I professionisti possono ridurre i debiti tributari e previdenziali con le procedure concorsuali del CCII. Guida pratica su normative, limiti e vantaggi.
È noto che, essere iscritti a un ordine professionale come avvocati, commercialisti o medici comporta non solo il dovere di rispettare obblighi etici, ma anche finanziari. Ci sono casi in cui, i debiti tributari e previdenziali accumulati, possono creare non poche difficoltà.
Fortunatamente, anche i professionisti come possono ricorrere alle procedure previste dal Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (CCII) per ridurre il peso dei debiti. Ecco come funziona e quali sono le possibilità per i professionisti in difficoltà economica.
Quali procedure possono usare i professionisti per risolvere i debiti?
Le procedure di sovra indebitamento del CCII sono state pensate per aiutare chi non può accedere alle normali procedure fallimentari. Queste procedure sono applicabili anche ai professionisti. Non tutti però possono accedervi. Bisogna, infatti, due tipi di requisiti, in parte oggettivi e in parte soggettivi.
Requisiti oggettivi: quando un professionista è considerato sovraindebitato?
Il primo requisito riguarda lo stato economico del professionista. La legge parla di sovra indebitamento per definire una situazione in cui non si riescono più a pagare i debiti. Non tutti però possono accedere a queste procedure.
Da questa, infatti, si escludono coloro che potrebbero beneficiare della liquidazione giudiziale, delle procedure di liquidazione coatta amministrativa o di altre procedure simili. Quindi, i professionisti che si trovano in uno stato di difficoltà possono usare queste soluzioni solo se rientrano nei criteri del CCII.
Ci sono poi delle condizioni che possono bloccare l’accesso alle procedure.
Ad esempio, chi ha già ottenuto un’esdebitazione (cioè una cancellazione dei debiti) nei cinque anni precedenti. Potrebbe subire un rifiuto, anche chi ha usato il sistema di esdebitazione più di due volte. escluso da tale agevolazione anche chi ha contribuito al proprio sovra indebitamento con dolo o colpa grave, o chi ha agito per frodare i creditori.
Requisiti Soggettivi: chi può usare le procedure concorsuali? Oltre ai requisiti economici, ci sono criteri soggettivi: il CCII indica chi può accedere alle procedure, includendo non solo i professionisti ma anche altre categorie come i consumatori, i piccoli imprenditori e le startup innovative. I professionisti rientrano, dunque, in una categoria che può beneficiare di queste misure per ridurre il carico dei debiti.
Debiti riducibili: cosa è possibile “falcidiare” e cosa no?
Una volta stabilito che si ha diritto ad accedere alla procedura di sovraindebitamento, si possono ridurre vari tipi di debiti. Per i professionisti, questo significa poter agire su:
• Debiti verso l’erario: ad esempio, tasse e imposte arretrate;
• I debiti previdenziali: contributi dovuti agli enti previdenziali di categoria o all’INPS;
• E, infine, debiti con le banche: mutui o finanziamenti ottenuti per l’attività.
Ci sono però alcune eccezioni. Per legge, alcuni tipi di crediti non possono essere ridotti. Tra questi, rientrano i crediti alimentari e di mantenimento e, naturalmente, anche i sussidi per malattia o maternità e una parte dello stipendio.
Anche gli strumenti e i materiali indispensabili per esercitare la professione (computer, attrezzature mediche, libri) sono tutelati. Questi beni possono essere inclusi nella procedura di liquidazione solo fino a un massimo di un quinto del loro valore.
Debiti tributari e previdenziali: la strada del concordato minore
Per i professionisti in difficoltà, il concordato minore è una procedura che può aiutare a ridurre i debiti, compresi quelli tributari e previdenziali. Questa procedura può però incontrare delle resistenze da parte di alcuni enti, come l’Agenzia delle Entrate o gli enti previdenziali. Potrebbe accadere, per esempio, che l’ente creditore possa contestare la proposta di riduzione dei debiti perché la ritiene poco vantaggiosa.
Come superare l’opposizione degli enti creditizi?
La normativa del CCII prevede una tutela specifica per il debitore: se la proposta di concordato minore risulta più vantaggiosa per l’ente creditore rispetto a una liquidazione completa, il giudice può approvare comunque il concordato, anche se l’Agenzia delle Entrate o l’ente previdenziale non hanno dato la loro adesione.
Per omologare la proposta di concordato in mancanza di consenso, il giudice verifica due condizioni:
- Determinanza dell’adesione: se l’adesione dell’ente creditore è necessaria per raggiungere le maggioranze richieste;
- Convenienza della proposta: la proposta deve offrire un vantaggio maggiore rispetto alla liquidazione. La proposta deve, quindi, basarsi sulla relazione di un organismo di valutazione indipendente.
Questa norma evita che enti come l’Agenzia delle Entrate possano bloccare arbitrariamente l’accesso del debitore alle procedure di concordato minore, garantendo una protezione per il debitore in buona fede.
Il ruolo dell’organismo di composizione della crisi (OCC)
L’Organismo di Composizione della Crisi (OCC) è una figura centrale nella gestione della procedura di sovraindebitamento. Il suo compito principale è quello di analizzare la situazione economica del debitore e certificare la convenienza della proposta per gli enti creditori.
Attestazione di convenienza: l’OCC emette una relazione ufficiale in cui valuta se la proposta di concordato sia vantaggiosa per gli enti creditori rispetto alla liquidazione completa.
Supporto nella preparazione della proposta: l’OCC affianca il professionista nella redazione della proposta. Il suo lavoro è quello di curare la trasparenza e la correttezza del piano di rientro dei debiti.
Grazie al supporto dell’OCC, infatti, il giudice può basare la propria decisione su una valutazione oggettiva e affidabile. Di conseguenza, si facilita in modo netto l’approvazione della procedura di riduzione del debito. Problemi e ostacoli deontologici: come gli ordini professionali influenzano la riduzione dei debiti
Nonostante le possibilità offerte dal CCII, i professionisti devono anche rispettare le regole stabilite dai propri ordini professionali. Si tratta di regolamenti etici e deontologici che impongono – ad esempio – il pagamento regolare dei contributi previdenziali e il rispetto di tutti gli obblighi fiscali. Non rispettare queste regole può portare a sanzioni disciplinari: da una “semplice” sospensione temporanea fino alla radiazione dall’albo.
Ridurre i debiti tributari: aspetti critici
Un aspetto critico è sicuramente il fatto che il mancato pagamento dei contributi previdenziali, può essere visto come una violazione dell’etica professionale. Ciò comporta, ovviamente, conseguenti ripercussioni disciplinari. Di conseguenza, anche se un professionista utilizza le procedure di riduzione del debito previste dal CCII, potrebbe comunque trovarsi in difficoltà con il proprio ordine di appartenenza.
Necessità di una maggiore integrazione tra normative fiscali e deontologiche.
Anche se il CCII rappresenti un importante strumento per aiutare i professionisti in difficoltà finanziaria, manca ancora una normativa chiara che coordini le regole concorsuali con quelle deontologiche e previdenziali dei singoli ordini. Tale mancanza di integrazione crea un contesto tutt’altro che semplice per i professionisti, che si trovano a dover rispettare sia le normative di sovraindebitamento sia quelle professionali, senza che queste siano sempre allineate.
Proposte di miglioramento
Per facilitare l’accesso dei professionisti alle procedure di riduzione dei debiti, potrebbero essere introdotte alcune riforme, tra cui:
- Norme specifiche per i professionisti: una normativa che specifichi le procedure di sovraindebitamento per i professionisti, distinguendo tra debiti personali e quelli legati all’attività professionale.
- Semplificazione delle procedure: rendere più semplice il processo di accesso alle procedure concorsuali per i professionisti, snellendo gli oneri burocratici e offrendo maggiore assistenza attraverso gli OCC.
- Dialogo con gli ordini professionali: creare un coordinamento tra le procedure concorsuali e le norme deontologiche, affinché i professionisti possano accedere alle procedure di riduzione dei debiti senza rischiare sanzioni