Bollo auto 2027, scatta l’esenzione: ecco chi può dire addio al pagamento

Ottobre 4, 2026
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bollo auto 2027 - esenzione
bollo auto 2027 - esenzione

Il bollo auto potrebbe pesare meno sulle tasche degli automobilisti nel 2027. Il Decreto-legge 17 settembre 2026, n. 162, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 216 del 17 settembre 2026, introduce infatti un’esenzione dalla tassa automobilistica valida per il prossimo anno. Non si tratta, però, di una cancellazione generalizzata del tributo: il beneficio riguarda un solo veicolo per persona e soltanto in presenza di determinate caratteristiche.

Il provvedimento interviene anche sul fronte dei carburanti, prevedendo una riduzione temporanea delle accise sul gasolio, oltre a misure destinate al settore dell’autotrasporto e al diritto allo studio universitario.

L’attenzione maggiore è comunque concentrata sull’esenzione bollo auto 2027, soprattutto perché la misura viene presentata come un possibile passaggio verso una futura revisione più ampia della tassa automobilistica.

Vediamo quindi chi non dovrà pagare il bollo auto nel 2027, quali veicoli rientrano nell’agevolazione e cosa succede a chi possiede più mezzi.

Bollo auto 2027: cosa prevede il Decreto-legge n. 162/2026

La novità nasce dal Decreto-legge 17 settembre 2026, n. 162, approvato dal Consiglio dei ministri nella riunione del 16 settembre e successivamente pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Tra le misure fiscali previste compare l’esenzione dalla tassa automobilistica per il 2027. Il punto fondamentale è che non vengono eliminati indistintamente tutti i bolli auto.

L’agevolazione è costruita secondo il principio di un solo mezzo esente per ciascun soggetto. A questo limite personale si aggiungono requisiti relativi alla tipologia di veicolo, all’alimentazione e alla potenza.

Di conseguenza, chi possiede più automobili non potrà automaticamente beneficiare dell’esenzione su tutte.

Chi non paga il bollo auto nel 2027

L’esenzione prevista per il 2027 interessa innanzitutto le persone fisiche proprietarie di un’autovettura che rispetti i requisiti stabiliti dal decreto.

Il beneficio può riguardare anche i soggetti passivi della tassa automobilistica che dispongono del mezzo attraverso formule quali leasing o noleggio, nei casi contemplati dalla disciplina.

Per quanto riguarda le caratteristiche tecniche, l’auto deve essere alimentata:

  • a benzina;
  • a gasolio;
  • con una motorizzazione ibrida ammessa dalla norma.

C’è poi un limite particolarmente importante: la potenza del veicolo non deve superare 80 kW.

Convertendo il dato in cavalli, 80 kW corrispondono indicativamente a circa 109 CV. Prima di considerare acquisito il diritto all’esenzione sarà quindi opportuno controllare la potenza espressa in kW riportata nella documentazione del veicolo.

Esenzione per una sola auto: cosa succede se si possiedono più veicoli

Il limite di un veicolo agevolato per persona rappresenta uno degli aspetti centrali della nuova disciplina.

Una persona potrebbe, per esempio, essere proprietaria di due automobili entrambe alimentate a benzina e con una potenza inferiore a 80 kW. Questo non significa che entrambe saranno esentate dal pagamento.

Quando più automobili dello stesso soggetto rispettano i requisiti previsti, l’esenzione viene riconosciuta soltanto al veicolo con potenza inferiore.

La scelta, quindi, non viene lasciata semplicemente al proprietario.

Il meccanismo impedisce che chi possiede numerosi veicoli possa cumulare più agevolazioni e concentra il beneficio su un singolo mezzo.

Per gli automobilisti sarà importante verificare non soltanto se la propria vettura rientra nella soglia degli 80 kW, ma anche l’eventuale presenza di altre auto intestate allo stesso soggetto che soddisfano i medesimi requisiti.

Esenzione anche per moto e ciclomotori?

Il decreto prende in considerazione anche la situazione di chi non possiede un’autovettura che possa beneficiare dell’esenzione.

In presenza delle condizioni previste dalla disposizione, il beneficio può essere riferito a un motociclo o a un ciclomotore.

Anche in questo caso resta però fermo il principio che caratterizza l’intera misura: l’agevolazione non può trasformarsi in una serie di esenzioni cumulative.

Non si potrà quindi ottenere contemporaneamente il beneficio per l’automobile e per un ulteriore motociclo semplicemente perché entrambi sono intestati alla stessa persona.

L’esenzione per moto o ciclomotore assume una funzione alternativa quando manca un’autovettura agevolabile secondo i parametri stabiliti dal decreto.

Non è ancora l’abolizione definitiva del bollo auto

È importante distinguere l’esenzione bollo auto 2027 dall’abolizione definitiva della tassa.

La disposizione approvata ha infatti una durata circoscritta: riguarda il solo anno 2027.

Il Governo ha indicato l’intenzione di intervenire successivamente per arrivare a una soluzione strutturale nell’ambito della legge di bilancio. Al momento, però, una futura abolizione permanente deve essere tenuta distinta dalla misura già prevista dal decreto.

In altre parole, il fatto che per il 2027 determinate categorie di veicoli possano essere esentate non significa che il bollo auto sia stato definitivamente cancellato anche per gli anni successivi.

Perché ciò avvenga sarà necessario un ulteriore intervento legislativo.

La distinzione non è soltanto formale. L’attuale disposizione ha requisiti precisi e una durata determinata, mentre una futura riforma potrebbe avere caratteristiche, platea e coperture finanziarie differenti.

Regioni a statuto speciale e Province autonome: regole particolari

La tassa automobilistica presenta una forte componente territoriale e proprio per questo il decreto disciplina anche l’applicazione dell’esenzione nelle Regioni a statuto speciale e nelle Province autonome.

In questi territori l’attuazione della misura deve tenere conto delle rispettive competenze fiscali e dell’autonomia riconosciuta dagli ordinamenti speciali.

Per tale ragione, l’applicazione dell’esenzione è collegata agli accordi con le autonomie titolari del tributo.

Il provvedimento affronta inoltre il problema delle minori entrate derivanti dall’esenzione, prevedendo meccanismi di compensazione finanziaria a favore delle Regioni e delle Province autonome interessate.

Si tratta di un passaggio necessario perché il mancato pagamento del bollo determina inevitabilmente una riduzione delle entrate normalmente collegate alla tassa automobilistica.

Quanto si risparmia con l’esenzione dal bollo

Non esiste un importo unico valido per tutti. Il costo del bollo auto dipende da diversi elementi, tra cui potenza del veicolo, classe ambientale e disciplina applicabile sul territorio.

Di conseguenza, anche il risparmio prodotto dall’esenzione sarà differente da automobilista ad automobilista.

Il vantaggio sarà comunque pari alla tassa che il proprietario avrebbe dovuto versare nel 2027 per il veicolo ammesso al beneficio.

Per capire concretamente quanto si potrebbe risparmiare sarà quindi necessario partire dall’importo normalmente dovuto per la propria automobile.

La soglia massima di 80 kW delimita inoltre la platea, escludendo dall’agevolazione le autovetture che superano il limite di potenza previsto.

Taglio delle accise sul gasolio: cosa prevede il decreto

Il bollo auto non rappresenta l’unico intervento contenuto nel Decreto-legge n. 162/2026.

Il provvedimento interviene anche sui prezzi dei carburanti attraverso una riduzione temporanea dell’accisa sul gasolio utilizzato come carburante.

L’intervento è articolato in due fasi.

Dal 18 al 25 settembre 2026, considerando anche il conseguente effetto sull’IVA, la riduzione raggiunge 12,2 centesimi di euro al litro.

Successivamente il beneficio diminuisce: dal 26 settembre al 5 ottobre 2026 lo sconto complessivo passa a 6,1 centesimi al litro.

La scelta di prevedere una riduzione progressiva consente quindi di concentrare l’intervento maggiore nella prima fase e ridimensionarlo nei giorni successivi.

Per il periodo iniziale, l’agevolazione viene estesa anche ai gasoli paraffinici e al biodiesel immessi in consumo come carburanti.

Confermate anche misure per l’autotrasporto

Il decreto tiene conto anche dell’impatto dei prezzi energetici sul settore professionale dei trasporti.

Sono infatti prorogate alcune delle misure di sostegno destinate all’autotrasporto, comparto particolarmente esposto alle variazioni del prezzo del gasolio.

Per imprese e operatori professionali, il costo del carburante rappresenta una voce significativa delle spese di esercizio. Gli interventi sulle accise assumono quindi una funzione diversa rispetto all’esenzione dal bollo destinata alle persone fisiche: in questo caso l’obiettivo è attenuare gli effetti dell’aumento dei costi operativi.

Più risorse per le borse di studio universitarie

Il Decreto-legge n. 162/2026 non riguarda esclusivamente automobili, tasse e carburanti.

Tra le disposizioni approvate figura anche un intervento in materia di diritto allo studio universitario, con un incremento delle risorse destinate alle borse di studio.

La misura punta a rafforzare per l’anno in corso il sostegno agli studenti aventi diritto e si affianca agli interventi di carattere fiscale ed energetico contenuti nel provvedimento.

Il decreto deve essere convertito in legge

Il Decreto-legge n. 162/2026 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 216 del 17 settembre 2026. Non è quindi corretto affermare che il provvedimento sia ancora in attesa di pubblicazione.

Resta però un altro passaggio fondamentale.

Come previsto dall’articolo 77 della Costituzione, un decreto-legge deve essere presentato alle Camere per la conversione e perde efficacia sin dall’inizio se non viene convertito in legge entro 60 giorni dalla pubblicazione.

Durante l’esame parlamentare il testo può inoltre essere modificato.

Per questo motivo, soprattutto in vista dell’applicazione dell’esenzione nel 2027, sarà importante seguire l’iter di conversione e verificare il testo definitivo risultante dai lavori parlamentari.

Bollo auto 2027: cosa controllare prima di considerarsi esenti

La novità può rappresentare un risparmio interessante, ma è meglio evitare un’interpretazione troppo ampia della misura.

Non tutti gli automobilisti smetteranno automaticamente di pagare il bollo nel 2027.

Occorre verificare almeno quattro elementi: il soggetto tenuto al pagamento, la tipologia di veicolo, l’alimentazione e soprattutto la potenza non superiore a 80 kW.

Chi possiede più automobili deve inoltre considerare la regola che limita il beneficio a un solo mezzo e attribuisce l’esenzione, tra quelli aventi i requisiti, a quello con potenza inferiore.

Chi invece non dispone di un’autovettura agevolabile dovrà verificare se può beneficiare della previsione relativa a motocicli e ciclomotori.

Infine, bisognerà seguire la conversione parlamentare del decreto, perché il testo può ancora subire modifiche.

Verso la cancellazione definitiva della tassa automobilistica?

La questione più interessante riguarda ciò che potrebbe accadere dopo il 2027.

L’esenzione introdotta dal decreto ha carattere temporaneo e non equivale, da sola, alla soppressione definitiva della tassa automobilistica. L’ipotesi di una futura abolizione strutturale richiede infatti una nuova disposizione legislativa.

Il 2027 potrebbe quindi rappresentare un anno di transizione, ma allo stato attuale bisogna distinguere con precisione tra ciò che è già contenuto nel Decreto-legge n. 162/2026 e ciò che costituisce un successivo obiettivo politico e legislativo.

Per gli automobilisti la novità concreta è l’esenzione prevista per il prossimo anno, entro i limiti stabiliti. Per sapere se il bollo auto verrà abolito definitivamente bisognerà invece attendere i prossimi provvedimenti e, in particolare, gli interventi che saranno effettivamente inseriti e approvati con la futura legge di bilancio.

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