Un aiuto economico anche per chi vive da solo o è disoccupato, ma non ha diritto all’Assegno di Inclusione. È quanto prevede il Reddito 2.0, la nuova proposta del Movimento 5 Stelle che punta ad ampliare il sostegno alle persone in difficoltà.
L’Assegno di Inclusione potrebbe cambiare, almeno secondo il progetto presentato dal Movimento 5 Stelle durante l’evento Nova, a Milano. La proposta, chiamata Reddito 2.0, punta a garantire un sostegno economico anche a chi oggi resta escluso dagli aiuti perché considerato in grado di lavorare.
L’idea è quella di superare l’attuale distinzione tra Assegno di Inclusione e Supporto per la Formazione e il Lavoro, introdotti nel 2023 in sostituzione del Reddito di cittadinanza.
Assegno di Inclusione, chi potrebbe ricevere i 6.500 euro
Oggi l’Assegno di Inclusione spetta ai nuclei familiari che rispettano determinati requisiti economici e nei quali è presente almeno un minorenne, una persona con disabilità, un componente con almeno 60 anni oppure una persona in condizioni di svantaggio inserita in un programma di assistenza.
Chi ha tra i 18 e i 59 anni, vive da solo ed è disoccupato, generalmente non può accedere al beneficio se non rientra in queste categorie.
Il Reddito 2.0 vorrebbe eliminare proprio questa esclusione, estendendo il sostegno anche ai cosiddetti occupabili. Secondo le stime del M5S, la novità potrebbe interessare circa 580.000 persone.
La proposta prevede un importo di riferimento di 6.500 euro all’anno, circa 542 euro al mese, al quale potrebbe aggiungersi un contributo fino a 3.640 euro annui per le spese di affitto o mutuo.
Non si tratterebbe, però, di una somma automaticamente garantita a tutti: requisiti e modalità di calcolo dovrebbero essere definiti da un’eventuale legge.
Lavori socialmente utili e formazione: gli obblighi previsti
Ricevere il Reddito 2.0 comporterebbe anche degli impegni. Chi è in grado di lavorare dovrebbe partecipare ai Progetti utili alla collettività per almeno otto ore settimanali, oltre a seguire percorsi di formazione e ricerca di un impiego.
Comuni, centri per l’impiego e agenzie per il lavoro avrebbero il compito di accompagnare i beneficiari verso nuove opportunità professionali.
L’obiettivo sarebbe quindi offrire un sostegno economico senza rinunciare al reinserimento lavorativo.
Incentivi alle aziende che assumono i beneficiari
Il progetto prevede agevolazioni anche per le imprese. Come spiegato dall’ex presidente dell’INPS Pasquale Tridico, le aziende che assumessero a tempo indeterminato un beneficiario, dopo un periodo iniziale di prova, potrebbero ottenere uno sgravio contributivo equivalente a 12 mensilità del sostegno.
Anche le agenzie per il lavoro riceverebbero un incentivo, pari a una mensilità, per ogni beneficiario accompagnato concretamente verso un’occupazione.
Quando arriverà il Reddito 2.0?
Per il momento non è previsto alcun nuovo pagamento da 6.500 euro. Il Reddito 2.0 è una proposta politica del Movimento 5 Stelle, non una misura approvata dal Parlamento.
Restano quindi in vigore le regole dell’Assegno di Inclusione e del Supporto per la Formazione e il Lavoro, disciplinate dal D.L. 48/2023, convertito nella Legge 85/2023.
Se la proposta dovesse diventare legge, la novità più importante sarebbe la possibilità di ricevere un sostegno anche per i single e i disoccupati che oggi, pur trovandosi in difficoltà economica, non hanno accesso all’AdI.