Bonus sicurezza 2026: cosa puoi detrarre davvero (e gli errori che rischiano di farti perdere tutto)

Maggio 2, 2026
1 min read
bonus giovani

Quando si parla di “bonus sicurezza 2026”, in realtà si usa un’espressione un po’ semplificata. Non esiste infatti un incentivo autonomo con questo nome: si tratta di interventi che rientrano nel più ampio bonus ristrutturazioni, disciplinato dall’art. 16-bis del TUIR.

Tradotto in pratica: puoi ottenere una detrazione fiscale se fai lavori per rendere la tua casa più sicura, ma solo a certe condizioni precise.

Quali lavori rientrano davvero

Il principio è semplice: sono agevolati solo gli interventi che aumentano concretamente la sicurezza dell’immobile, rendendo più difficile l’accesso non autorizzato.

Rientrano, ad esempio:

  • porte blindate o rinforzate
  • sostituzione o installazione di serrature, catenacci, spioncini
  • tapparelle metalliche con blocchi di sicurezza
  • vetri antisfondamento
  • grate alle finestre, cancellate e recinzioni
  • sistemi antifurto e anti-intrusione (installati in modo stabile)
  • casseforti a muro

In sostanza, tutto ciò che è “strutturale” o comunque fissato all’immobile.

Attenzione: cosa NON è detraibile

Qui molti sbagliano.

Non puoi portare in detrazione:

  • contratti con vigilanza privata
  • canoni mensili di sicurezza
  • servizi continuativi (anche se legati alla protezione della casa)

Il motivo è chiaro: la normativa agevola i lavori sull’immobile, non i servizi.

Chi può usufruirne

Non serve essere proprietari.

Può accedere al beneficio chiunque sostenga la spesa e abbia un titolo sull’immobile, quindi:

  • proprietari
  • usufruttuari
  • inquilini
  • comodatari

L’importante è che le fatture e i pagamenti siano intestati a chi richiede la detrazione.

Quanto puoi recuperare

Le percentuali seguono quelle del bonus ristrutturazioni:

  • 50% delle spese per l’abitazione principale
  • 36% per le seconde case

Con un limite massimo di 96.000 euro per unità immobiliare.

La detrazione non arriva subito: viene restituita in 10 rate annuali nella dichiarazione dei redditi.

Da tenere d’occhio: dal 2027 le percentuali scenderanno (36% prima casa, 30% altre), quindi il 2026 resta un anno ancora favorevole.

Come ottenerlo (senza fare errori)

Non devi presentare domande preventive. Il meccanismo è questo:

  1. fai i lavori
  2. paghi correttamente
  3. inserisci la spesa nel 730 o nel modello Redditi

Il punto più delicato è il pagamento.

Devi usare obbligatoriamente il bonifico parlante, che deve contenere:

  • riferimento normativo (art. 16-bis DPR 917/1986)
  • codice fiscale di chi detrae
  • partita IVA o CF dell’impresa
  • numero e data della fattura

Se sbagli questi dati, rischi seriamente di perdere il bonus.

Se il bonifico è sbagliato: si può rimediare?

Dipende.

  • Se mancano dati essenziali → bisogna rifare il pagamento
  • Se non è possibile → serve una dichiarazione dell’impresa che confermi l’incasso e la contabilizzazione
  • Se l’errore è solo formale (es. norma sbagliata) → la detrazione resta valida

Il vantaggio principale

Non serve ristrutturare tutta la casa.

Puoi ottenere il bonus anche per interventi mirati, come una porta blindata o un sistema antifurto. Questo rende l’agevolazione accessibile anche con spese contenute

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Latest from Blog