Il TAR Lazio annulla la Circolare del Viminale sull’identificazione de visu per gli ospiti delle locazioni brevi. Scopri cosa cambia per proprietari, gestori e piattaforme con questa svolta normativa.
Una svolta per le locazioni brevi: annullata la circolare sullโidentificazione fisica degli ospiti
Nel mondo della ricettivitร extralberghiera, una novitร importante ha recentemente modificato il quadro normativo per chi opera nel settore degli affitti brevi. Con la sentenza n. 10210/2025, il TAR del Lazio ha annullato la Circolare del Ministero dellโInterno emessa nel novembre 2024, che imponeva lโidentificazione de visu degli ospiti.
La decisione rappresenta una vittoria per i gestori di case vacanza, B&B e appartamenti in locazione turistica, in particolare grazie allโazione della Fare โ Federazione associazioni ricettivitร extralberghiera, che aveva sollevato la questione. Ma cosa significa, nel concreto, questo annullamento? E quali sono le conseguenze pratiche per chi affitta?
Vediamolo nel dettaglio.
La circolare del Viminale: cosa prevedeva
Nel novembre 2024, il Ministero dellโInterno aveva pubblicato la Circolare n. 0038138, introducendo lโobbligo per le strutture ricettive di procedere allโidentificazione fisica โ o โde visuโ โ degli ospiti. Questa misura nasceva in un contesto di aumento dei flussi turistici, dovuto anche agli eventi legati al Giubileo e alla situazione internazionale, che richiedeva โ secondo il Ministero โ un rafforzamento delle misure di sicurezza.
In particolare, il Viminale riteneva non sufficienti le modalitร di self check-in da remoto, ovvero:
- invio telematico dei documenti dโidentitร ;
- accesso alla struttura tramite codici o key boxes;
- assenza di contatto diretto tra host e ospite.
Secondo la Circolare, queste modalitร โscavalcavanoโ la fase di identificazione personale, rendendo inefficace il controllo previsto dallโart. 109 del TULPS (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza). In altre parole, lโidentificazione a distanza non era piรน considerata conforme alle normative di pubblica sicurezza.
Per questo motivo, a partire dal 18 novembre 2024, era stato imposto ai gestori lโobbligo di verificare fisicamente lโidentitร dellโospite al momento dellโarrivo, anche nel caso di locazioni gestite a distanza o tramite piattaforme digitali.
Perchรฉ il TAR ha annullato lโobbligo di identificazione de visu
Con la sentenza n. 10210/2025 del 27 maggio, il TAR Lazio โ Sezione I Ter ha ritenuto illegittimo lโobbligo imposto dalla Circolare. Il Tribunale ha accolto le argomentazioni presentate da FARE, sottolineando che la Circolare:
- non ha valore interpretativo, ma introduce un nuovo obbligo non previsto dalla legge;
- contrasta con la normativa vigente, che ha giร previsto una semplificazione degli adempimenti per le imprese;
- non rispetta il principio di proporzionalitร , in quanto impone un vincolo che non garantisce una maggiore sicurezza.
Vediamo meglio i punti chiave su cui si รจ basata la decisione del TAR.
Contrasto con la legge: la modifica del TULPS
Il TAR ha richiamato le modifiche introdotte dal Decreto Legge n. 201/2011, che ha semplificato alcuni obblighi previsti dal TULPS. In particolare, lโarticolo 40 del decreto ha modificato il comma 3 dellโart. 109 TULPS, eliminando oneri considerati non indispensabili per la sicurezza pubblica, come appunto lโobbligo di identificazione fisica degli ospiti.
La Circolare del 2024, secondo il TAR, ha ignorato questa evoluzione normativa, reintroducendo una prassi ormai superata. Di fatto, ha imposto un obbligo che la legge aveva volontariamente eliminato per favorire la snellezza amministrativa e lโefficienza delle attivitร imprenditoriali, soprattutto nel settore turistico.
Il principio di proporzionalitร
Un altro punto decisivo รจ stato il principio di proporzionalitร , elemento fondamentale nel diritto amministrativo. Secondo il TAR, lโidentificazione de visu non รจ uno strumento proporzionato agli obiettivi che la Circolare voleva perseguire, ossia ordine e sicurezza pubblica.
Infatti, la verifica dellโidentitร al momento del check-in non impedisce che lโalloggio venga poi utilizzato da soggetti terzi, magari non identificati. Un ospite puรฒ comunque consegnare le chiavi ad altri, vanificando lโeffetto dellโidentificazione iniziale.
Quindi, secondo i giudici, il provvedimento:
- non era idoneo a garantire realmente maggiore sicurezza;
- era eccessivo rispetto al fine perseguito;
- non era sorretto da unโistruttoria adeguata.
In altre parole, si รจ trattato di un provvedimento sproporzionato e ingiustificato, che imponeva un onere pesante ai gestori senza reali benefici per la collettivitร .
Lโimpatto per host, property manager e piattaforme
Con lโannullamento della Circolare, si ritorna alla situazione normativa precedente al 18 novembre 2024. Questo significa che:
- non รจ piรน obbligatoria lโidentificazione fisica dellโospite;
- restano valide le modalitร di check-in da remoto;
- i gestori possono tornare a usare key box, codici di accesso e piattaforme automatizzate.
Per chi lavora nel settore, soprattutto per le microimprese e property manager digitali, si tratta di un alleggerimento burocratico significativo. Lโidentificazione de visu, infatti, avrebbe comportato:
- maggiore impegno operativo, specie per chi gestisce da remoto;
- costi aggiuntivi, come personale in loco o servizi di terzi;
- rischi per la sostenibilitร del modello di business, basato sulla flessibilitร e lโautomazione.
Inoltre, molti operatori avevano giร implementato sistemi tecnologici avanzati per garantire sicurezza e tracciabilitร , come la verifica automatica dei documenti, lโinvio dei dati alla questura tramite il Portale Alloggiati Web e sistemi di videosorveglianza allโingresso.
Il ruolo decisivo della FARE
La Fare โ Federazione associazioni ricettivitร extralberghiera ha avuto un ruolo chiave nella vicenda. ร stata infatti lโassociazione a impugnare la Circolare, evidenziandone gli effetti negativi per il settore.
Secondo il presidente della Federazione, questa sentenza rappresenta un importante riconoscimento di un principio fondamentale: la sicurezza non deve essere usata come pretesto per ostacolare lโinnovazione e appesantire ingiustamente le attivitร regolari.
In effetti, la posizione della FARE ha trovato eco in gran parte del settore, che da tempo chiede:
- maggiore chiarezza normativa;
- equilibrio tra sicurezza e libertร dโimpresa;
- soluzioni che non penalizzino chi opera legalmente e in trasparenza.
Verso una nuova regolamentazione sull’indentificazione?
La vicenda dellโidentificazione de visu riapre il dibattito sulla regolamentazione delle locazioni brevi in Italia. Mentre alcune amministrazioni locali spingono per restrizioni piรน rigide, il settore richiede norme coerenti, proporzionate e in linea con lโinnovazione tecnologica.
Una possibile direzione futura potrebbe essere:
- la definizione di standard digitali nazionali per il check-in da remoto;
- lโintegrazione con basi dati pubbliche per la verifica delle identitร ;
- il rafforzamento della collaborazione tra gestori e autoritร di pubblica sicurezza.
Nel frattempo, la sentenza del TAR Lazio segna un precedente importante, che potrebbe influenzare anche altre decisioni simili in futuro.
Lโannullamento della Circolare sullโidentificazione fisica degli ospiti rappresenta una svolta per lโintero settore delle locazioni brevi. Grazie allโazione legale della FARE, il TAR Lazio ha chiarito che non รจ possibile introdurre nuovi obblighi burocratici senza base normativa, soprattutto quando questi si rivelano inefficaci e sproporzionati.
Per i gestori, host e property manager, torna quindi la possibilitร di operare con flessibilitร , sfruttando le potenzialitร della tecnologia senza il timore di sanzioni legate a procedure di check-in ormai consolidate e legittime.
Tuttavia, la vicenda mostra anche quanto sia urgente un quadro normativo chiaro e stabile, capace di tutelare la sicurezza pubblica senza frenare lo sviluppo di un settore strategico per il turismo italiano.