Novità su strada 2025 a proposito di parco veicoli decennali nell’UE

Maggio 12, 2025
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Revisione veicoli decennali

Parliamo della proposta, intervenuta dalla Commissione Europea, concernente i veicoli decennali, e ne nuove norme che ne scaturirebbero in termini di sicurezza stradale, immatricolazione, e digitalizzazione dei documenti. Il tutto con occhio attento alle innovazioni contenute nelle misure proposte.

Contesto e obiettivi della proposta della Commissione UE

Lo scorso 24 aprile, la Commissione europea ha avanzato una proposta relativa all’aggiornamento delle norme dell’UE attinenti agli ambiti della sicurezza stradale e dell’immatricolazione dei veicoli. Gli obiettivi che riguardano la proposta sono i seguenti. Da un lato si vuole apportare una miglioria alla sicurezza stradale, onde pervenire a una riduzione degli incidenti, quindi di ferimenti e decessi lungo le strade.

Dall’altro lato, quel che si vuole è migliorare la qualità dell’aria che si respira, con una limitazione delle emissioni nocive dei veicoli, specie quelli più obsoleti che incidono maggiormente sul rilascio d’emissioni. E poi, si desidera ancora favorire la digitalizzazione dei documenti veicolari, a semplificazione dei processi amministrativi e di controllo.

In definitiva, si ha, dalla parte della Commissione UE, una proposta dalla triplice finalità, e che per attuarla si concentra su degli aggiornamenti normativi che riguardano sia i documenti digitali dei veicoli che la revisione annuale dei veicoli obsoleti (e con quest’ultimo aspetto si otterrebbe tanto il controllo delle emissioni che una maggiore prevenzione degli incidenti).

La proposta in dettaglio della Commissione UE

Entrando più nel merito delle proposte della Commissione, l’enfasi è posta sull’integrazione delle nuove tecnologie, ma anche su un rafforzamento delle ispezioni dei veicoli, e sui certificati digitali.

Per quanto attiene all’integrazione delle nuove tecnologie, la Commissione prende atto nella sua proposta dei progressi di sviluppo che hanno riguardato i veicoli elettrici e i sistemi d’assistenza alla guida. Si pensi, sull’ultimo punto, ai sistemi di frenata automatica e a quelli del mantenimento di corsia, quali esempi validi di ciò. 

Le ispezioni rafforzate

A seguire, sul fronte delle ispezioni rafforzate, la proposta contempla un sistema d’ispezioni tecniche periodiche (ITP) a più alto grado di rigorosità, e non vi fanno eccezione neppure veicoli elettrici e dotati di sistemi avanzati di sicurezza. D’altro canto, i veicoli piuttosto datati (che superano i 10 anni), dovrebbero andare incontro ad ispezioni a cadenza annuale. Completa il quadro un sistema di test più avanzati delle emissioni, test finalizzati propria all’individuazione di veicoli ad emissioni elevate. A detto proposito, una particolare attenzione è indirizzata a scoprire le vetture manomesse, attraverso sistemi di manipolazione dei dati o rollback del contachilometri, ad esempio. 

La certificazione digitale

Sul fronte della certificazione digitale, quel che è stato previsto dalla Commissione si riferisce, anche qui, a novità molto rilevanti. Si parla dell’introduzione di certificati d’immatricolazione elettronici, così come del periodico controllo digitale e della condivisione dei dati tramite piattaforme digitali d’uso comune. Infine, sempre su questo versante, la Commissione ha altresì pensato di puntare su una maggiore protezione contro le frodi, quale può essere la manomissione del contachilometri.

Le facilitazioni ai residenti temporanei in altri Stati UE

In riferimento a tutto quanto descritto, sono state inserite, nella proposta, delle facilitazioni rivolte ai residenti temporanei in altri Stati UE, dovutamente alle ispezioni tecniche. Nel dettaglio, si prevede una piattaforma comune a livello di Unione Europea, e il riconoscimento reciproco dei certificati revisionali. Gli effetti riportati sarebbero quelli d’incremento dell’efficienza e diminuzione di tempi e costi associati alle verifiche veicolari. I controlli sarebbero riconosciuti anche negli altri Stati membri per un periodo di sei mesi, in sostanza una facilitazione della circolazione transfrontaliera dei veicoli senza dover ripetere le ispezioni in ogni Paese.

Il quadro normativo da aggiornare per i veicoli decennali

Viste tutte le finalità, le norme comunitarie da aggiornare si rinvengono in quelle che disciplinano i controlli periodici (PTI), con nuove verifiche obbligatorie sui veicoli. E poi i documenti d’immatricolazione, con nuovi certificati e documenti ufficiali attestanti la proprietà e la regolarità del veicolo. Anche le normative sui controlli su strada (PTI) ne risulterebbero modificate, anche a proposito dei veicoli commerciali.

Si tratta d’aggiornamenti importanti perché, per quanto si stima, fra il 2026 e il 2050 le norme, da inserire nei vari ordinamenti giuridici per mezzo della suddetta proposta, sarebbero in grado di salvare all’incirca 7.000 vite umane, e prevenire circa 65.000 ferimenti gravi. La procedura d’approvazione prevede il passaggio da Parlamento Europeo e Consiglio, in conformità con la procedura legislativa ordinaria. E, avuta l’approvazione degli atti, questi dovrebbero essere attuati mediante degli atti delegati e d’esecuzione che incidano sulle procedure attualmente in esecuzione. Strumenti, questi ultimi, certamente meno impegnativi rispetto ad una nuova direttiva.

I veicoli decennali e ultradecennali insicuri e obsoleti

In tema di veicoli insicuri e obsoleti, vediamo come la proposta ne tratta. I veicoli non sicuri sono quelli che contribuiscono, per determinate caratteristiche, a incidenti, decessi e ferimenti. Il quadro normativo attualmente in vigore nell’ambito comunitario, emanato nel 2014, è ora giudicato non sufficiente alla luce dell’evoluzione tecnologica nel frattempo intervenuta.

Vi sono poi i veicoli altamente inquinanti e rumorosi, responsabili d’una sproporzionata quota d’emissioni nocive, oltre che d’inquinamento acustico. E inoltre si terrebbe maggiormente conto dell’invecchiamento del parco veicoli. Ciò si rivolge a contrastare il rischio di frode, come appunto il rollback del contachilometri, con un monitoraggio più attento e puntuale delle condizioni delle vetture. Le norme attuali, infatti, sono ritenute ormai obsolete e non adeguate, specie in riferimento alle nuove tecnologie, ma anche alle più stringenti esigenze di tutela ambientale.

In definitiva, quel che si propone è l’aggiornamento di norme che, nella nuova formulazione, regolerebbero meglio i veicoli inquinanti e rumorosi, prevedrebbero le frodi con l’ausilio delle moderne tecnologie di verifica del chilometraggio, e rafforzerebbero i controlli su veicoli vecchi e obsoleti. Il tutto, come abbiamo visto, influirebbe beneficamente anche sulla cooperazione transfrontaliera.

Le misure che incideranno sui veicoli decennali

Per parlare delle misure concrete da attuare, si tratterebbe, qualora la proposta venisse approvata, dell’adattamento dei test alle nuove tecnologie delle automobili, con revisioni tecniche periodiche più rigorose, anche sul software e i sistemi elettronici di sicurezza.

Verrebbero effettuati dei nuovi test sui veicoli decennali dalle alte emissioni, ivi compresi quelli manomessi, grazie a metodiche all’avanguardia per particelle ultrafini e Nox (biossido di azoto). E, per quel che concerne la lotta alle frodi, avrebbe luogo la registrazione delle letture dei contachilometri nelle banche dati nazionali, anche a facilitazione dello scambio transfrontaliero dei dati, di modo da individuare agevolmente le manipolazioni. Le revisioni annuali sarebbero relative ai veicoli e furgoni con datazione oltre i 10 anni.

In merito alla digitalizzazione, i certificati d’immatricolazione verrebbero rilasciati in formato elettronico, e inoltre vi sarebbero check periodici digitali e lo scambio di dati tramite le predette piattaforme comuni. Laddove il provvedimento entrasse in vigore, i cittadini europei fruirebbero oltretutto della garanzia che, i controlli tecnici effettuati da uno Stato UE vengano automaticamente riconosciuti in qualsivoglia altro Stato, per un decorso pari a sei mesi. Ripercussioni in positivo anche per la governance dei dati, vista la semplificazione dell’accesso, ad opera dei centri di prova, ai dati tecnici dei veicoli, a totale vantaggio dell’efficienza e della collaborazione tra enti.

Cosa attenderci in conclusione dal probabile intervento

Dalla trattazione possiamo concludere che, la proposta messa in campo dalla Commissione UE, si qualifica come strumento atto a rendere il parco auto, nell’intero territorio dell’Unione, più sicuro, e congiuntamente più ecologico e più digitale. Con aggiornamenti normatici sui controlli tecnici, la digitalizzazione documentale e la regolamentazione di vetture obsolete e inquinanti, si vuole far calare il tasso degli incidenti, ridurre le emissioni inquinanti e portare avanti una lotta alle frodi. Non resta che attendere, dunque, se il procedimento legislativo andrà o meno a buon fine, e se Parlamento e Consiglio adotteranno gli attesi atti delegati e d’esecuzione, funzionalmente a un’applicazione uniforme ed efficace in tutta l’UE.

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