Aree di libero parcheggio carenti, sanzione e onere della prova

Novembre 29, 2024
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Necessitร  aree di libero parcheggio
painted parking sign on the asphal

La Giurisprudenza di Legittimitร  si รจ da ultimo pronunziata sul caso della carenza d’aree di libero parcheggio, e, nella fattispecie, se debba o meno valere lโ€™irrogazione della sanzione per lโ€™automobilista che, in presenza di detta carenza, abbia comunque parcheggiato lโ€™auto nelle strisce blu, mancando dโ€™esibire il tagliando, ricevuta dโ€™avvenuto pagamento della sosta.

Laddove manchino degli stalli a sosta libera, stando a quanto normativamente previsto, e subentri una sanzione per lโ€™utente, al Comune spetta lโ€™onere della prova dโ€™aver adempiuto ai propri obblighi legali. Lโ€™opponente, infatti, potrebbe lamentare la mancanza di unโ€™area adibita a parcheggio libero, ed รจ in quellโ€™ipotesi che lโ€™Ente comunale dovrร  provare, specificamente, la sussistenza di una delibera che esclusa lโ€™obbligo di riserva ex art. 7 del Codice della Strada.

In pratica, il Comune dovrร  provare di trovarsi in una posizione legittima, in mancanza della quale la sanzione non trova ragion dโ€™essere.

Il comma 8 dell’art.7 del Codice della Strada

Analizzando la questione piรน nel dettaglio, partiamo dal principio: il Comune, nelle zone nel quale il medesimo detiene lโ€™esercizio di parcheggi custoditi, ha lโ€™obbligo di riservare unโ€™area dโ€™adeguata ampiezza alla sosta libera. Lo prevede lโ€™art. 7, comma 8, del C.d.S. Vi sono comunque delle importanti eccezioni, e parliamo dei casi nei quali il parcheggio sia compreso in unโ€™area pedonale, ZTL (Zone a Traffico Limitato, in determinati orari o a determinate categorie dโ€™utenti) o zona โ€œAโ€ (area di rilevanza storica, artistica o ambientale). O anche in zone particolarmente rilevanti a livello urbanistico. Queste ultime, dovranno essere opportunamente individuate dalla Giunta, ed appositamente delimitate. Naturalmente, non a totale discrezione, ma con in dotazione il requisito attinente alla presenza dโ€™esigenze e condizioni particolari di traffico.

Il comma 8 dellโ€™art.7 C.d.S., inerentemente alla zona A, stabilisce che possano rientrarvi le aree di rilevanza storica, e quindi caratterizzate da edifici o contesti di valore storico-culturale. Ma anche aree dโ€™interesse artistico, dotate di beni architettonici o urbanistici di pregio (tanto per intenderci, anche costruzioni moderne che abbiano un design innovativo o comunque contraddistinte da canoni artistici). E, infine, le aree dโ€™interesse ambientale, con riferimento al valore paesaggistico o naturale elevato.

Il Decreto ministeriale n.1444/1968 e il ruolo dei PRG

Sempre a regolazione delle zone A, interviene il Decreto ministeriale n.1444 del 1968, una normativa urbanistica che specifica le caratteristiche delle zone A, intendendole come โ€œparti del territorio interessate da agglomerati urbani che rivestono carattere storico, artistico o di particolare pregio ambientaleโ€, ed effettua un riferimento, per la tutela, e le estende alle aree circostanti che, seppur non dotate della stessa rilevanza, possono tuttavia influire sulla tutela del patrimonio storico-culturale, artistico o naturale-paesaggistico. Vi sono poi i Piani Regolatori Comunali (PRG) che sono i mezzi con cui i comuni identificano e delimitano le aree suddette, anche in accompagnamento ad appositi regolamenti comunali. Fra gli stessi, come avremo modo dโ€™osservare a breve, vi dovrebbe essere una delibera che esenti il Comune medesimo dalla previsione di aree di libero parcheggio, proporzionalmente e nelle vicinanze di quelle a pagamento.

Le considerazioni sulle “particolari condizioni di traffico” e le anticipazioni sulla sentenza

Riguardo alle particolari condizioni di traffico, il medesimo requisito viene considerato ontologicamente esistente, ed incorporato nella prima ipotesi, quella relativa alla sussistenza di determinate esigenze. La carenza, sul piano legislativo, si รจ riscontrata piuttosto a proposito delle โ€œzone di particolare rilievo urbanisticoโ€.

Quanto appena affermato, a proposito dello stato di chiarezza della legge in vigore, รจ stato in parte oggetto della delibera emessa dalla Seconda Sezione civile della Corte di Cassazione, attraverso lโ€™ordinanza n. 20293/2024, datata 23 luglio. La conclusione di detto provvedimento risiede nel fatto che, in ambito del giudizio dโ€™opposizione al verbale dโ€™accertamento dellโ€™infrazione al Codice della Strada, รจ posta in carico allโ€™autoritร  amministrativa il dovere di provare lโ€™esistenza di una delibera esistente la sussistenza dellโ€™obbligo qui trattato. Certo, dovrebbe sempre esservi, da parte del ricorrente, la specifica contestazione della mancata riserva dellโ€™area destinata a parcheggio libero, senza la quale non รจ possibile procedere in tal senso.  

Il caso della riscontrata mancanza d’aree di libero parcheggio

Vediamo ora qual รจ il caso che ha portato ad una simile decisione della Suprema Corte. Lโ€™opposizione rilevata รจ stata quella di una ricorrente contro tre verbali dโ€™accertamento, da ella ricevuti per violazione dellโ€™art. 7 del C.d.S. Oggetto della contestazione era il parcheggio della vettura negli stalli di sosta oraria e a pagamento, senza la prescritta esposizione del biglietto.

Nel merito, la donna lamentava una carenza di spazi di libera sosta nelle vie limitrofe, carenza che sarebbe stata direttamente imputabile ad una delibera della giunta comunale del 1995. La suddetta delibera era a contrasto con quanto esplicitamente affermato dal giร  citato art. 7, comma 8 del C.d.S., che appunto prescrive la presenza di spazi di libero parcheggio, salvo la particolaritร  di esigenze addotte (ma non era il caso in questione, poichรฉ la delibera non rimandava a nessuno stato del genere, non effettuando il richiamo a nessuna giustificazione).

La donna riteneva quindi illegittimo lโ€™atto del โ€™95, oltre a quelli emanati sulla base del predetto, e ha deciso di presentare ricorso al giudice ordinario, con la richiesta dโ€™annullamento delle sanzioni che le erano state comminate.

Lโ€™opposizione in sede ordinaria subรฌ il rigetto, ma diversamente sono andate le cose in sede dโ€™appello. Il Tribunale di Catania, nella stessa sede, ha ritenuto la delibera della giunta come mancante di giustificazione per quel che riguardava la mancata osservazione dellโ€™obbligo della riserva ex art.7 C.d.S. Il verdetto del Tribunale di Catania era quindi confermativo della lettura data dalla parte ricorrente, ritenendo il provvedimento in questione da disapplicare, poichรฉ emanato con vizio di potere.

A quel punto, il Comune di Catania ricorreva per Cassazione, e vantava due motivi nel corrispettivo ricorso presentato.

Aree di libero parcheggio in carenza, le motivazioni del ricorso del Comune

Il primo motivo del ricorso risiedeva nel fatto che, ad avviso del Comune, il Tribunale aveva considerato unicamente la delibera della Giunta, e non anche il fatto che, i verbali contestati alla parte ricorrente nelle prime due sedi giurisdizionali, fossero stati emessi in zona A. La stessa zona, delimitata come centro storico, non comportava alcun obbligo per il Comune a riservare spazi di libera sosta, in un numero proporzionato a quelli a pagamento. La previsione era la stessa di quanto previsto per zone dal particolare valore artistico o pregio ambientale, con relative zone limitrofe.

Con il secondo motivo, il Comune puntava ad ottenere lโ€™inversione dellโ€™onere probatorio, richiamandosi in ciรฒ al principio generale. Secondo lo stesso, grava proprio su chi contesta la sussistenza del vizio, lโ€™onere di provare un operato illegittimo da parte dellโ€™Ente.

E, dโ€™altro, canto, nel testo della sentenza del Tribunale mancavano riferimenti a presunti errori del Comune nellโ€™indicazione, dellโ€™area perimetrata, come dotata di particolari esigenze e condizioni di traffico. Inoltre, sempre per come fatto valere dal Comune, neppure la parte avversa aveva dato una prova. Nel merito, non aveva provato la non sussistenza, per quellโ€™area, dei requisiti legali, una prova che ad essa sarebbe spettata, visto che era stata lโ€™attore nel primo giudizio, e avrebbe dovuto provare una condotta illegittima dellโ€™Amministrazione. Nel complesso, non solo il Comune non ammetteva le ragioni dellโ€™opposizione, ma lamentava unโ€™illegittima ingerenza della Giurisprudenza ordinaria nel potere discrezionale in capo allo stesso Comune.

Aree di libero parcheggio e parcheggio con custodia, tra regole ed eccezioni

Tornando sulla questione della regola e delle eccezioni, ci si รจ mossi dalla lettura combinata dei commi 8 e 9 dellโ€™art.7 C.d.S, dalla quale si evince la regola generale, per i Comuni, di riservare degli spazi di sosta liberi proporzionalmente a quelli a pagamento, nelle zone dove lโ€™ente si assume lโ€™esercizio diretto del parcheggio con custodia.

Vi sono, come giร  fatto presente, due eccezioni. Per la prima, lโ€™area di parcheggio รจ collocata in zona pedonale, o sottoposta comunque a traffico limitato, o nella โ€œzona Aโ€. Lโ€™ultima categoria nominata รจ comprensiva delle aree dโ€™interesse storico, artistico e/o valenza ambientale. Esenzione che si applica altresรฌ nelle aree limitrofe.

Cโ€™รจ poi lโ€™altro requisito, per il quale sono esentate dalla prescrizione le zone di rilevanza urbanistica, ove si registrino esigenze e condizioni di traffico peculiari, zone individuate e perimetrate come tali dalla giunta.

Lโ€™ultimo requisito ricorre sempre nelle ipotesi riportate nel primo, in quanto proprio il secondo viene considerato esistente, sul piano ontologico, giร  nella prima ipotesi. Ma, al di lร  dellโ€™ambito del secondo ricoperto dal primo punto, ci sono degli altri possibili ambiti applicativi, vista la genericitร  della โ€œparticolare rilevanza urbanistica. Una volta presentata tale precisazione, vediamo cosa ha affermato la Corte di Cassazione nel verdetto emesso.

Necessitร  o meno di aree di libero parcheggio nella giurisprudenza di legittimitร 

Per la Giurisprudenza di legittimitร , qualora lโ€™area in questione sia inclusa tra le aree a parcheggio ZTL, area pedonale o zona A, ciรฒ basta a sollevare il Comune da qualsivoglia responsabilitร , laddove non siano stati previsti parcheggi gratuiti.

Ma negli altri casi di โ€œrilevanza urbanisticaโ€ che fuoriescono dai predetti e dunque si rifanno al requisito successivo, le ragioni particolari dovranno essere dichiaratamente motivate dallโ€™ente comunale. La Corte rinviene dunque in ciรฒ unโ€™eccezione a quella che รจ la regola generale.

Le origini della lettura fornita

La lettura deriva dal combinato disposto dei commi 8 e 9 dellโ€™art.7 C.d.S., ed oltretutto dalle precedenti pronunce della Cassazione medesima. Si parla delle sentenze n.18575/2014 (pronuncia del 3 settembre), e n.22793/2014 (pronuncia del 27 ottobre). รˆ con la pronuncia n.18575/2014 che si รจ introdotto nellโ€™ordinamento il principio per il quale il verbale รจ da ritenersi nullo, qualora il Comune non provi lโ€™esistenza di aree di sosta libere nelle immediate vicinanza di quelle a pagamento. Con la pronuncia n.22793/2014, รจ stato sancito dalla Suprema Corte il principio secondo cui il controllo giudiziale, in casi analoghi, non puรฒ estendersi ad eventuali vizi di legittimitร  della delibera comunale in oggetto.

Le considerazioni della Cassazione sul ricorso in Tribunale

Rientrando nel merito della presente pronuncia, da ultimo intervenuta, la Cassazione, a Sezioni Unite, si รจ pronunciata innanzitutto sulla sosta della vettura in mancata osservanza delle fasce orarie, fissate da ordinanza del sindaco. In quel caso, nel ricorso presentato in Tribunale, era pur vero, come fatto presente dal Comune, che il controllo giudiziale non avrebbe potuto esercitarsi sullโ€™esercizio del potere discrezionale amministrativo. Ma, per altro verso, lo stesso controllo รจ consentito sui vizi di legittimitร  eventuali del provvedimento stesso. Anche se limitatamente a ciรฒ che riguarda la ragione della sua disapplicazione in relazione al caso concreto (quello oggetto di ricorso, ovvero la contestazione della sanzione comminata).

Il principio che attiene la legittimitร  di controllo menzionata, sullโ€™atto amministrativo, non รจ nuovo, ma richiamato dalla Cassazione relativamente ad una sua precedente pronuncia a sezioni unite, nel dettaglio la Sentenza n.116 del 2007. 

Il nuovo principio di diritto sancito dalla Cassazione

Quanto considerato inizialmente dalla Suprema Corte sulla predisposizione d’aree di libero parcheggio, costituisce il presupposto per lโ€™enunciazione del nuovo principio di diritto. Stando ad esso, nellโ€™ambito del giudizio dโ€™opposizione al verbale dโ€™accertamento di unโ€™infrazione del Codice della Strada, nel caso intervenga la specifica ed espressa contestazione dellโ€™opponente (avente ad oggetto la mancata riserva di unโ€™area adeguata destinata a libero parcheggio), lโ€™onere della prova รจ a carico dellโ€™autoritร  amministrativa. Lโ€™autoritร , nello specifico, dovrร  dimostrare che vi sia una delibera escludente la sussistenza del suddetto obbligo, ex art. 7, co. 7 e 8 C.d.S.

Muovendo da tali considerazioni la Cassazione enuncia il principio di diritto secondo cui, nel giudizio dโ€™opposizione al verbale dโ€™accertamento di unโ€™infrazione del codice della strada, a fronte di una specifica contestazione dell’opponente che lamenti la mancata riserva di unโ€™adeguata area destinata a parcheggio libero, grava sull’autoritร  amministrativa opposta la prova dell’esistenza della delibera che escluda la sussistenza di tale obbligo ai sensi dell’art. 7, comma 8, C.d.S.

L’errore nel giudizio in Tribunale

Nella fattispecie che qui stiamo trattando, nel giudizio di ricorso in Tribunale, il magistrato preposto avrebbe ad ogni modo commesso un errore, in base alla lettura data nel giudizio di legittimitร . Lโ€™esito, in definitiva, verteva, come nella successiva pronunzia della Suprema Corte, sullโ€™accoglimento delle ragioni presentate dalla ricorrente, e quindi lโ€™annullamento della sanzione. Quel che cambia, รจ perรฒ il presupposto. Lโ€™annullamento della sanzione, allโ€™esito del ricorso in Tribunale, era derivante dalla disapplicazione della delibera di Giunta, per il solo fatto di essere carente di motivazione sulle particolari esigenze in capo alle aree di rilevanza urbanistica.

Quel che invece non รจ stato valutato dal Tribunale, รจ come la motivazione non sia richiesta nel caso trattato, poichรฉ il parcheggio del quale lโ€™utente aveva fruito era in zona A, ossia dโ€™interesse storico e classificata come tale. Ma oggetto dโ€™indagine doveva essere esattamente il corretto operato dellโ€™Amministrazione a proposito della delibera dโ€™esonero, che pur doveva essere presente. In altre parole, seppur non occorresse una motivazione, occorreva comunque una delibera.

La pronuncia conclusiva della Corte di Cassazione

Il Comune, oltre alle ragioni esposte, avrebbe dovuto dare prova ai sensi dellโ€™art.2697 del Codice Civile (disposizione codicistica dellโ€™onere della prova) nel terzo grado di giudizio davanti alla Cassazione, in qualitร  dโ€™attore in giudizio. Una ragione, questโ€™ultima, che si aggiunge alla precedente giร  enunciata. Si รจ avuto pertanto il rigetto del ricorso avanzato dal Comune, e la sentenza impugnata รจ stata cassata e rinviata al Tribunale di Catania che dovrร  giudicarvi nuovamente e in diversa composizione. Alla stessa corte รจ stato rinviato altresรฌ il giudizio sullโ€™attribuzione delle spese del giudizio di legittimitร .  

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