La Guardia di Finanza ha da poco emanato una circolare di programma per il 2026, in cui delinea le strategie operative che caratterizzeranno l’attività di controllo economico-finanziario nei prossimi mesi.
Ebbene, tra le diverse aree d’intervento emerge con particolare evidenza l’attenzione dedicata ai nuovi modelli di business digitale, con un focus specifico su influencer, blogger e content creator.
Una scelta che, evidentemente, ha come obiettivo quello di riflettere riflette l’evoluzione del mercato e la necessità di adeguare gli strumenti di controllo fiscale alle trasformazioni dell’economia di oggi.
Vediamo dunque che cosa cambia e quali saranno gli impatti per chi opera in questo settore.
Perché la Guardia di Finanza sta concentrando grande attenzione sui business digitali: influencer e content creator
I business digitali hanno trasformato radicalmente lo scenario economico degli ultimi anni, dando vita a professioni e modelli di business che fino a poco tempo fa erano praticamente inesistenti. Influencer, blogger e content creator sono oggi una realtà consolidata, capace di generare fatturati significativi attraverso collaborazioni commerciali, sponsorizzazioni e attività promozionali sui social media e sulle piattaforme digitali.
Proprio questa rapida crescita ha attirato l’attenzione della Guardia di Finanza, che nella circolare programmatica 2026 identifica il contrasto dell’economia sommersa legata ai nuovi business digitali come una priorità assoluta. Dietro profili social apparentemente personali si celano infatti spesso vere e proprie attività imprenditoriali, con flussi economici rilevanti che non sempre vengono correttamente dichiarati al fisco.
Il fenomeno dell’attività imprenditoriale occulta nel settore digitale si manifesta peraltro in diverse forme.
Pensiamo ad esempio al fatto che alcuni content creator o influencer operano senza partita IVA pur svolgendo attività commerciali continuative.
Altri invece sottostimano i compensi percepiti oppure non applicano correttamente la normativa fiscale alle collaborazioni con brand e aziende.
Proprio la difficoltà di tracciare con precisione i flussi finanziari nel mondo digitale ha favorito, in alcuni casi, comportamenti elusivi o evasivi che ora saranno oggetto di verifiche approfondite.
Le altre priorità operative delle Fiamme Gialle sono frodi IVA e illecite esternalizzazioni
Accanto al controllo sui business digitali, la circolare della Guardia di Finanza individua altre aree critiche che richiederanno un’attenzione particolare nel corso del 2026.
Tra queste spiccano le illecite esternalizzazioni di manodopera, un fenomeno non raro, che danneggia contemporaneamente l’erario e i lavoratori coinvolti: si tratta infatti di schemi fraudolenti attraverso cui le imprese cercano di ridurre artificiosamente il carico fiscale e contributivo, mascherando rapporti di lavoro dipendente come prestazioni autonome o ricorrendo a intermediazioni fittizie.
Le Fiamme Gialle punteranno inoltre i riflettori sull’abuso dei regimi agevolati in ambito doganale, un tipo di frode colpisce in particolare le importazioni di merci extraeuropee, dove l’utilizzo improprio di agevolazioni consente di immettere sul mercato prodotti a prezzi artificiosamente bassi, creando un danno concorrenziale grave per i produttori nazionali ed europei che operano nel rispetto delle regole.
Operazioni che, spesso, si accompagnano a frodi IVA che aggravano ulteriormente il danno per le casse dello Stato.
L’evasione internazionale e le piattaforme digitali per influencer, content creator e non solo
Tra gli altri temi su cui si è concentrato il programma c’è anche quello dell’internazionalizzazione dell’economia e della diffusione delle piattaforme digitali, che hanno reso sempre più complesso il contrasto all’evasione fiscale.
La circolare programmatica 2026 dedica ampio spazio a questa dimensione, indicando come obiettivi prioritari l’individuazione di stabili organizzazioni occulte sul territorio nazionale, la verifica delle corrette applicazioni delle norme sui prezzi di trasferimento e l’accertamento delle residenze fiscali effettive dei contribuenti.
Particolare attenzione verrà riservata agli adempimenti fiscali delle piattaforme digitali, un settore in fortissima espansione che negli ultimi anni ha visto praticamente raddoppiare il volume del commercio elettronico in Italia. La natura transnazionale di molte piattaforme, unite alla complessità dei modelli di business utilizzati, richiede un approccio investigativo sofisticato e una collaborazione internazionale sempre più stretta tra le autorità fiscali dei diversi Paesi.
Controllo della spesa pubblica e tutela del mercato
Le priorità operative della Guardia di Finanza per il 2026 abbracciano anche il controllo della spesa pubblica. Particolare rilevanza assumono le attività finalizzate a prevenire fenomeni corruttivi e frodi nell’erogazione di risorse pubbliche e nella gestione degli appalti: un impegno che le Fiamme Gialle estendono anche al settore sanitario e ai fondi destinati al diritto allo studio, ambiti particolarmente delicati per la loro rilevanza sociale.
Un capitolo a parte merita poi il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che nel 2026 attraverserà la fase conclusiva con scadenza fissata al 30 giugno. I controlli sui fondi europei destinati alla realizzazione degli obiettivi del PNRR continueranno con l’obiettivo di intercettare tempestivamente frodi e irregolarità, garantendo al contempo il recupero effettivo delle somme indebitamente percepite.
La tutela del mercato dei capitali, beni e servizi rappresenta la terza grande area di priorità identificata dalla circolare. L’obiettivo è assicurare un presidio costante di legalità economico-finanziaria, valorizzando le professionalità del personale della Guardia di Finanza nella capacità di analizzare in modo unitario e intersettoriale i fenomeni economici e le dinamiche criminali.
Indagini economico-patrimoniali: il fulcro dell’azione di controllo
Al centro dell’attività della Guardia di Finanza rimangono le indagini economico-patrimoniali, considerate il vero baricentro operativo del Corpo, strumenti investigativi che permettono di selezionare i soggetti caratterizzati da elevata pericolosità fiscale, far emergere nuove tendenze fraudolente e individuare le organizzazioni criminali responsabili di complesse operazioni illecite.
L’approccio patrimoniale consente inoltre di ricostruire i patrimoni accumulati illecitamente, anche quando coinvolgono organizzazioni criminali strutturate, rappresentando uno strumento essenziale non solo per il recupero delle somme evase ma anche per contrastare efficacemente il riciclaggio di denaro.