Doveri coniugali e rifiuto di rapporti intimi: per la legge, negarsi intimamente al proprio coniuge non costituisce un inadempimento dei doveri coniugali. Analizziamo il caso del giorno.
Doveri coniugali che discendono dal matrimonio
Da un punto di vista giuridico, dall’unione di due persone in matrimonio discendono non solo diritti ma anche doveri reciproci. ร l’articolo 143 del codice civile a ricordarceli:
“Con il matrimonio il marito e la moglie acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri. Dal matrimonio deriva l’obbligo reciproco alla fedeltร , all’assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell’interesse della famiglia e alla coabitazione. Entrambi i coniugi sono tenuti, ciascuno in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacitร di lavoro professionale o casalingo, a contribuire ai bisogni della famiglia”.
Nell’articolo sopracitato non si fa riferimento alla sfera dell’intimitร coniugale che da tempo รจ oggetto di dibattito della giurisprudenza e della dottrina. Esemplare un caso che ha visto necessario l’intervento della CEDU, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che con la sua pronuncia ha creato un precedente affermando l’importanza e il rispetto della autodeterminazione e della libertร sessuale.
Il caso del giorno e l’intervento della CEDU
Il caso del giorno pone l’attenzione sull’importanza della libertร sessuale nella coppia, del principio di autodeterminazione e soprattutto del rispetto dei doveri coniugali quando si parla di intimitร tra coniugi.
ร la Francia questa volta a creare un precedente.
Una cittadina francese nel 2012 presenta richiesta di divorzio dopo 28 anni di matrimonio e quattro figli. La donna lamentava numerose problematiche che l’avevano portata a prendere le distanze dal coniuge: poco coinvolgimento familiare, troppa dedizione al lavoro e troppo poca al nucleo familiare, atteggiamenti burberi e offensivi. D’altra parte, il marito si difende imputando la fine del matrimonio ad alcuni atteggiamenti della donna e tra questi, il suo rifiuto ad avere rapporti intimi con lui.
Nel primo grado di giudizio, il tribunale francese accoglie le richieste della donna, la quale comprovava dinanzi alla legge importanti problemi di salute. I giudici ritenevano pertanto legittimo il suo comportamento. Arriva perรฒ un giudizio inatteso e completamente differente da parte della corte d’appello che accusa invece la donna di essere causa principale della fine del matrimonio. Nel 2020, anche la corte di Cassazione francese conferma la pronuncia della corte d’appello. La donna, reputando violati i sui diritti, presenta appello alla Convenzione dei diritti dell’uomo.
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Violazione dei doveri coniugali: la pronuncia della CEDU
Questo caso emblematico arriva dinazi alla CEDU che con una storica sentenza crea un precedente importante. Con la pronuncia del 4 aprile 2024, la Corte Europea dei diritti dell’uomo stabilisce che il rifiuto a concedersi intimamente al proprio coniuge non rappresenta una violazione dei doveri coniugali. La Corte sottolinea l’importanza e il rispetto della libertร e della autonomia sessuale che non scompaiono con l’unione in matrimonio. Ma non รจ tutto. La CEDU ribadisce con fermezza che l’imposizione di rapporti intimi costituisce violazione dell’articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo che cosรฌ recita:
“Ogni persona ha diritto al rispetto della sua vita privata e familiare, del suo domicilio e della sua corrispondenza.
Non puรฒ esservi ingerenza di un’autoritร pubblica nell’esercizio di tale diritto a meno che tale ingerenza sia prevista dalla legge e costituisca una misura che, in una societร democratica, รจ necessaria alla sicurezza nazionale, alla pubblica sicurezza, al benessere economico del paese, alla difesa dell’ordine e alla prevenzione dei reati, alla protezione della salute o della morale, o alla protezione dei diritti e delle libertร altrui”.
Per concludere, la Corte ha evidenziato il dovere di ogni Stato a difendere uomini e donne da violenza sessuale e domestica soprattutto se essa si manifesta in modo subdolo nel matrimonio con l’imposizione di rapporti intimi: il matrimonio non comporta l’obbligo per il coniuge di concedersi, soprattutto forzosamente.
Doveri coniugali e libertร sessuale
La sentenza della CEDU costruisce un precedente importante e soprattutto fuga finalmente ogni dubbio circa la violazione dei doveri coniugali nel caso di rifiuto ad avere rapporti intimi con il coniuge.
L’unione di due persone in matrimonio non comporta un obbligo per i partners di concedersi sessualmente. Al contrario, i rapporti intimi devono essere liberi, spontanei e senza alcuna forzatura. Consapevolezza, consenso sempre revocabile e libertร sono diritti umani da tutelare sempre. Come ha sottolineato la Corte, l’autodeterminazione sessuale fa parte della sfera della dignitร umana e sempre ne sarร garantita la tutela, anche durante il matrimonio.
Questa pronuncia della CEDU rappresenta un passo importante nella giurisprudenza europea scardinando finalmente il concetto di consenso obbligatorio dei rapporti intimi nel matrimonio. In molti Stati, purtroppo, ancora le normative fanno coincidere il matrimonio con l’obbligo di concedersi intimamente al partner nel rispetto di doveri coniugali. La Corte invece sottolinea con fermezza che nessun vincolo sessuale nasce dal matrimonio.
Cosa dice la giurisprudenza italiana
Questo tema scottante ha visto piรน volte l’attenzione anche della legge italiana. In alcuni casi, la Corte di Cassazione ha ritenuto che il rifiuto dei rapporti intimi nel matrimonio rappresentasse una violazione dei doveri coniugali, piรน precisamente una violazione attinente la sfera del dovere di assistenza morale che รจ sancito anche dal codice civile.
Tuttavia, la Corte ha sottolineato in piรน pronuncie, che ogni caso necessita di una analisi individuale, che รจ necessario dimostrare che il rifiuto a concedersi al partner sia causa della crisi matrimoniale e non una conseguenza.
In ogni caso invece, non si puรฒ parlare di violazione dei doveri coniugali se il rifiuto a concedersi deriva da comprovate condizioni di salute, da comportamenti lesivi o tossici per uno dei due coniugi.
Libertร sessuale nella Costituzione italiana
Sebbene nella costituzione italiana non ci sia un esplicito riferimento alla autodeterminazione sessuale, la nostra carta costituzionale tutela sempre e comunque la libertร del singolo.
Lo fa per esempio con l’articolo 2:“La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dellโuomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali…” . Questo articolo tutela la libertร individuale e per estensione, anche la libertร di genere e quella sessuale.
Ancora, l’articolo 3: “Tutti i cittadini hanno pari dignitร sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso…” che sancisce il divieto di discriminazione legato alla sessualitร .
E non dimentichiamo anche l’articolo 13 che recita: “La libertร personale รจ inviolabile” che per estensione, riguarda la tutela contro ogni forma di coercizione, anche quella sessuale.
L’importanza della sentenza della CEDU
La sentenza pronunciata dalla CEDU nel caso francese che ha costituito un precedente importante anche per la giurisprudenza Europea, vuole sicuramente essere un monito per i numerosi stati in cui la sessualitร resta ancora un dovere giuridico vincolante.
L’invito della Corte europea per la tutela dei diritti dell’uomo รจ invitare gli stati a porre piรน attenzione sulla tutela dei diritti individuali, evitare ogni forma di coercizione sessuale sia essa diretta o indiretta e a slegare il ruolo della donna nel contesto matrimoniale quale figura obbligata a concedersi al marito nel rispetto dei suoi doveri coniugali.
L’obiettivo di questa sentenza รจ scuotere le normative retrograde e tutelare una volta e per sempre il principio di autodeterminazione sessuale.