Affitti brevi, annullato l’obbligo di identificazione de visu: cosa cambia per host e gestori | La Guida

Agosto 20, 2025
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Il TAR Lazio annulla la Circolare del Viminale sull’identificazione de visu per gli ospiti delle locazioni brevi. Scopri cosa cambia per proprietari, gestori e piattaforme con questa svolta normativa.

Una svolta per le locazioni brevi: annullata la circolare sullโ€™identificazione fisica degli ospiti

Nel mondo della ricettivitร  extralberghiera, una novitร  importante ha recentemente modificato il quadro normativo per chi opera nel settore degli affitti brevi. Con la sentenza n. 10210/2025, il TAR del Lazio ha annullato la Circolare del Ministero dellโ€™Interno emessa nel novembre 2024, che imponeva lโ€™identificazione de visu degli ospiti.

La decisione rappresenta una vittoria per i gestori di case vacanza, B&B e appartamenti in locazione turistica, in particolare grazie allโ€™azione della Fare โ€“ Federazione associazioni ricettivitร  extralberghiera, che aveva sollevato la questione. Ma cosa significa, nel concreto, questo annullamento? E quali sono le conseguenze pratiche per chi affitta?

Vediamolo nel dettaglio.

La circolare del Viminale: cosa prevedeva

Nel novembre 2024, il Ministero dellโ€™Interno aveva pubblicato la Circolare n. 0038138, introducendo lโ€™obbligo per le strutture ricettive di procedere allโ€™identificazione fisica โ€“ o โ€œde visuโ€ โ€“ degli ospiti. Questa misura nasceva in un contesto di aumento dei flussi turistici, dovuto anche agli eventi legati al Giubileo e alla situazione internazionale, che richiedeva โ€“ secondo il Ministero โ€“ un rafforzamento delle misure di sicurezza.

In particolare, il Viminale riteneva non sufficienti le modalitร  di self check-in da remoto, ovvero:

  • invio telematico dei documenti dโ€™identitร ;
  • accesso alla struttura tramite codici o key boxes;
  • assenza di contatto diretto tra host e ospite.

Secondo la Circolare, queste modalitร  โ€œscavalcavanoโ€ la fase di identificazione personale, rendendo inefficace il controllo previsto dallโ€™art. 109 del TULPS (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza). In altre parole, lโ€™identificazione a distanza non era piรน considerata conforme alle normative di pubblica sicurezza.

Per questo motivo, a partire dal 18 novembre 2024, era stato imposto ai gestori lโ€™obbligo di verificare fisicamente lโ€™identitร  dellโ€™ospite al momento dellโ€™arrivo, anche nel caso di locazioni gestite a distanza o tramite piattaforme digitali.

Perchรฉ il TAR ha annullato lโ€™obbligo di identificazione de visu

Con la sentenza n. 10210/2025 del 27 maggio, il TAR Lazio โ€“ Sezione I Ter ha ritenuto illegittimo lโ€™obbligo imposto dalla Circolare. Il Tribunale ha accolto le argomentazioni presentate da FARE, sottolineando che la Circolare:

  • non ha valore interpretativo, ma introduce un nuovo obbligo non previsto dalla legge;
  • contrasta con la normativa vigente, che ha giร  previsto una semplificazione degli adempimenti per le imprese;
  • non rispetta il principio di proporzionalitร , in quanto impone un vincolo che non garantisce una maggiore sicurezza.

Vediamo meglio i punti chiave su cui si รจ basata la decisione del TAR.

Contrasto con la legge: la modifica del TULPS

Il TAR ha richiamato le modifiche introdotte dal Decreto Legge n. 201/2011, che ha semplificato alcuni obblighi previsti dal TULPS. In particolare, lโ€™articolo 40 del decreto ha modificato il comma 3 dellโ€™art. 109 TULPS, eliminando oneri considerati non indispensabili per la sicurezza pubblica, come appunto lโ€™obbligo di identificazione fisica degli ospiti.

La Circolare del 2024, secondo il TAR, ha ignorato questa evoluzione normativa, reintroducendo una prassi ormai superata. Di fatto, ha imposto un obbligo che la legge aveva volontariamente eliminato per favorire la snellezza amministrativa e lโ€™efficienza delle attivitร  imprenditoriali, soprattutto nel settore turistico.

Il principio di proporzionalitร 

Un altro punto decisivo รจ stato il principio di proporzionalitร , elemento fondamentale nel diritto amministrativo. Secondo il TAR, lโ€™identificazione de visu non รจ uno strumento proporzionato agli obiettivi che la Circolare voleva perseguire, ossia ordine e sicurezza pubblica.

Infatti, la verifica dellโ€™identitร  al momento del check-in non impedisce che lโ€™alloggio venga poi utilizzato da soggetti terzi, magari non identificati. Un ospite puรฒ comunque consegnare le chiavi ad altri, vanificando lโ€™effetto dellโ€™identificazione iniziale.

Quindi, secondo i giudici, il provvedimento:

  • non era idoneo a garantire realmente maggiore sicurezza;
  • era eccessivo rispetto al fine perseguito;
  • non era sorretto da unโ€™istruttoria adeguata.

In altre parole, si รจ trattato di un provvedimento sproporzionato e ingiustificato, che imponeva un onere pesante ai gestori senza reali benefici per la collettivitร .

Lโ€™impatto per host, property manager e piattaforme

Con lโ€™annullamento della Circolare, si ritorna alla situazione normativa precedente al 18 novembre 2024. Questo significa che:

  • non รจ piรน obbligatoria lโ€™identificazione fisica dellโ€™ospite;
  • restano valide le modalitร  di check-in da remoto;
  • i gestori possono tornare a usare key box, codici di accesso e piattaforme automatizzate.

Per chi lavora nel settore, soprattutto per le microimprese e property manager digitali, si tratta di un alleggerimento burocratico significativo. Lโ€™identificazione de visu, infatti, avrebbe comportato:

  • maggiore impegno operativo, specie per chi gestisce da remoto;
  • costi aggiuntivi, come personale in loco o servizi di terzi;
  • rischi per la sostenibilitร  del modello di business, basato sulla flessibilitร  e lโ€™automazione.

Inoltre, molti operatori avevano giร  implementato sistemi tecnologici avanzati per garantire sicurezza e tracciabilitร , come la verifica automatica dei documenti, lโ€™invio dei dati alla questura tramite il Portale Alloggiati Web e sistemi di videosorveglianza allโ€™ingresso.

Il ruolo decisivo della FARE

La Fare โ€“ Federazione associazioni ricettivitร  extralberghiera ha avuto un ruolo chiave nella vicenda. รˆ stata infatti lโ€™associazione a impugnare la Circolare, evidenziandone gli effetti negativi per il settore.

Secondo il presidente della Federazione, questa sentenza rappresenta un importante riconoscimento di un principio fondamentale: la sicurezza non deve essere usata come pretesto per ostacolare lโ€™innovazione e appesantire ingiustamente le attivitร  regolari.

In effetti, la posizione della FARE ha trovato eco in gran parte del settore, che da tempo chiede:

  • maggiore chiarezza normativa;
  • equilibrio tra sicurezza e libertร  dโ€™impresa;
  • soluzioni che non penalizzino chi opera legalmente e in trasparenza.

Verso una nuova regolamentazione sull’indentificazione?

La vicenda dellโ€™identificazione de visu riapre il dibattito sulla regolamentazione delle locazioni brevi in Italia. Mentre alcune amministrazioni locali spingono per restrizioni piรน rigide, il settore richiede norme coerenti, proporzionate e in linea con lโ€™innovazione tecnologica.

Una possibile direzione futura potrebbe essere:

  • la definizione di standard digitali nazionali per il check-in da remoto;
  • lโ€™integrazione con basi dati pubbliche per la verifica delle identitร ;
  • il rafforzamento della collaborazione tra gestori e autoritร  di pubblica sicurezza.

Nel frattempo, la sentenza del TAR Lazio segna un precedente importante, che potrebbe influenzare anche altre decisioni simili in futuro.

Lโ€™annullamento della Circolare sullโ€™identificazione fisica degli ospiti rappresenta una svolta per lโ€™intero settore delle locazioni brevi. Grazie allโ€™azione legale della FARE, il TAR Lazio ha chiarito che non รจ possibile introdurre nuovi obblighi burocratici senza base normativa, soprattutto quando questi si rivelano inefficaci e sproporzionati.

Per i gestori, host e property manager, torna quindi la possibilitร  di operare con flessibilitร , sfruttando le potenzialitร  della tecnologia senza il timore di sanzioni legate a procedure di check-in ormai consolidate e legittime.

Tuttavia, la vicenda mostra anche quanto sia urgente un quadro normativo chiaro e stabile, capace di tutelare la sicurezza pubblica senza frenare lo sviluppo di un settore strategico per il turismo italiano.

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