Digital Markets Act: tutto sulla nuova regolamentazione dei mercati digitali

Aprile 11, 2024
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Digital Markets Act
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Il DMA meglio noto come Digital Markets Act altro non è che un accordo sui mercati digitali redatto dalla Commissione Europea con lo scopo di contrastare i molteplici abusi di mercato perpetrati dalle piattaforme digitali europee. Obiettivo principale della legislazione è duplice: da un lato, limitare il comportamento concorrenziale scorretto, dall’altro promuovere la leale concorrenza tra le aziende che operano nel settore tecnologico e che rappresentano la parte più importante del mercato Digital.

Diritto regolamentare digitale

Come specificato poco più sopra, è stata la Commissione Europea a formulare questo atto impegnandosi a promuovere un unico mercato digitale che prevedesse la libera circolazione di dati, innovazione tecnologica e concorrenza leale tra le aziende digitali, già 10 anni fa.

Ed è proprio in questo contesto che si inserisce quello che è noto come diritto regolamentare digitale. Si tratta di un ramo specifico del wordl of law che disciplina precetti, norme e regole legate alla privacy dei dati, alla tecnologia ed economia informatica e digitale e al complesso mondo del cyberspazio.

Ma che ruolo ha il Digital Markets Act in questo caso?

Obiettivi del Digital Markets Act e gatekeepers

Il Digital Markets Act è uno strumento giuridico di fondamentale importanza nato con l’obiettivo di regolare e controllare il dominio che le cosiddette Big Tech rivendicano nel mercato digitale. Poiché spesso è difficile tutelare imprese e consumatori, ecco che questa legislazione si fa spazio promuovendo un ambiente digitale più sicuro e lealmente concorrenziale.

Un ruolo sempre più cruciale è quello dei gatekeepers ovvero piattaforme che controllano l’accesso dei mercati digitali fornendo al contempo, come specifica l’articolo 2 della legge sui mercati digitali, un “servizio di piattaforma di base” come:

  • servizi pubblicitari;
  • sistemi operativi;
  • servizi di comunicazione interpersonale;
  • servizi di intermediazione da remoto.

Criteri che consentono ad una azienda di definirsi gatekeeper

Questi sono i criteri oggettivi che consentono ad una azienda che opera come piattaforma online, di definirsi un gatekeeper:

  • avere una rilevante posizione economica sul mercato interno;
  • avere un impatto significativo sul mercato interno;
  • avere una rilevante posizione di intermediazione sul mercato interno.

Come si può ben intendere anche dal paragrafo precedente, i gatekeepers sono dunque piattaforme digitali che offrono servizi principali della piattaforma, per esempio servizi di messaggistica o motori di ricerca online e sono vincolati al rispetto di alcune regole come obblighi e divieti elencati nel Digital Markets Act.

Cosa cambia per i gatekeepers con il Digital Markets Act

Con la nuova regolamentazione, cambiano anche alcuni obblighi e doveri per i gatekeepers o “guardiani” che per esempio, hanno il compito di:

  • permettere alle aziende che inseriscono banner pubblicitari sulla propria piattaforma di accedere a tutte le informazioni necessarie, così come a strumenti idonei, per garantire una verifica degli annunci presenti sulla piattaforma del gatekeeper a editori e/o inserzionisti;
  • consentire ai terzi di interagire con i servizi del gatekeeper in situazioni specifiche;
  • consentire agli utenti aziendali di accedere ai dati generati sulla piattaforma del gatekeeper;
  • consentire a inserzionisti ed editori di accedere a strumenti per verificare i propri annunci sulla piattaforma del gatekeeper;
  • consentire agli utenti business di promuovere le offerte e concludere contratti al di fuori della piattaforma del gatekeeper.

Non potranno invece più:

  • favorire i propri servizi e prodotti nel ranking rispetto a quelli dei terzi sulla piattaforma;
  • limitare l’accesso dei consumatori alle aziende esterne alla piattaforma;
  • prevenire la disinstallazione di software preinstallati sulla piattaforma;
  • monitorare gli utenti per scopi pubblicitari al di fuori della piattaforma principale senza consenso esplicito.

Digital Markets Act e indagini di mercato

La Commissione, per garantire che il Digital Markets Act sia sempre aggiornato, si riserva la facoltà di effettuare delle indagini di mercato utili ad aggiornare le regole, gli obblighi e i doveri dei gatekeepers, stabilire nuovi criteri, se necessario, per fare sì che una azienda possa definirsi gatekeeper, tutelare con nuove soluzioni eventuali incongruenze o violazioni delle leggi sui mercati digitali.

A proposito di indagini di mercato, l’articolo 19 del DMA specifica che “la Commissione può consultare terze parti, ivi compresi utenti commerciali e utenti finali di servizi del settore digitale oggetto di indagine nonché utenti commerciali e utenti finali sottoposti a pratiche che sono oggetto di indagine”.

L’articolo 17 del DMA invece chiarisce che “al fine di concludere la sua indagine di mercato, la Commissione adotta un atto di esecuzione che stabilisce la sua decisione…”.

Digital Markets Act, conseguenze in caso di non conformità e rimedi

Le conseguenze della non conformità alla legge sui mercati digitali (DMA) includono:

  • multe che possono arrivare fino al 10% del fatturato totale annuo mondiale dell’azienda, o fino al 20% in caso di recidiva nelle infrazioni;
  • penalità periodiche fino al 5% del fatturato medio giornaliero;
  • ulteriori rimedi che possono essere imposti ai gatekeepers in caso di violazioni sistematiche degli obblighi DMA.

Questi rimedi devono essere proporzionati alla gravità del reato e possono includere anche rimedi non finanziari, come misure comportamentali o strutturali, come la cessione di parti di un’impresa.

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Conclusioni

Il Digital Markets Act (DMA) ha portato significativi cambiamenti nel settore delle grandi aziende tecnologiche e dell’ecosistema digitale, richiedendo ai “gatekeepers” di adeguare le loro pratiche alle nuove normative. Questo potrebbe incoraggiare l’innovazione e la concorrenza nel settore digitale, riducendo le barriere all’ingresso per i competitor più piccoli e ampliando l’offerta di servizi digitali.

Tuttavia, l’implementazione piena del DMA rappresenta una sfida per le aziende coinvolte, richiedendo una revisione sostanziale delle loro operazioni e politiche interne. Un adeguato rispetto delle norme implica un impegno costante e una comprensione approfondita delle disposizioni legali.

Le evoluzioni normative dell’Unione Europea, come il Digital Services Act (DSA), stanno influenzando le politiche digitali a livello globale. Numerose aziende stanno già adottando cambiamenti per adattarsi alle nuove regole, evidenziando l’interconnessione delle politiche digitali e il loro impatto su scala mondiale.

Opinioni degli esperti sul DMA

Le nuove norme introdotte nel contesto del mercato digitale sono state enfatizzate da Margrethe Vestager e Thierry Breton. Vestager ha evidenziato il potenziale di queste norme nel rendere i mercati online più aperti e competitivi, favorendo le piccole imprese e offrendo opzioni più convenienti ai consumatori.

Breton ha sottolineato che la legge sui mercati digitali segna un punto di svolta nell’ambito digitale europeo, con obblighi precisi per le grandi piattaforme e la possibilità di sanzioni in caso di non conformità.

Ha anche citato cambiamenti tangibili come la creazione di app store alternativi e un maggiore controllo dei dati per gli utenti europei, avvertendo delle severe sanzioni per le aziende non conformi.

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