Assegno di maternità 2026: aumento a 413,10 euro al mese, nuovi importi ISEE e requisiti aggiornati INPS

Febbraio 17, 2026
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Assegno di maternità 2026: importo aggiornato a 413,10 euro al mese per cinque mensilità, nuova soglia ISEE a 20.668,26 euro e requisiti previsti dalla circolare INPS.

L’assegno di maternità 2026 cambia importo. L’aggiornamento annuale, legato all’indice dei prezzi ISTAT, ha portato a un aumento della cifra mensile e alla revisione della soglia ISEE necessaria per accedere al beneficio. La nuova circolare INPS chiarisce importi, durata e requisiti per l’anno in corso.

Si tratta di una misura importante per molte famiglie. In particolare, sostiene le madri che non ricevono altre indennità di maternità o che percepiscono trattamenti economici inferiori rispetto alla soglia prevista dalla legge. Vediamo quindi nel dettaglio quanto spetta nel 2026, chi può fare domanda e quali condizioni bisogna rispettare.

Assegno di maternità 2026: nuovo importo e durata del beneficio

Per il 2026 l’importo dell’assegno di maternità, se riconosciuto in misura intera, è pari a 413,10 euro al mese. L’erogazione copre cinque mensilità, per un totale complessivo di 2.065,50 euro.

L’adeguamento deriva dalla variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo. Ogni anno, infatti, lo Stato aggiorna automaticamente l’importo per mantenere il valore reale della prestazione rispetto al costo della vita. Di conseguenza, anche nel 2026 le famiglie possono contare su una cifra leggermente più alta rispetto all’anno precedente.

Il contributo riguarda:

  • le nascite avvenute tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026;
  • gli affidamenti preadottivi;
  • le adozioni senza affidamento.

La prestazione non si prolunga oltre le cinque mensilità previste dalla normativa. Tuttavia rappresenta un aiuto concreto nei primi mesi dopo l’arrivo di un figlio, quando le spese aumentano in modo significativo.

È importante ricordare che l’assegno di maternità disciplinato dall’articolo 74 del decreto legislativo n. 151 del 2001 viene concesso dai Comuni, ma l’INPS interviene nel pagamento materiale della somma. Il meccanismo quindi coinvolge entrambe le istituzioni.

Chi può richiedere l’assegno di maternità 2026

Non tutte le madri possono accedere automaticamente al beneficio. La misura nasce per sostenere chi non riceve altre indennità di maternità oppure percepisce un trattamento inferiore all’importo previsto.

In pratica, possono presentare domanda:

  • le madri che non hanno diritto a indennità di maternità INPS;
  • le madri che ricevono un’indennità di importo inferiore;
  • in alcuni casi particolari, altri soggetti aventi diritto.

La normativa prevede infatti che il beneficio possa spettare anche:

  • al padre;
  • agli adottanti;
  • agli affidatari preadottivi;
  • all’adottante non coniugato;
  • al coniuge dell’adottante;
  • al legale rappresentante, se il genitore non può agire.

Questa apertura consente di tutelare diverse situazioni familiari, comprese adozioni e affidamenti.

Inoltre, per accedere all’assegno occorre rispettare alcuni requisiti fondamentali:

  1. Residenza in Italia al momento della nascita o dell’ingresso del minore in famiglia.
  2. Cittadinanza italiana o di uno Stato membro dell’Unione europea, oppure possesso di un valido titolo di soggiorno.

Questi criteri devono essere presenti al momento della domanda. Senza tali condizioni l’istanza non può essere accolta.

Nuova soglia ISEE 2026: limite fissato a 20.668,26 euro

Oltre all’importo mensile, nel 2026 cambia anche la soglia economica per accedere alla prestazione.

La nuova soglia ISEE è pari a 20.668,26 euro. Questo valore rappresenta il limite massimo entro cui deve rientrare l’indicatore della situazione economica equivalente del nucleo familiare.

Se l’ISEE supera questa cifra, l’assegno non spetta. Se invece rientra nella soglia prevista, la famiglia può ottenere l’importo pieno, salvo eventuali riduzioni legate alla presenza di altri trattamenti economici di maternità.

L’aggiornamento della soglia ISEE tiene conto dell’inflazione e dell’andamento generale dei prezzi. In questo modo si cerca di preservare l’equità della misura e garantire un sostegno reale alle famiglie con redditi più bassi.

Per questo motivo è fondamentale presentare una DSU aggiornata e verificare con attenzione il proprio ISEE prima di inoltrare la domanda.

Assegno di maternità dei Comuni e assegno di maternità dello Stato: le differenze

Spesso si fa confusione tra le due prestazioni previste dalla normativa. In realtà esistono differenze importanti.

L’assegno di maternità dei Comuni, disciplinato dall’articolo 74 del decreto legislativo n. 151 del 2001, rappresenta una misura assistenziale rivolta alle famiglie con determinati requisiti economici.

Diverso è invece l’assegno di maternità dello Stato, previsto dall’articolo 75 dello stesso decreto. Questa seconda misura riguarda in particolare lavoratrici con carriere discontinue o atipiche che possono vantare almeno tre mesi di contributi versati tra i 18 e i 9 mesi precedenti la nascita o l’ingresso del minore.

L’assegno dello Stato viene pagato direttamente dall’INPS ed è finanziato con fondi statali. Non si basa sul requisito ISEE, ma su requisiti contributivi specifici.

Capire la distinzione è essenziale. Molte persone presentano domanda senza sapere quale misura sia più adatta alla propria situazione. Un controllo preventivo evita errori e ritardi.

Come presentare domanda per l’assegno di maternità 2026

La richiesta dell’assegno di maternità dei Comuni va presentata al proprio Comune di residenza entro sei mesi dalla nascita del bambino o dall’ingresso del minore in famiglia.

Il Comune verifica i requisiti e trasmette i dati all’INPS per il pagamento.

È necessario allegare:

  • attestazione ISEE in corso di validità;
  • documentazione anagrafica relativa al minore;
  • eventuali dichiarazioni relative ad altri trattamenti di maternità percepiti.

Una volta approvata la domanda, l’INPS provvede all’erogazione della somma in un’unica soluzione o secondo le modalità previste.

Per l’assegno di maternità dello Stato, invece, la domanda va presentata direttamente all’INPS attraverso i canali telematici disponibili sul portale dell’Istituto o tramite patronato.

Cosa succede se si percepisce un’altra indennità di maternità

Un aspetto molto importante riguarda la compatibilità con altri trattamenti economici.

Se la madre percepisce un’indennità di maternità inferiore all’importo previsto per l’assegno dei Comuni, può ottenere la differenza fino a raggiungere la soglia massima di 413,10 euro al mese.

Se invece riceve un’indennità pari o superiore, l’assegno non spetta.

Di conseguenza, prima di fare domanda conviene verificare l’importo effettivamente percepito. Questo controllo evita respingimenti e permette di capire se si ha diritto alla misura integrativa.

Perché l’assegno di maternità 2026 è importante

Il sostegno economico alla genitorialità rappresenta una leva fondamentale per il sistema sociale. Le spese nei primi mesi di vita di un figlio crescono rapidamente: pannolini, visite mediche, prodotti per l’infanzia e attrezzature incidono sul bilancio familiare.

L’assegno di maternità non copre tutte le spese, ma offre un contributo concreto. Inoltre tutela chi non ha una posizione lavorativa stabile o non beneficia di tutele previdenziali complete.

Nel 2026 l’aumento dell’importo e l’adeguamento della soglia ISEE rafforzano la misura. Anche se l’incremento non è elevatissimo, mantiene il valore reale del contributo rispetto all’inflazione.

Attenzione alle scadenze e ai requisiti

Per non perdere il diritto al beneficio occorre rispettare alcune regole fondamentali:

  • presentare la domanda entro sei mesi;
  • avere un ISEE valido e aggiornato;
  • verificare eventuali incompatibilità con altre indennità;
  • controllare la propria posizione anagrafica e di residenza.

Un errore formale può rallentare la procedura. Per questo molte famiglie scelgono di rivolgersi a un patronato o agli uffici comunali per ricevere assistenza.

Importi più alti e nuove soglie per il 2026

L’assegno di maternità 2026 conferma il suo ruolo di sostegno alle famiglie con redditi medio-bassi. L’importo sale a 413,10 euro al mese per cinque mensilità, mentre la soglia ISEE viene fissata a 20.668,26 euro.

Chi rientra nei requisiti può contare su un contributo complessivo di 2.065,50 euro. Un aiuto che, pur non risolvendo ogni difficoltà, offre un supporto concreto nei primi mesi dopo la nascita o l’ingresso di un figlio in famiglia.

Verificare con attenzione requisiti, tempistiche e modalità di domanda resta il passo più importante per non perdere questa opportunità.

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