le regole da conoscere.

Aumentano le visite fiscali INPS: cosa sta cambiando davvero

I dati più recenti mostrano un incremento dei controlli domiciliari disposti dall’INPS. Solo nell’ultima parte del 2025 le visite hanno sfiorato quota quattrocentomila. Il numero è in crescita sia rispetto ai trimestri precedenti sia su base annua.

Non esiste però una riforma normativa che abbia modificato i presupposti della malattia o gli obblighi del lavoratore. Il quadro giuridico resta stabile. Quello che cambia è l’intensità dei controlli.

Da un lato, le aziende chiedono più verifiche per contrastare eventuali abusi. Dall’altro, la digitalizzazione delle procedure rende più semplice attivare una visita medica domiciliare. Il certificato viene trasmesso in via telematica e il sistema consente di programmare controlli in tempi rapidi.

In sostanza, non è cambiata la legge. È cambiata l’attenzione con cui viene applicata.

Come funziona la visita fiscale

Quando un lavoratore si ammala, il medico curante invia il certificato all’INPS in modalità telematica. Nel documento indica la diagnosi, la prognosi e l’indirizzo di reperibilità.

Da quel momento scatta un obbligo preciso: il lavoratore deve trovarsi all’indirizzo dichiarato nelle fasce orarie previste dalla normativa.

La visita fiscale non è un controllo formale. Il medico incaricato effettua un vero accertamento sanitario. Può:

  • confermare la prognosi;
  • ridurre i giorni di malattia;
  • dichiarare la fine anticipata dello stato di malattia.

L’esito incide direttamente sul diritto all’indennità economica e sulla durata dell’assenza dal lavoro.

Fasce di reperibilità: valgono anche nei festivi

Un punto spesso sottovalutato riguarda le fasce orarie di reperibilità.

Attualmente, per lavoratori pubblici e privati, le fasce sono:

  • dalle 10 alle 12;
  • dalle 17 alle 19.

Questi orari valgono tutti i giorni, compresi sabato, domenica e festivi.

Se la prognosi copre un giorno festivo, il lavoratore deve comunque restare a disposizione nelle fasce previste. La malattia non sospende l’obbligo solo perché è domenica o perché l’azienda è chiusa.

Esistono ipotesi di esonero, ma devono essere specificamente riconosciute. Non basta ritenere che, trattandosi di un giorno non lavorativo, non possano arrivare controlli.

Con l’aumento delle visite fiscali, questo dettaglio assume un peso ancora maggiore.

Assenza alla visita fiscale: quali sono le conseguenze

Il momento più delicato arriva quando il medico non trova il lavoratore all’indirizzo indicato.

Se l’assenza non viene giustificata in modo valido e tempestivo, scattano sanzioni economiche progressive. In genere:

  • alla prima assenza si perde l’indennità per un certo numero di giorni;
  • in caso di recidiva, la decurtazione può estendersi fino alla perdita totale del trattamento economico per l’intero periodo di malattia.

Le conseguenze non si fermano qui.

L’assenza ingiustificata può integrare un inadempimento contrattuale. Il datore di lavoro può avviare un procedimento disciplinare. Nei casi più gravi o reiterati, la vicenda può sfociare nel licenziamento, soprattutto se emergono elementi che mettono in dubbio la reale sussistenza della malattia.

Non si tratta di un automatismo. Ogni situazione va valutata nel concreto. Tuttavia, ignorare l’obbligo di reperibilità espone a rischi seri.

Quando l’assenza è giustificata

Non tutte le assenze comportano sanzioni. Esistono casi in cui il lavoratore può trovarsi legittimamente fuori casa durante le fasce orarie.

Ad esempio:

  • visite mediche specialistiche;
  • accertamenti diagnostici urgenti;
  • situazioni di forza maggiore.

In questi casi è fondamentale conservare la documentazione e comunicarla tempestivamente. La giustificazione deve essere concreta e verificabile.

Presentare certificati o attestazioni solo in un secondo momento, senza spiegazioni coerenti, può non essere sufficiente. La tempestività gioca un ruolo decisivo.

Malattia e correttezza nel rapporto di lavoro

Il diritto alla tutela in caso di malattia resta pieno. Nessuno mette in discussione la protezione della salute del lavoratore. Tuttavia, la normativa bilancia questo diritto con un obbligo di correttezza.

La reperibilità non è un dettaglio formale. È parte integrante del sistema che consente di garantire l’indennità economica.

Con l’aumento dei controlli, diventa ancora più importante:

  • verificare che l’indirizzo indicato nel certificato sia corretto;
  • comunicare eventuali variazioni in modo immediato;
  • organizzarsi per rispettare le fasce orarie.

Anche un’assenza breve e non giustificata può generare conseguenze rilevanti.

Perché nel 2026 il tema è più attuale che mai

Il 2025 ha segnato un aumento significativo delle visite fiscali. Tutto lascia pensare che la tendenza prosegua nel 2026. Le aziende utilizzano con maggiore frequenza la richiesta di controllo e l’INPS dispone di strumenti digitali più efficienti.

In questo contesto, il lavoratore deve essere consapevole delle proprie responsabilità. Non basta essere realmente malati. Occorre anche rispettare le regole formali che accompagnano la tutela.

Il rischio non riguarda solo la perdita dell’indennità. In presenza di comportamenti reiterati o sospetti, si può arrivare a una contestazione disciplinare e, nei casi estremi, al licenziamento.

Riassumendo le novità sulla visita fiscale

Le visite fiscali sono aumentate, ma le regole restano le stesse. Durante la malattia devi:

  • essere reperibile dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19;
  • rispettare l’obbligo anche nei festivi;
  • giustificare in modo tempestivo eventuali assenze.

L’incremento dei controlli rende più probabile un accertamento. Conoscere le regole e rispettarle è il modo migliore per evitare problemi economici e disciplinari.

La tutela della salute rimane un diritto fondamentale. Allo stesso tempo, la correttezza nel rapporto di lavoro richiede attenzione e responsabilità.

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