In caso di mancata aggiudicazione da appalto per esclusione illegittima dalla gara, spetta agli Stati Membri dettare il modus operandi per procedere all’azione del ricorso, stabilendo anche principi e presupposti del risarcimento tenendo in considerazione due principi fondamentali, quello di effettivitร ed equivalenza.
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Mancata aggiudicazione di appalto: il caso Ingsteel e Metrostav
Per meglio comprendere questo argomento e la controversia nazionale che ne รจ seguita, dobbiamo menzionare la causa C-76/16 Ingsteel e Metrostav. Ebbene, nell’anno 2013, la Federazione calcistica slovacca intenta una procedura di gara per cercare di aggiudicarsi un appalto per la costruzione, il rinnovamento e la ristrutturazione di alcuni stadi di calcio.
La Ingsteel fu perรฒ esclusa dalla procedura di aggiudicazione dell’appalto. Al tempo, all’offerente fu data perรฒ dalla Corte di Giustizia la possibilitร di partecipazione purchรฉ potesse dimostrare la sua capacitร finanziaria ed economica mediante alcuni documenti considerati legittimi dalla amministrazione aggiudicatrice in luogo di una dichiarazione bancaria.
La Corte suprema annulla la decisione di esclusione della Federazione ma in contemporanea, un altro concorrente risultava aggiudicatario dell’appalto. La Ingsteel presentava pertanto ricorso all’Ufficio per gli appalti pubblici – su rinvio a questo organo da parte della Corte suprema – chiedendo un risarcimento danni poichรฉ aveva perso la possibilitร di ottenere l’appalto.
Ma la domanda del ricorrente non trova accoglimento poichรฉ l’Ufficio riteneva che non c’era certezza alcuna che la Ingsteel risultasse aggiudicataria o che l’amministrazione aggiudicatrice decidesse di stipulare un contratto con la stessa.
Intervento del Tribunale circoscrizionale di Bratislava: la direttiva 89/655 osta con la pratica di risarcimento danni per esclusione illegittima dalla gara?
Il Tribunale circoscrizionale di Bratislava interviene sulla questione ponendo il focus su un punto importante. L’articolo 2 della direttiva 89/655 prevede che siano gli Stati Membri ad avere l’obbligo di stabilire le procedure di ricorso per ottenere risarcimento danni nel caso di violazione del diritto dell’Unione Europea, in materia di aggiudicazione degli appalti.
Pertanto, questa disposizione, si chiede il sopramenzionato Tribunale circoscrizionale di Bratislava, osta la prassi dei giudici nazionali di risarcire l’offerente per la mancata aggiudicazione di appalto per esclusione illegittima dalla gara?
Le considerazioni dell’Avvocato Generale in caso di mancata aggiudicazione di appalto
L’analisi dell’A.G. inizia con l’esame del concetto di danno ai sensi della normativa dell’Unione Europea, sottolineando che questo concetto non รจ autonomo, ma รจ definito dalle leggi degli Stati membri. Si enfatizza la necessitร di un’interpretazione uniforme, come richiesto dalla Corte.
Si sottolinea inoltre che l’articolo 2, paragrafo 1, lettera c) della direttiva 89/665 non fornisce una descrizione dei danni nรฉ stabilisce i presupposti per la responsabilitร delle amministrazioni aggiudicatrici o criteri di valutazione.
La direttiva sembra impostare un livello minimo di armonizzazione, limitandosi a richiedere agli Stati membri di prevedere mezzi di ricorso, senza dettagliare il loro contenuto. L’A.G. sottolinea che la direttiva si concentra sul risultato piuttosto che sui mezzi.
Il punto piรน importante รจ perรฒ questo: in virtรน del principio di autonomia procedurale, gli Stati membri hanno la libertร di stabilire le modalitร dei ricorsi interni, rispettando i principi di equivalenza ed effettivitร del diritto dell’Unione.
L’A.G. sottolinea la difficoltร di stabilire un regime omogeneo di rimedi giurisdizionali efficaci nel settore degli appalti pubblici nel contesto attuale del diritto dell’Unione. Sempre l’A.G. respinge l’argomento secondo cui un offerente escluso da una procedura di aggiudicazione possa chiedere risarcimento per perdita di opportunitร , indicando che il contesto normativo pertinente รจ diverso.
Inoltre, distingue tra lucro cessante e perdita di opportunitร , affermando che sono concetti distinti.
Infine, esamina la conformitร della prassi giudiziaria nazionale al principio di effettivitร , sottolineando che le norme nazionali non devono subordinare il risarcimento dei danni alla prova della colpa dell’amministrazione aggiudicatrice, in accordo con la direttiva 89/665.
L’A.G. conclude che il giudice nazionale deve interpretare la normativa nazionale in conformitร con il diritto dell’UE, garantendo il rispetto del principio di effettivitร . In caso contrario, deve disapplicare le disposizioni nazionali contrastanti con il diritto dell’Unione.
Analisi Giuridica della Direttiva 89/665/CEE sull’applicazione di procedure di ricorso negli appalti pubblici dell’Unione Europea
La Direttiva 89/665/CEE rappresenta un pilastro fondamentale nel contesto normativo dell’Unione Europea, delineando le procedure di ricorso applicabili agli appalti pubblici. Questo articolo si propone di esplorare in dettaglio le disposizioni chiave della direttiva, focalizzandosi sulla sua applicazione e sul ruolo cruciale che svolge nel garantire una concorrenza equa e trasparente.
Contesto Normativo
La direttiva, adottata nel 1989, รจ stata ideata per introdurre un quadro giuridico armonizzato tra gli Stati membri per garantire l’effettiva applicazione delle procedure di ricorso in materia di appalti pubblici. Il suo obiettivo primario รจ garantire che i concorrenti e gli offerenti abbiano un rimedio adeguato nel caso in cui ritengano che le decisioni delle autoritร aggiudicatrici violino le norme dell’Unione Europea in materia di appalti.
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Principi chiave della Direttiva
La Direttiva 89/665/CEE stabilisce principi chiave che regolano le procedure di ricorso. Tra questi, spicca l’obbligo per gli Stati membri di garantire l’esistenza di mezzi di ricorso efficaci, assicurando che gli operatori economici abbiano la possibilitร di contestare decisioni che ritengono ingiuste o contrarie alle norme sull’appalto pubblico.
Un altro aspetto rilevante รจ la flessibilitร concessa agli Stati membri nell’implementare le procedure di ricorso, rispettando comunque i principi di equivalenza ed effettivitร . Ciรฒ consente una certa adattabilitร alle specificitร legali e procedurali di ciascun paese, pur mantenendo un nucleo comune di diritti per gli operatori economici.
Ruolo nella garanzia della concorrenza e trasparenza
La direttiva si configura come uno strumento cruciale per promuovere la concorrenza equa e la trasparenza negli appalti pubblici. Offre agli operatori economici la possibilitร di impugnare decisioni irregolari, contribuendo cosรฌ a scoraggiare comportamenti scorretti e a rafforzare la legalitร nelle procedure di appalto.
Impatto giurisprudenziale della Direttiva
La direttiva ha suscitato un significativo corpus di giurisprudenza, con la Corte di Giustizia dell’Unione Europea che ha affinato nel tempo l’interpretazione di diverse disposizioni. La sentenza Anodiki Services EPE (Cโ260/17) rappresenta un esempio rilevante, in cui la Corte ha chiarito l’importanza di un’interpretazione uniforme del concetto di danno ai sensi della direttiva.
In conclusione, la Direttiva 89/665/CEE si erige come un baluardo nella tutela dei diritti degli operatori economici nei confronti delle autoritร aggiudicatrici. La sua applicazione efficace รจ essenziale per garantire la corretta conduzione delle procedure di appalto pubblico nell’Unione Europea, promuovendo la lealtร , la trasparenza e la concorrenza sul mercato.