Adozione internazionale: requisiti, presupposti, procedimento ed effetti

Gennaio 2, 2024
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Adozione internazionale
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L’adozione internazionale รจ un tema complesso e delicato che coinvolge il diritto internazionale, le normative nazionali e le questioni umanitarie. Questo tema รจ correlato a numerosi aspetti giuridici, sociali ed etici. L’obiettivo รจ quello di garantire il benessere del minore adottato.

Contesto internazionale

Il primo passo per comprendere l’adozione internazionale nel diritto รจ esaminare il contesto internazionale in cui avviene. Organizzazioni come l’UNICEF e la Convenzione dell’Aja svolgono un ruolo significativo nel fornire linee guida e normative per facilitare le adozioni internazionali.

La Convenzione dell’Aja sull’adozione internazionale, ad esempio, stabilisce standard globali per garantire la protezione dei diritti del bambino durante il processo di adozione.

Procedure e Requisiti

Le procedure di adozione internazionale sono rigorose e variano da paese a paese. Spesso coinvolgono controlli approfonditi dei futuri genitori adottivi, inclusi controlli penali e visite domiciliari. Questi requisiti mirano a garantire che i genitori adottivi siano idonei e in grado di fornire un ambiente sicuro e amorevole per il bambino. Inoltre, la documentazione accurata e la conformitร  alle leggi locali e internazionali sono essenziali per il successo dell’adozione.

Aspetti giuridici

L’adozione internazionale richiede una comprensione approfondita delle leggi e delle normative sia nel paese di origine del bambino che nel paese dei genitori adottivi. Gli accordi internazionali e le convenzioni svolgono un ruolo cruciale nel determinare le procedure e i diritti coinvolti nel processo. Il rispetto dei diritti umani, in particolare quelli del bambino, รจ un principio cardine in queste normative.

Questioni etiche

Le questioni etiche circondano spesso l’adozione internazionale, concentrandosi sulla possibilitร  di sfruttamento o abuso del sistema. La tutela dei diritti del bambino รจ fondamentale, e le organizzazioni coinvolte devono garantire che l’interesse superiore del minore sia sempre al centro del processo. La trasparenza e l’integritร  sono essenziali per evitare situazioni in cui l’adozione potrebbe essere influenzata da motivazioni economiche o altre pressioni.

Implicazioni sociali

L’adozione internazionale ha profonde implicazioni sociali per tutti gli attori coinvolti. Per il bambino, significa spesso l’inizio di una nuova vita in un ambiente culturalmente diverso. Per i genitori adottivi, comporta l’integrazione di un nuovo membro nella propria famiglia, con tutte le sfide e le gioie che ne derivano. La comunitร  circostante gioca un ruolo cruciale nel sostenere l’adozione internazionale, contribuendo a creare un ambiente accogliente e inclusivo.

Definizione di adozione internazionale

Con l’espressione “adozione internazionale” si fa riferimento a quel complesso meccanismo, dagli importanti risvolti etici e giuridici, che puรฒ riguardare:

  • l’adozione di minori stranieri residenti all’estero da parte di cittadini italiani;
  • l’adozione di minori italiani residenti in Italia da parte di cittadini italiani residenti all’estero o persone straniere.

Con lo strumento dell’adozione internazionale รจ possibile fare acquisire all’adottato lo status di figlio legittimo riconosciuto come tale sotto tutti i punti di vista.

Ma รจ sempre possibile l’adozione? La risposta a questa domanda รจ negativa. Gli aspiranti genitori adottivi devono essere in possesso di specifici requisiti di legge che a breve analizzeremo.

Competenza in materia di adozione internazionale

La Convenzione dell’Aia regola l’adozione internazionale, istituendo un meccanismo di collaborazione tra le Autoritร  Centrali dei paesi aderenti. In Italia, tale responsabilitร  รจ affidata alla Commissione per le Adozioni Internazionali.

Secondo la Convenzione, il bambino ha il diritto di crescere nella propria famiglia e nel proprio paese d’origine. Tuttavia, quando ciรฒ non risulta fattibile, si valuta l’opzione dell’adozione internazionale, sempre e solo nel rispetto dell’interesse supremo del minore.

In Italia, le coppie interessate ad adottare un bambino straniero devono fare riferimento agli organismi autorizzati dalla Commissione per le Adozioni Internazionali. Questi enti hanno il ruolo di assistere i futuri genitori lungo il percorso adottivo, fornendo dettagli sulle procedure, i tempi e i costi dell’adozione.

L’elenco degli Enti Autorizzati รจ accessibile tramite il sito ufficiale della Commissione. A meno che non sussistano circostanze eccezionali, tali enti sono accreditati nei paesi di origine dei bambini. Va notato che, in ciascun paese, operano solo enti specificamente designati per svolgere questa importante funzione.

Requisiti per l’adozione internazionale

I requisiti per l’adozione internazionale coincidono con quelli stabiliti per l’adozione nazionale e sono definiti dall’articolo 6 della legge 184/83, come emendato dalla legge 149/2001.

L’adozione รจ consentita a:

  • coniugi legalmente sposati da almeno tre anni, o per un periodo inferiore qualora abbiano
  • convissuto stabilmente prima del matrimonio per almeno tre anni, come accertato dal tribunale per i minorenni;
  • coniugi tra i quali non esista nรฉ sia avvenuta una separazione personale, neppure di fatto, negli ultimi tre anni.

Per quanto riguarda l’etร  degli adottanti, dev’essere superiore di almeno diciotto anni e non superiore di quarantacinque anni rispetto all’etร  dell’adottando, con la possibilitร  di derogare in casi di grave danno per il minore.

Inoltre, l’adozione non รจ esclusa quando il limite massimo di etร  degli adottanti รจ superato da uno solo di essi, purchรฉ non oltrepassi i dieci anni.

Presupposti per l’adozione internazionale

Tre sono i presupposti richiesti affinchรฉ si possa considerare legittima e possibile l’adozione internazionale:

  • presenza di un minore che si trovi in stato di abbandono;
  • presenza di un minore privato dai genitori di assistenza materiale e morale;
  • minore abbandonato o privo di tutela materiale e morale e per il quale lo Stato di origine non possa garantire nessuna forma di tutela.

Dichiarazione di disponibilitร  all’adozione internazionale

Gli aspiranti genitori adottivi di un minore straniero residente all’estero, devono presentare una dichiarazione di disponibilitร  all’adozione internazionale.

Quest’ultima รจ destinata al tribunale per i minorenni localizzato nel distretto di residenza degli aspiranti adottanti. Con la dichiarazione, gli adulti chiedono al tribunale la dichiarazione di idoneitร  all’adozione internazionale.

Per quanto riguarda invece i cittadini italiani residenti all’estero, l’organo competente ad accogliere la dichiarazione e ad accertarne la idoneitร  รจ il tribunale per i minorenni del distretto in cui si trova il luogo della loro ultima residenza; in mancanza, รจ il tribunale per i minorenni di Roma.

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Indagine sulle famiglie

Prima di procedere con la dichiarazione di idoneitร , i servizi degli Enti locali procedono con una indagine familiare che riguarda le coppie che hanno intenzione di procedere con l’adozione internazionale.

Gli Enti locali hanno il compito di stilare un fascicolo informativo che riporti notizie sulla storia familiare, sociale e personale degli aspiranti genitori adottivi. Fatto ciรฒ, gli Enti locali stilano una relazione che si invia al tribunale per i minorenni.

Decisione del tribunale per i minorenni e decreto di idoneitร 

Ricevuta e studiata la relazione predisposta dagli Enti locali, il tribunale convoca gli aspiranti genitori adottivi e se lo ritiene necessario, approfondisce alcuni aspetti legati alla loro sfera personale o familiare.

Se si soddisfano tutti i requisiti legali previsti dalla legge, il giudice emette il decreto di idoneitร .

Validitร  del decreto di idoneitร  e affidamento preadottivo

Il decreto di idoneitร  rimane valido per l’intera durata della procedura di adozione, la quale deve essere avviata entro un anno dalla comunicazione del decreto. Tutti i documenti, inclusi il decreto e la relazione, vengono tempestivamente inviati alla Commissione per le Adozioni Internazionali. Se specificato dagli aspiranti genitori, la documentazione viene anche trasmessa all’ente autorizzato scelto per gestire l’intero processo adottivo.

Nel caso in cui non sia stato indicato un ente autorizzato, gli aspiranti genitori devono conferire l’incarico a un ente che si occupi di tutta la procedura di adozione. Questo ente gestirร  l’intero processo, mantenendo contatti con gli aspiranti genitori e l’autoritร  straniera responsabile dell’adozione.

Al termine della procedura, l’autoritร  straniera emette un provvedimento che autorizza o meno l’adozione o, in alternativa, l’affidamento del minore ai futuri genitori adottivi. Tale provvedimento viene trasmesso in Italia all’ente, che a sua volta lo invia alla Commissione. Quest’ultima, dopo aver valutato le conclusioni dell’ente, decide se l’adozione risponde al superiore interesse del minore e, in caso affermativo, autorizza l’ingresso e la residenza permanente del minore in Italia.

Con l’emissione della dichiarazione di autorizzazione da parte della Commissione, il minore arriva in Italia accompagnato dai genitori adottivi, con i quali stabilirร  la sua residenza permanente.

Se l’autoritร  straniera emette un provvedimento di affidamento, il tribunale per i minorenni lo riconosce come affidamento preadottivo, convalidato per un anno dal momento dell’inserimento del minore nella nuova famiglia. Superato questo periodo, se ritenuto nell’interesse del minore, il tribunale puรฒ pronunciare l’adozione.

Dopo l’arrivo del bambino in Italia e il completamento dell’eventuale periodo di affidamento preadottivo, la procedura si conclude con l’ordine emesso dal Tribunale per i Minorenni per la trascrizione del provvedimento di adozione nei registri di stato civile.

Organi ed enti che intervengono nel processo di adozione internazionale

Quando si parla di adozione internazionale, sono questi gli enti ed organismi che svolgono dunque un ruolo fondamentale:

  • tribunale per i minorenni: organo giuridico che ha il potere di emettere o negare il decreto di idoneitร  all’adozione;
  • servizi sociali che cooperano presso Enti locali: servizi che si occupano, tramite assistenti sociali, di controllare requisiti e storia (personale, familiare e sociale) degli aspiranti genitori adottivi;
  • enti autorizzati: associazioni e/o organizzazioni senza scopo di lucro che si occupano di curare le pratiche dell’adozione favorendo anche gli incontri tra aspiranti genitori adottivi e minori;
  • Commissione per le adozioni internazionali: presieduto da un magistrato, รจ un organo che ha funzioni di controllo sui provvedimenti di adozione emesso da autoritร  straniere. รˆ questi che si occupa di autorizzare il minore ad entrare in Italia per l’adozione.

Ente autorizzato: perchรฉ รจ importante e come opera nel campo dell’adozione internazionale

Gli enti autorizzati svolgono un ruolo cruciale nel supportare, informare e accompagnare i futuri genitori adottivi nel corso dell’adozione internazionale. Si occupano anche di coordinare le procedure all’estero necessarie per effettuare l’adozione, fornendo assistenza durante le interazioni con l’Autoritร  Straniera e supportando il percorso post-adozione.

La legge 476/98 ha introdotto l’obbligatorietร  dell’intervento degli enti autorizzati in tutte le fasi dell’adozione internazionale, modificando la precedente disposizione che permetteva il ricorso diretto alle autoritร  straniere. Con la pubblicazione dell’albo degli enti autorizzati il 31 ottobre 2000, la nuova normativa รจ entrata in vigore 15 giorni dopo la data di pubblicazione. Di conseguenza, chi intende adottare un bambino all’estero deve conferire l’incarico a uno degli enti indicati nell’albo entro un anno dalla modifica del decreto.

Gli enti autorizzati, regolamentati dall’articolo 31 della legge sull’adozione, hanno il compito di informare gli aspiranti adottanti sulle procedure e le prospettive di adozione nel paese prescelto. Trasmettono alle autoritร  straniere la dichiarazione di disponibilitร  all’adozione, il decreto di idoneitร  e la relazione dei servizi sociosanitari. Attendono poi la proposta di incontro con un bambino, presentata dall’autoritร  straniera. L’ente comunica la proposta agli aspiranti genitori, e se questi accettano e instaurano un rapporto positivo con il bambino, il consenso viene comunicato all’Autoritร  straniera. L’ente assiste in tutte le attivitร  nel paese straniero, incluso l’accompagnamento all’udienza di adozione.

Dopo l’ottenimento del provvedimento di autorizzazione all’ingresso del minore in Italia, l’ente monitora il trasferimento del bambino e lo accoglie insieme ai genitori adottivi. Successivamente, fornisce assistenza e supporto, se richiesti, durante il periodo post-adozione, segnalando eventuali difficoltร  al Tribunale per i Minorenni.

Gli enti autorizzati devono ottenere un’apposita autorizzazione governativa, e la legge sull’adozione stabilisce che essi non devono avere fini di lucro, discriminazioni ideologiche o religiose. La Commissione per le Adozioni Internazionali rilascia l’autorizzazione, vigilando sulla corretta attuazione e potendo revocarla in caso di gravi inadempienze.

La procedura di rilascio dell’autorizzazione รจ disciplinata dal regolamento di attuazione della legge sull’adozione e dalla Delibera 13/2008/SG del 28 ottobre 2008. Gli enti autorizzati sono soggetti a vigilanza e controlli della Commissione, che puรฒ intervenire in caso di inadempienze gravi o meno gravi.

In alcuni paesi stranieri, รจ richiesto un apposito accreditamento, e l’ente deve dimostrare una conoscenza approfondita del paese, della sua cultura e delle leggi sulle adozioni. L’albo degli enti autorizzati viene regolarmente aggiornato e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e sul sito ufficiale.

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Articolo 31: adozione internazionale minori

  1. Competente a decidere sulla dichiarazione di disponibilitร  all’adozione di un minore straniero residente all’estero, quando gli adottanti non hanno residenza in Italia, รจ il tribunale per i minorenni nel cui circondario i coniugi hanno avuto l’ultima residenza. Se i coniugi non sono stati mai residenti in Italia, รจ competente il Tribunale per i minorenni di Roma.
  2. L’ufficio consolare territorialmente competente in base alla residenza degli adottanti puรฒ essere delegato dal Tribunale per i minorenni titolare della procedura allo svolgimento delle attivitร  di cui all’art. 29-bis della legge 4 maggio 1983, n. 184. Nello svolgimento di tali attivitร , il capo dell’ufficio consolare puรฒ avvalersi del supporto di strutture locali adeguatamente qualificate.
  3. L’ufficio consolare, dopo aver ricevuto formale comunicazione da parte della Commissione per le adozioni internazionali, di cui all’articolo 38, comma 1, della citata legge n. 184 del 1983, cosรฌ come modificata dalla legge 31 dicembre 1998, n. 476, in ordine all’autorizzazione all’ingresso e al soggiorno permanente del minore straniero adottato o affidato a scopo di adozione, rilascia il visto di ingresso per adozione a beneficio del minore.

Adozione pronunciata in stato straniero: effetti

Nulla cambia se la pronuncia di adozione avviene in Italia o in uno stato straniero.

L’idoneitร  all’adozione genera questi effetti:

  • l’adottato acquista lo status di figlio legittimo;
  • l’adottato assume il cognome del padre adottivo;
  • l’adottato prende il cognome materno se la pronuncia di adozione รจ a favore di una moglie separata;
  • l’adottato cessa i rapporti con la famiglia di origine.

Nota importante: l’adozione in nessun caso deve violare i principi fondamentali che regolano in uno Stato il diritto di famiglia e dei minori.

Adozione di un minore italiano da parte di cittadini stranieri o che risiedono all’estero

Nel caso in cui gli aspiranti genitori adottivi siano stranieri o italiani residenti all’estero e vogliano procedere con adozione di un minore italiano, l’iter รจ questo:

  1. rivolgersi al console italiano nel paese straniero di residenza;
  2. il console trasmette domanda al tribunale per i minorenni localizzato nel distretto nel quale il minore risiede;
  3. con l’aiuto di altri enti od organismi, il console vigila sulla pratica di affidamento preadottivo e nel caso lo ritenga opportuno puรฒ decidere per il rimpatrio del minore.

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