Bonus condizionatori 2026, fino al 50% come ottenerlo [La Guida]

Settembre 11, 2026
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Con il caldo estivo ormai alle spalle, comprare un nuovo condizionatore potrebbe non sembrare una priorità. Eppure, per chi aveva già in programma di sostituire il vecchio apparecchio o installarne uno nuovo, farlo entro la fine del 2026 può essere una scelta conveniente.

Anche quest’anno, infatti, alcune agevolazioni fiscali permettono di recuperare una parte della spesa. In determinate situazioni si può arrivare a una detrazione del 50%, mentre in altre l’aliquota si ferma al 36%.

Non esiste, però, un vero e proprio bonus condizionatori valido indistintamente per qualsiasi acquisto. È questo il primo aspetto da chiarire. Il vantaggio fiscale dipende dall’agevolazione utilizzata, dal tipo di immobile e soprattutto dall’intervento che viene effettuato.

Le possibilità da valutare sono principalmente tre: bonus ristrutturazioni, ecobonus e Conto Termico. Sembrano strumenti simili, ma le regole cambiano parecchio da uno all’altro.

Bonus condizionatori 2026: quando si può recuperare il 50%

Per chi vuole installare un nuovo climatizzatore, il bonus ristrutturazioni è probabilmente una delle strade più semplici da valutare.

L’agevolazione può riguardare l’installazione di un sistema di climatizzazione estiva dotato di pompa di calore. E c’è un dettaglio importante: non bisogna necessariamente avere un vecchio impianto da sostituire.

Proprio questo rende il bonus ristrutturazioni più flessibile rispetto all’ecobonus.

Il tetto previsto per gli interventi agevolabili resta fissato a 96.000 euro per unità immobiliare. Naturalmente non significa che si possano spendere 96.000 euro soltanto per il condizionatore: il limite riguarda complessivamente gli interventi che utilizzano lo stesso plafond.

Per le spese sostenute nel 2026, poi, bisogna fare una distinzione.

Quando l’intervento interessa l’abitazione principale e ricorrono le condizioni previste dalla normativa, la detrazione può arrivare al 50%. Per gli altri immobili, invece, si scende al 36%.

C’è anche un altro elemento che può rendere interessante questa soluzione. Se l’installazione del climatizzatore rientra in un intervento di manutenzione straordinaria e vengono rispettate le altre condizioni previste, può aprirsi la strada anche al bonus mobili.

Attenzione, però, ai pagamenti. Per usufruire correttamente della detrazione bisogna rispettare gli adempimenti previsti e utilizzare, quando richiesto, il bonifico parlante.

Ecobonus: il vantaggio resta, ma aumentano i requisiti

L’alternativa è l’ecobonus. Le percentuali possono essere le stesse, ma le condizioni cambiano.

Nel 2026 si può arrivare al 50% per l’abitazione principale, mentre negli altri casi la percentuale è del 36%. A fare la differenza, quindi, non è tanto l’aliquota quanto il tipo di lavoro che si sta realizzando.

Con l’ecobonus non basta comprare e montare un qualsiasi climatizzatore. L’intervento deve comportare la sostituzione totale o parziale di un impianto di climatizzazione invernale esistente con una pompa di calore ad alta efficienza.

In altre parole, chi parte da zero potrebbe trovare più adatto il bonus ristrutturazioni. Chi invece sta sostituendo il vecchio sistema di riscaldamento può avere interesse a verificare i requisiti dell’ecobonus.

Anche le caratteristiche dell’apparecchio contano. La pompa di calore deve rispettare determinati parametri tecnici, tra cui quelli individuati dall’Allegato F del decreto interministeriale del 6 agosto 2020.

In questo caso, il limite massimo della detrazione arriva a 30.000 euro.

C’è poi la questione ENEA. Per gli interventi interessati dall’obbligo occorre trasmettere i dati richiesti entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori. Meglio, quindi, non considerare l’acquisto concluso nel momento in cui l’installatore lascia casa: restano alcuni adempimenti da completare.

Conto Termico, quando il contributo può arrivare al 65%

Il Conto Termico segue una logica ancora diversa. Qui non parliamo semplicemente di una detrazione fiscale da recuperare negli anni attraverso la dichiarazione dei redditi.

L’incentivo può diventare interessante soprattutto per chi decide di sostituire un vecchio impianto di riscaldamento con una pompa di calore.

Anche in questo caso, quindi, non è sufficiente acquistare un climatizzatore nuovo. Bisogna capire cosa viene sostituito e quale apparecchio viene installato.

Inoltre, quando è prevista la rimozione del vecchio generatore, occorre conservare la documentazione relativa alla sua dismissione e al corretto smaltimento.

In alcune situazioni è possibile anche mantenere parte dell’impianto esistente e aggiungere una pompa di calore. È il cosiddetto sistema “add on”. Tuttavia, questa possibilità non vale automaticamente per qualsiasi configurazione e bisogna verificare la compatibilità tecnica tra gli apparecchi.

Il vantaggio economico può essere consistente: il contributo può infatti arrivare fino al 65%. Questo, però, non significa che ogni intervento venga rimborsato in quella misura. L’importo effettivo cambia in base alle caratteristiche della pompa di calore, alla zona climatica e agli altri parametri previsti.

Conviene comprare il condizionatore entro la fine del 2026?

Se l’acquisto era già in programma, vale sicuramente la pena controllare prima quale agevolazione si può utilizzare.

Il punto, infatti, non è semplicemente trovare il bonus con la percentuale più alta. Bisogna scegliere quello compatibile con il lavoro che si sta realmente facendo.

Per una nuova installazione, il bonus ristrutturazioni può risultare più semplice. In caso di sostituzione di un vecchio impianto, invece, diventano interessanti anche ecobonus e Conto Termico.

Prima di acquistare il climatizzatore è quindi meglio controllare le caratteristiche tecniche dell’apparecchio, verificare quale intervento verrà certificato dall’installatore e capire quali documenti sarà necessario conservare.

E soprattutto conviene guardare il calendario. Le attuali percentuali previste per il 2026 rendono il 31 dicembre una data da tenere presente per chi vuole approfittare delle condizioni oggi disponibili.

Aspettare la prossima ondata di caldo per pensarci potrebbe quindi non essere la scelta migliore. Muoversi qualche mese prima permette di valutare con più calma l’impianto da installare e, soprattutto, di capire quale agevolazione consente davvero di spendere meno.

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