Il bonus mobili ed elettrodomestici potrebbe abbandonare il suo carattere di agevolazione a scadenza (finora rinnovata anno dopo anno in sede di manovra finanziaria) per diventare una misura strutturale a partire dal 2027, parametrata in percentuale fissa sull’ammontare delle spese di ristrutturazione edilizia detraibili.
Proviamo a riassumere che cosa sta emergendo nelle ultime ore e che cosa dovrebbe dunque cambiare per i contribuenti italiani.
La proposta: dal tetto fisso alla percentuale variabile
L’emendamento, presentato dal presidente della Commissione finanze del Senato nell’ambito dei lavori sul decreto fiscale, prevede che l’importo massimo del bonus mobili non sia piรน determinato in cifra fissa (attualmente 5.000 euro), bensรฌ corrisponda al 15% del totale delle spese sostenute per interventi di ristrutturazione edilizia ammesse alla detrazione Irpef del 50% per le prime case.
Il plafond complessivo di riferimento rimane fissato a 96.000 euro: all’interno di tale soglia, il 15% delle spese di ristrutturazione potrร essere destinato all’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici ad alta efficienza energetica. Ciรฒ significa che, per un intervento da 96.000 euro, il bonus potrebbe coprire fino a 14.400 euro di spese per arredo.
- Regime attuale: Tetto fisso di 5.000 โฌ, indipendentemente dall’importo della ristrutturazione. Valido fino a proroga annuale.
- Proposta 2027: 15% delle spese di ristrutturazione detraibili, fino al plafond di 96.000 โฌ. Misura strutturale e permanente.
Obiettivi e razionale della riforma
La modifica persegue una duplice finalitร . Da un lato, vuole eliminare il fenomeno delle cosiddette “mini-ristrutturazioni di comodo”: con l’attuale sistema, poichรฉ il bonus รจ riconosciuto in cifra fissa, alcuni contribuenti avvierebbero lavori edilizi di modesta entitร al solo scopo di accedere all’agevolazione per l’acquisto di mobili. Agganciare il beneficio alla dimensione effettiva dei lavori scoraggerebbe questa prassi.
Dall’altro, la strutturalitร della misura eliminerebbe l’incertezza normativa legata alle proroghe annuali, offrendo a famiglie e operatori del settore un quadro di riferimento stabile e prevedibile.
La proposta รจ stata elaborata in raccordo con il presidente di Federmobili e viene presentata come uno strumento di rilancio del settore dell’arredamento, che beneficerebbe di una domanda piรน solida e prevedibile.
C’รจ la questione del limite minimo del bonus mobili
La nuova impostazione presenta tuttavia un profilo critico: con il meccanismo percentuale, per accedere a un bonus di 5.000 euro (l’attuale massimale) sarebbe necessario aver sostenuto spese di ristrutturazione per almeno 33.333 euro. Nella disciplina vigente, invece, l’agevolazione da 5.000 euro รจ accessibile a prescindere dall’importo dei lavori edilizi.
Il proponente riconosce questa asimmetria e indica come soluzione l’inserimento, in sede di conversione del decreto, di una clausola che stabilisca un importo minimo garantito di bonus, svincolato dalla percentuale e fruibile anche per ristrutturazioni di importo contenuto.
Le altre misure nel decreto fiscale oltre al bonus mobili
Nel contesto piรน ampio del decreto fiscale, il presidente della Commissione finanze segnala prospettive favorevoli per le proposte che producono gettito senza incrementare la spesa pubblica. In questa categoria rientra la flat tax su collaboratori domestici, colf e badanti, che introdurrebbe una ritenuta d’acconto a carico dei committenti in qualitร di sostituti d’imposta, con aliquota progressiva nel tempo:
| Anno | Aliquota | Note |
|---|---|---|
| 2027 | 5% | Prima applicazione |
| 2028 | 10% | Incremento intermedio |
| 2029 e ss. | 15% | Aliquota a regime |
Il gettito recuperato tramite l’emersione dell’evasione Irpef nel settore del lavoro domestico โ stimata intorno a mezzo miliardo di euro annui โ sarebbe destinato al finanziamento di un incremento del fondo per i caregiver.
Il concordato preventivo biennale: luci e ombre
Tra le proposte in discussione figura anche un potenziamento del Concordato preventivo biennale 2026-2027, orientato a renderlo piรน conveniente per i contribuenti con migliore affidabilitร fiscale che intendano rinnovare l’adesione. Il presidente della Commissione esprime tuttavia riserve sulle soglie di incremento previste per i contribuenti con punteggi inferiori all’8: percentuali del 30% o del 35% appaiono eccessive rispetto all’obiettivo di ampliare la platea dei contribuenti aderenti. Una fascia di incremento del 10-15% viene indicata come piรน equilibrata e funzionale al miglioramento generalizzato dei rating di affidabilitร fiscale.