Assegno Divorzile: si può sospendere se la moglie ha debiti verso l’ex coniuge

Dicembre 8, 2025
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L'ultima sentenza in materia d'assegno divorzile
Divorce agreement and wedding ring

Quando l’assegno divorzile può essere compensato con i debiti dell’ex coniuge e quando invece resta obbligatorio. Analisi della sentenza n. 1972/2025 e distinzione tra assegno perequativo e assistenziale.

Assegno divorzile: la nuova sentenza chiarisce la compensazione

La sentenza n. 1972 del 28 novembre 2025 del Tribunale di Ancona ha acceso il dibattito sulla possibilità di compensare l’assegno divorzile con eventuali debiti dell’ex coniuge. La vicenda riguarda una donna che aveva avviato l’esecuzione dell’assegno divorzile nei confronti del marito. Quest’ultimo si è opposto, sostenendo che i debiti dell’ex moglie nei suoi confronti potessero essere compensati con quanto da lui dovuto.

Questo caso offre un’occasione utile per chiarire quando l’assegno divorzile può essere sospeso o ridotto e quando, invece, l’obbligo di pagamento resta intoccabile.

Natura dell’assegno divorzile: perequativo o assistenziale

L’assegno divorzile non è definitivo: sia l’opportunità di versarlo sia l’ammontare possono variare nel tempo. La giurisprudenza distingue due principali funzioni dell’assegno:

  • Perequativo: serve a riequilibrare le condizioni economiche degli ex coniugi. Tiene conto del contributo alla vita familiare, della durata del matrimonio, delle rinunce professionali e delle differenze patrimoniali generate dallo scioglimento del matrimonio.
  • Assistenziale: è rivolto a chi non è economicamente autosufficiente e non può procurarsi mezzi adeguati. L’obiettivo è garantire un sostegno minimo per vivere dignitosamente dopo la separazione.

Questa distinzione è fondamentale per capire quando è possibile la compensazione tra l’assegno e eventuali debiti reciproci.

Quando è possibile compensare l’assegno divorzile

Se l’assegno ha natura perequativa, il giudice può valutare la compensazione tra il credito del coniuge obbligato e il debito dell’altro, ma solo se il credito del beneficiario rispetta tre requisiti:

  1. Certo: non ci devono essere dubbi sulla sua esistenza.
  2. Liquido: l’importo deve essere determinato o determinabile.
  3. Esigibile: il credito deve essere già scaduto e immediatamente recuperabile.

Solo in presenza di questi criteri, la compensazione può essere considerata, permettendo all’ex coniuge di sospendere o ridurre il pagamento dell’assegno divorzile.

Assegno assistenziale: compensazione non ammessa

Quando l’assegno ha natura assistenziale, il suo scopo principale è garantire un sostegno minimo al beneficiario. In questi casi:

  • La compensazione non è possibile, anche se il beneficiario ha un credito certo e documentato.
  • Il coniuge obbligato non può sottrarsi al pagamento invocando un debito verso l’altro.
  • La tutela economica dell’ex coniuge rimane intoccabile.

Questo principio si applica con ancora maggiore rigore agli assegni di mantenimento per i figli, che hanno natura esclusivamente assistenziale. Non importa se uno dei genitori abbia crediti verso l’altro: l’obbligo di versare il contributo resta pienamente vigente, perché il denaro è destinato ai figli, non all’ex coniuge.

Implicazioni della sentenza di Ancona

La decisione del Tribunale di Ancona non modifica le regole già esistenti, ma le applica a un caso concreto. I punti chiave sono:

  • L’assegno può essere compensato solo se perequativo e se esistono crediti certi, liquidi ed esigibili.
  • Se l’assegno è assistenziale o riguarda il mantenimento dei figli, la compensazione non è ammessa.
  • La sentenza conferma l’importanza di distinguere tra funzione perequativa e funzione assistenziale dell’assegno divorzile.

In pratica, chi riceve l’assegno deve verificare la natura dell’assegno stesso e l’eventuale esistenza di debiti reciproci prima di avanzare richieste di compensazione.

Consigli pratici per chi versa o riceve l’assegno

  1. Verifica la natura dell’assegno: sapere se è perequativo o assistenziale è fondamentale per capire i propri diritti e obblighi.
  2. Controlla i crediti reciproci: solo crediti certi, liquidi ed esigibili possono essere utilizzati per eventuali compensazioni.
  3. Documenta tutto: mantenere prove di eventuali debiti reciproci aiuta a sostenere le proprie ragioni in tribunale.
  4. Attenzione ai figli: il mantenimento dei figli non può mai essere sospeso o compensato.
  5. Consulenza legale: rivolgersi a un avvocato specializzato in diritto di famiglia permette di evitare errori nella gestione dell’assegno.

La sentenza n. 1972/2025 chiarisce che la compensazione dell’assegno divorzile è possibile solo in casi specifici, quando l’assegno è perequativo e il debitore ha crediti certi, liquidi ed esigibili verso l’altro coniuge.

In tutti gli altri casi — assegno assistenziale o mantenimento dei figli — l’obbligo di pagamento resta pieno e inderogabile. La distinzione tra le due funzioni dell’assegno è quindi cruciale per evitare conflitti e controversie giudiziarie.

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